erede disperata

Nuovo Iscritto
i trasferimenti delle quote possono avvenire per compravendita o donazione, ma è senz'altro più conveniente la divisione.

fiscalmente da evitarei conguagli in denaro, ma è consentita una certa elasticità nella determinazione del valore dei lotti.
mi spieghi meglio? credevo che divisione fosse il termine generico e compravendita o donazione fossero le modalità per effettuare la divisione. invece?

di che elasticità parliamo?100 1000 10000? sui valori catastali o quelli commerciali?
per farti un esempio le tre quote potrebbero essere 270 310 330 mila euro che succede in questo caso?
 

erede disperata

Nuovo Iscritto
L'alternativa è rivolgervi al tribunale che provvederà a nominare un CTU (tecnico) che provvederà a sua volta a fare quanto il tecnico di fiducia potrebbe fare già, la differenza è che solitamente il CTU verrà affiancato dai CTP, uno per parte, i tecnici saranno così 4, oltre agli avvocati
è palese che la cosa migliore è mettervi d'accordo
:-o:-o:-onooooooo il tribunale noooooo:-o:-o:-o
 

griz

Membro Storico
Professionista
:-o:-o:-onooooooo il tribunale noooooo:-o:-o:-o

non hai idea di quante se ne vedono, poi ad opera finita si scopre che è stato letteralmente, dal punto di vista sia economico che morale, un bagno di sangue durato un tempo infinito, si sarà tutti esausti e disgustati, il problema è che questo è il senno di poi

mettetevi d'accordo per carità

per quanto riguarda l'entità delle quote, siccome è noto che il valore catastale potrebbe non essere allineato al mercato, si può decidere che per una serie di ragioni, si imputa convenzionalmente un valore identico a tutte

dal punto di vista della tipologia del contratto, si tratta di fare una cessione di quote reciproca, in pratica, su 3 proprietari di quote indivise, ognuno riceve le quote appartenenti agli altri due del bene del quale diviene unico proprietario, non vi è scambio di denaro in quanto le quote hanno valori uguali, si paga una tassa che il notaio saprà quantificare
 

erwan

Membro Assiduo
mi spieghi meglio? credevo che divisione fosse il termine generico e compravendita o donazione fossero le modalità per effettuare la divisione. invece?
no, sono tre cose diverse;

con la compravendita un soggetto cede la proprietà del bene in cambio del prezzo in denaro;

con la donazione fa lo stesso ma senza corrispettivo, per causa di liberalità;

con la divisione i comproprietari si scambiano le quote su una serie di beni che si trovano in comunione: fiscalmente gode di un trattamento agevolato.
 

erwan

Membro Assiduo
per farti un esempio le tre quote potrebbero essere 270 310 330 mila euro che succede in questo caso?
le parti dichiarano che le tre quote hanno egual valore (scegliendo quello più alto, quindi 330.000)

non vi è scambio di denaro in quanto le quote hanno valori uguali, si paga una tassa che il notaio saprà quantificare
1%.

per quanto invece si paga in denaro si ha la stessa imposizione di una vendita
 

erede disperata

Nuovo Iscritto
cioè la cessione di quote di cui parla griz....però scusate la mia stupidità o ignoranza,

"si può decidere che per una serie di ragioni, si imputa convenzionalmente un valore identico a tutte"

mi sembra l'uovo di colombo,e come si fa ,chi lo decide,e i valori catastali che fine fanno,e le tasse ?
aiutoooooo
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
no, sono tre cose diverse;

con la compravendita un soggetto cede la proprietà del bene in cambio del prezzo in denaro;

con la donazione fa lo stesso ma senza corrispettivo, per causa di liberalità;

con la divisione i comproprietari si scambiano le quote su una serie di beni che si trovano in comunione: fiscalmente gode di un trattamento agevolato.

Adesso è certamente più chiaro: confermo comunque che la compravendita e/o la donazione (sconsigliabile), riguarderanno le eccedenze rispetto alle quote nominalmente stabilite di egual valore.
La divisione procederà ad assegnare appunto le quote da ciascuno ereditate: se dichiarate che quanto assegnato è di pari valore, c'è solo una divisione dei beni comuni.
Se invece deve risultare che i rispettivi lotti hanno un valore reciprocamente diverso, alla divisione si viene ad aggiungere la compravendita delle quote in eccedenza o mancanti, sulle quali si pagheranno le tasse relative.
 

erwan

Membro Assiduo
mi sembra l'uovo di colombo
infatti le divisioni si fanno normalmente in questo modo

come si fa, chi lo decide, e i valori catastali che fine fanno, e le tasse ?
i valori li decidono le parti, seguendo parametri di massima che il notaio saprà indicare loro, di modo che il quadro sia congruo;
quanto alle tasse lo stato le va a calcolare sui valori più alti, per cui non si lamenta troppo...
:risata:
 

erede disperata

Nuovo Iscritto
quindi concludendo
io e i miei fratelli sotto ipnosi o drogati ci mettiamo daccordo su chi prende cosa,patrimonio valore catastale ipotizziamo 900
le quote catastali risultanti sarebbero ipotizziamo 270 300 330 se la matematica mi assiste,
non ce ne freghiamo e anche il notaio e si stila un atto in cui si dice che tizio caio e sempronio si dividono un patrimonio di 990 diviso per 330 (e a questo punto scatta la domanda ,ma che quote ci cediamo semplicemente io cedo il 33% delle tale casa che vale catastalmente x ma io dico che vale y?)

a questo punto diamo l'1% allo stato(altri oneri?)?diamo un bel bacio in fronte al notaio e un bell'assegno(quanto più o meno dovrebbe pendere un notaio onesto per una transazione del genere)
ed è tutto finito?
se davvero è cosi' poi offro cena vitto e alloggio in quella che sarà finalmente casa mia.
 

Gratis per sempre!

  • > Crea Discussioni e poni quesiti
  • > Trova Consigli e Suggerimenti
  • > Elimina la Pubblicità!
  • > Informarti sulle ultime Novità

Discussioni simili a questa...

Le Ultime Discussioni

Alto