Daniele 78

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Mi spiace molto chiacchia per tua figlia, credo che la cosa più brutta è sentirsi in colpa per pensare di aver sbagliato qualcosa, molto probabilmente io avrei fatto lo stesso con i miei anche se non ne ho ancora. Un genitore , a mio parere indica una strada, poi la responsabilità è di anche del figlio/a che si lascia condizionare da quello che trova....una volta anche io ero molto isolato e mi sentivo molto solo, sarà forse perchè son vissuto più con la nonna che con i genitori (che però lavoravano o in negozio o in fabbrica dal mattino alla sera).
Una donna (ai tempi di 60 anni) di un vent'anni fa da un 'educazione un pò diversa da quella di 30 o 40 (dello stesso periodo)...e nel bene e nel male ne ho giovato/perduto, ma non mi pento e non mi dispiace...anche a scuola era così non era facile avere amici anzi quante zuffe..., poi crescendo on il passare del tempo tutto quello che mi è successo mi è servito per imparare....come vedi anch'io son passato attraverso una brutta bruttissima fase d'inadeguatezza (capisco cosa intendi).

La mia fortuna , sarà il carattere, saranno le amicizie saranno i miei hobby mi hanno fatto dimenticare quel periodo....sarà che ora riesco a dialogare con miei magicamente tante cose sono andate a posto.

Per provato su mia pelle, prova a dialogare con tua figlia (strano detto da me che per anni ho avuto un dialogo un po così con i miei..) penso di aver sbagliato a non averne avuto di più prima perchè forse avrei messo a posto tante di quelle cose che solo ora inizio a capire...fortunatamente essendo ancora nel mondo dei vivi (i miei) posso recuperare ogni giorno.

Sembra scontato e banale ciò che dico, ma quando ci sono certe problemi od incomprensioni manca un pochino di dialogo tra le parti....si sbaglia entrambi, (anche lei lo capirà)...non mollare e non perderti d'animo non ti serve, ricorda sempre che siamo noi artefici del nostro futuro, la massa sicuramente incide non lo nego ma non è e non deve mai essere determinante altrimenti saremmo delle marionette in balia degli eventi; non possiamo permettercelo specialmente in tempi di crisi come questi.
 

Luigi Criscuolo

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Non so dove hai studiato tu, ma nella mia scuola se ne faceva un'ora a settimana ed era presa abbastanza sul serio.
La mia scolarizzazazione si è svolta a Milano fino al raggiungimento del massimo dell'istruzione garantita dallo Stato Italiano. Mi ricordo che in 3-4-5 Geometri abbiamo letto a puntate e commentato la Costituzione. Che non c'entra nulla con le problematiche di educazione civica di cui si parla in questo thread.
 

Luigi Criscuolo

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Non vorrei per concludere che questo invocare alle regole poi ci porti all'intolleranza,
Non ti chiedi perché una porzione di popolazione che diventa sempre più numerosa sta invocando l'osservanza delle regole? Forse non ti sei accorta che l'uomo assorto nel suo egoismo di soddisfare le sue proprie esigenze, non si cura degli altri e dei danni che con il suo atteggiamento procura agli altri. E questo non ha alcun nesso con la concatenazione di citazioni che hai fatto. Ti faccio alcuni esempi successi nella settimana scorsa a me che vado a studio con i mezzi pubblici.
1° In attesa alla fermata dell'autobus ad un certo punto io, ed altre persone in attesa giu dal marciapiede, veniamo puntati da una Smart condotta da una 23/25enne, la ragazza suona il clackson; tutti ci buttiamo sul marciapiede; la ragazza si ferma nella parte riservata alla fermata dell'autobus, quando scende ci osserva tutti con un'aria di sfida a dirle qualcosa; entra in gelateria; esce con il gelato si siede in macchina e continua a mangiarselo. Arriva l'autobus che, una volta fermo, apre la portiera davanti proprio in prossimità della Smart. Tu cosa avresti fatto?
2° Sempre sull'autobus un distinto (giacca e cravatta) signore sulla settantina si divertiva a fa fare quel gioco, che va molto di moda in questi tempi, che consiste nel far scorrere il dito su uno schermo dove c'è un reticolato di lettere in modo da formare il numero più alto di parole. Era così assorto nel gioco che una volta sceso dall'autobus si è fermato impedendo alle persone che gli stavano dietro di poter scendere incurante delle lamentele degli altri passeggeri. Io che ero sceso al suo fianco gli ho dato uno spintone (ho una massa di 127 kg): la spinta gli ha fatto cadere il telefonino di ultima generazione con il quale stava giocando, lui stava dicendo qualcosa ma l'ho anticipato, da persona educata, dicendo scusi tanto ma come vede ho bisogno di spazio per muovermi. e mi sono allontanoto lasciando la parola agli altri che lui aveva bloccato.
Comunque se vuoi altri episodi possiamo fare notte: magari ci vediamo per la notte di San Lorenzo così tra una comet e l'altra tele dico tutte.
 

