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marx

Membro Ordinario
Salve a tutti, ho un quesito da porre relativamente all'adeguamento delle planimetrie catastali a seguito lavori interni. In passato, chi aveva effettuato lavori interni (spostamento di tramezzi, ecc.) senza adeguare la planimetria catastale, poteva farlo anche a lavori eseguiti, presentando una DIA in sanatoria, e pagando le debite sanzioni.
Attualmente, con la nuova legislazione del 2010, chi ha effettuato modifiche interne (spostamento tramezzi, apertura porte, ridistribuzione degli spazi, ecc.) senza aumento di volumi, senza violazioni delle norme urbanistiche, e senza incidere sulle strutture, deve effettuare l'aggiornamento al catasto o non è necessario?
Se sì deve presentare una DIA in sanatoria o una comunicazione di inizio lavori ?
Grazie a tutti.
marcello
 

Andrea Sini

Membro dello Staff
Professionista
L'adeguamento al catasto deve essere fatto, anche perché oggi è obbligatorio in caso di vendita che la realtà, il catasto e i dovumenti licenziati in comune siano omogenei.
Ritengo che oggi basti una SCIA quindi una semplice comunicazione e non c'è bisogno di aspettare i 30 giorni dalla data di presentazone per iniziare il avori come nel caso della DIA.
Oggi con la SCIA in teoria anche a lavori già fatti si puo presentare facendo finta che debbano ancora essere fatti. E' difficile che vengano a controllare. Se i lavri non sono di grossa entità passati pochi giorni uno, in caso di controllo può dire che li ha appena finiti. Ma forse era meglio se non dicevo nulla di questa ultima possibilità.:shock::-o