arciera

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l'accattonaggio ed il furto non mi sembra proprio il succo della nostra economia attuale.
a me sembra che tutto il mondo sia uguale. L'accattonaggio mi sembra la normalità: sai che il problema dell'immondizia è inventato ad arte per ovviare il problema della mancanza dei soldi nei comuni con cui pagare gli amici consulenti? A roma paghiamo fior di quattrini quando da decenni lo smaltimento è sempre lo stesso: malagrotta. Ed hanno triplicato la tassa! l'accattonaggio...l'immondizia...Solo che qui girano i miliardi con cui imbellettarsi, lì lo sporco nei visi. E' terribile come non viene a scandalo peggio delle zingarelle che borseggiano. là son fichi-furbi qua piccoli indifesi. Il furto; e non è furto la tassa sui rifiuti? per dirne solo una: si smuovono contro le popolazioni le discariche così il problema è insolubile e cosa succede? l'anno prossimo aumenta. Ma la discarica è sempre quella da decenni. I soldi? rubati. In Romania non ci sono insediamenti perchè hanno dato la casa a tutti. (lungi da me abbracciare il comunismo, ma va dato a Cesare quel che è suo) Comunque ripeto che tutto il mondo è paese e per ogni popolo c'è sempre un terrone, un debole con cui prendersela.
 

arciera

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Non ti chiedi perché una porzione di popolazione che diventa sempre più numerosa sta invocando l'osservanza delle regole?
Io sono per le regole, il problema viene quando vengono scritte. Da chi? per chi? Non è sufficiente dire regole. A me sembra che oggi il più forte nell'informazione diriga il balletto delle regole a suo uso e consumo e come al solito il popolo beota abbocca acriticamente. Non si parla la stessa lingua, non fra me e te che ci troviamo d'accordo, te lo dò per certo, non si parla la stessa lingua tra chi dirige e chi viene diretto, o eterodiretto a sua insaputa. E' come la rivoluzione francese. regole regole e poi viene Napoleone e i nuovi arricchiti, corrotti e potenti
 

tovrm

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Non ti chiedi perché una porzione di popolazione che diventa sempre più numerosa sta invocando l'osservanza delle regole? Forse non ti sei accorta che l'uomo assorto nel suo egoismo di soddisfare le sue proprie esigenze, non si cura degli altri e dei danni che con il suo atteggiamento procura agli altri. E questo non ha alcun nesso con la concatenazione di citazioni che hai fatto. Ti faccio alcuni esempi successi nella settimana scorsa a me che vado a studio con i mezzi pubblici.
1° In attesa alla fermata dell'autobus ad un certo punto io, ed altre persone in attesa giu dal marciapiede, veniamo puntati da una Smart condotta da una 23/25enne, la ragazza suona il clackson; tutti ci buttiamo sul marciapiede; la ragazza si ferma nella parte riservata alla fermata dell'autobus, quando scende ci osserva tutti con un'aria di sfida a dirle qualcosa; entra in gelateria; esce con il gelato si siede in macchina e continua a mangiarselo. Arriva l'autobus che, una volta fermo, apre la portiera davanti proprio in prossimità della Smart. Tu cosa avresti fatto?
2° Sempre sull'autobus un distinto (giacca e cravatta) signore sulla settantina si divertiva a fa fare quel gioco, che va molto di moda in questi tempi, che consiste nel far scorrere il dito su uno schermo dove c'è un reticolato di lettere in modo da formare il numero più alto di parole. Era così assorto nel gioco che una volta sceso dall'autobus si è fermato impedendo alle persone che gli stavano dietro di poter scendere incurante delle lamentele degli altri passeggeri. Io che ero sceso al suo fianco gli ho dato uno spintone (ho una massa di 127 kg): la spinta gli ha fatto cadere il telefonino di ultima generazione con il quale stava giocando, lui stava dicendo qualcosa ma l'ho anticipato, da persona educata, dicendo scusi tanto ma come vede ho bisogno di spazio per muovermi. e mi sono allontanoto lasciando la parola agli altri che lui aveva bloccato.
Comunque se vuoi altri episodi possiamo fare notte: magari ci vediamo per la notte di San Lorenzo così tra una comet e l'altra tele dico tutte.

Bravo :stretta_di_mano:
Visto che c'eri, potevi dare una spintarella anche alla sfighetta della smart. Sai che faccia... :^^:

Ogni volta sempre la stessa storia, abusivismo, occupazioni sgombero...e poi ritornano...si può parlare di semi-nomadismo, sicuramente difficile parlare di stanziamenti regolari...ma loro vivono così..

In Francia non è così. I nomadi fanno i nomadi sul serio, organizzano mercatini e svolgono attività quali la riparazione delle pentole et similia. Lì sono apprezzati, non rubano, si accampano per il tempo che serve a svolgere le loro attività e poi via da qualche altra parte. Questo è vero nomadismo.

Come fai a dire che i rom in Italia sono semi-nomadi. Non si spostano di propria volontà, lo vedi anche tu che dove arrivano tendono a piazzarsi e a fare terra bruciata intorno a loro.
Questa gente non la vogliono nemmeno in Romania. Ma da noi si accoglie chiunque... Non è razzismo, è solo mantenimento di condizioni sociali accettabili. A chi farebbe piacere dormire accanto a dei criminali?[DOUBLEPOST=1375255332,1375255156][/DOUBLEPOST]
Se permetti qui ti devo contraddire, purtroppo io ho dato una educazione a mia figlia in modo "retrogrado" nel senso che sino ai 14 anni lei si vedeva quark ecc. non si alzava da tavola fino a che non avevamo finito tutti o si chiedeva il permesso di alzarsi, insomma non da despota ma da persona educata alle cose sane, ebbene mia figlia si è sentita esclusa dalle sue amiche e dalla società perché non vedeva saranno famosi c'è posta per tè e non aveva il TELEFONINO purtroppo per potersi inserire ha incominciato a fare quello che lei non era abituata, il risultato? Oggi a venti anni stiamo in mano ad un psichiatra perché lei non ha il coraggio di affrontare la vita non sa come fare non vede prospettive non ha amiche ecc. con il pc. si è creata un avatar dove è l'incontrario del suo essere ma è come la società la vorrebbe solo che riesce a fingere solo dietro allo schermo, vi dico che come padre se potessi ritornare indietro mi taglierei la testa per poterla cambiare (la mia chiaramente ) purtroppo non siamo noi a decidere il ns. futuro è la massa, se si ha il coraggio come me di andare contro corrente sappiate che vi troverete isolati a me non è importato ho imparato a confrontarmi con tutti grandi e piccoli e alla fine mi voglio bene ma mi è, e ancora oggi mi costa tanta fatica andare contro corrente credevo che mia figlia potesse fare lo stesso ma mi sbagliavo oggi è più difficile di ieri.
Cosa voglio dire? Che c'è troppa cattiveria pochissima educazione nessuna stima neanche per se stessi figuriamo per gli altri e questo è voluto appositamente prima si è citato il medioevo dove regnava l'ignoranza, perché, perché il popolo essendo ignorante non pensava subiva e basta oggi no simo istruiti intelligenti e pensiamo e allora come controllarci? Con il caos cosi non siamo d'accordo tra noi e non andremo mai da nessuna parte e sopportiamo quello che ci fanno noi staremo sempre sotto e chi sale a galla resterà sempre a galla insieme alla CASTA. :fiore:

Tutta la mia solidarietà.
Hai dato a tua figlia una educazione. Forse non hai saputo insegnarle a difendere e valorizzare la sua diversità nei confronti delle compagne meno educate e più viziate. Forse sono questi i temi che potresti affrontare con tua figlia per aiutarla a rafforzare il suo carattere.
In bocca al lupo e non darti colpe che non hai.
 

Luigi Criscuolo

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A roma paghiamo fior di quattrini quando da decenni lo smaltimento è sempre lo stesso: malagrotta

Il furto; e non è furto la tassa sui rifiuti? per dirne solo una: si smuovono contro le popolazioni le discariche così il problema è insolubile e cosa succede? l'anno prossimo aumenta. Ma la discarica è sempre quella da decenni. I

Mi dispiace per te che sei "romana de' Roma" ma il problema dello smaltimento dei rifiuti è sempre stato un problema da sempre a Roma come nelle altre città. Nella antichità i rifiuti erano organici naturali per il 90%; si trattavano, si mineralizzavano e si riutilizzavano: famose sono le otri di Pompei dove si raccoglieva l'urina per fare l'ammoniaca. Questa caratteristica di organicità naturale dei rifiuti si è mantenuta per moltissimo tempo anche se con il trascorrere dei secoli, prima lentamente e poi rapidamente, la percentuale si è drasticamente ridotta a favore dell' organico industriale; tanto per fare un nome: Moplen. Posso dire che, alla luce della mia esperienza di vita di soggetto appartenente alla generazione post-bellica, fino alla metà degli anni '50 il problema dello smaltimento dei rifiuti era ancora gestibile; infatti mi ricordo quando ero bambino, ed ero in vacanza dai nonni, quando si è rotta una vecchia sedia la si è utilizzata come combustile per il camino che veniva ancora usato per fare da mangiare. Tutto veniva bruciato: per esempio il cartone; gli scarti alimentari venivano usati per alimentare gli animali da cortile: dalle galline al maiale. Oggi le sedie, come le sedie a sdraio o le librerie, rotte (di legno, di plastica o di ferro), le trovi nei cassonetti destinati alla raccolta degli scarti organici alimentari. Nel 1984 (non ieri) mi trovavo in vacanza in Sardegna ed andavo ad una spiaggia in località la Caletta, per arrivarci dovevo attraversare un tratto di macchia mediterranea con alberi di medio fusto, appesi ai rami degli alberi i villeggianti era usi appendere i sacchetti di plastica multicolori circondati da vespe e mosche con dentro gli avanzi dei loro pranzetti ; la stessa scena l' ho osservata una decina di anni fa nella macchia mediterranea a sud del fiume Garigliano (e qui ci si collega al discorso dell' Educazione Civica di un altro thread).
Per quanto riguarda il problema di Roma in particolare, visto che tu sei indigena, fatti un giretto da turista nel centro storico della città: troverai delle targhe inserite nei muri delle case, datate 1740 o giù di lì, dove c'é scritto "Per ordine dell' Illustrissimo ed eccellentissimo signore delle strade si proibisce di fare monnezzaro in questo luogo sotto la pena di ecc... ecc.... ". Il problema, quindi, è alquanto antico anche se il problema vero è il comportamento della popolazione. Infatti anche oggi il problema è il comportamento della popolazione, che definire scarsamente collaborativo è un eufemismo: basta guardare l'assortimento dei rifiuti che c'è nei cassonetti e nei dintorni degli stessi. Io con questo problema ci convivo tutti i giorni perché, sfortunatamente, mi ritrova a pochissimi metri dall'ingrsso del condominio in cui abito i 3 secchioni dell'immondizia; ed abito in un quartiere dove tutti se la tirano in quanto residenti in un quartiere benestante. Roma non è una cittadina da 30 mila abitanti che riesce a fare solo il 30% (e mi sono tenuto abbondante) di differenziata; Roma è una metropoli da 3 milioni di abitanti che ha la medesima percentuale di differenziata: e questo è il grande problema da risolvere e tu ti lamenti dei costi? Ma io ti lascerei l'immondizia in casa per un mese come è successo a Napoli, poi ne riparliamo.
Infine quando si tratta di aprire nuove discariche nessuno le vuole: i residenti si ribellano e formano dei comitati spontanei contrari che fomentano disordini. Lo stesso succede per l'insediamento dei forni di incenerimento. E allora? Io non ritirerei l'immondizia fino a quando la popolazione supplicherà i propri politici di trovare un accordo per la destinazione di aree per il conferimento dei rifiuti e la creazione di forni di incenerimento.
 

Luigi Criscuolo

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In Francia non è così. I nomadi fanno i nomadi sul serio, organizzano mercatini e svolgono attività quali la riparazione delle pentole et similia. Lì sono apprezzati, non rubano, si accampano per il tempo che serve a svolgere le loro attività e poi via da qualche altra parte. Questo è vero nomadismo.

Non è proprio così lo posso dire anche io che ho discusso a lungo con una Piccola Sorella di Gesù, ordine di Charles de Foucauld (a Roma hanno un centro presso l'Abbazia delle 3 fontane), la quale per circa 10 anni ha condiviso l'esperienza di vita con i rom in Francia. Ovviamente la Piccola Sorella difendeva a spada tratta il diritto dei nomadi di decidere dove accamparsi e di proporre un compenso, non negoziabile, con il padrone del campo; il quale se non accettava non avrebbe ottenuto alcun risarcimento. Ovviamente ha dovuto ammettere che, una volta abbandonato, il terreno non era nelle stesse condizioni nelle quali era stato trovato al momento della occupazione. Così il proprietario del terreno doveva impiegare i soldi avuti come risarcimento forzoso per la pulizia del campo. La stessa ha dovuto ammettere che i proventi ottenuti dalla riparazione delle pentole erano largamente insufficienti per il mantenimento della famiglia, per cui integravano le entrate facendo lavori saltuari ma anche compiendo "piccoli furti". Posso chiederti se tu fai riparare le pentole di casa? Io no quando decido che è arrivato il loro momento le porto al centro di conferimento dei rifiuti ingombranti.
 

Daniele 78

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La verità è che in Italia (come sottolinea anche Luigi Criscuolo) siamo "NIMBY" (Not in my back Yard) tradotto dall'inglese non nel mio cortile. Mi riportate l'esempio di Roma Malagrotta come mal gestione, ma anche qui a Biella in una provincia di 200.000 abitanti (40.000 circa la città) le cose non stanno molto meglio, abbiamo una buona raccolta differenziata che supera abbondantemente il 50% però la nostra discarica è sul punto di scoppiare non c'è la fa più. Progetti per ampliarla o migliorarla si ma il Comune dove è sita si è ribellato quindi niente. Nel momento in cui hanno ampliato l'A4 molti Comuni limitrofi alla provincia prima si erano opposti poi arrivano le opere di compensazione (ti fanno un nuovo ingresso al paese, danno i soldi per aggiustare campanili, scuole parchi....ecco perché in Italia le opere costano sempre il doppio del previsto. Quando si decide per inceneritori (famoso quello di Parma) flotte di neo ambientalisti dicono no...sit in casino blocco cantieri tutto slitta corsi e ricorsi nei vari tribunali (ed intanto i costi crescono a dismisura). Domanda intelligente perché non vogliamo mai smaltirci i rifiuti di casa nostra non a casa nostra ma devono per forza prenderseli gli altri?? Io non mi sognerei mai di andare dal mio vicino e buttargli a casa la mia immondizia, però vedo che il comprtamento usuale è differente?? Sono io che sbaglio??
 

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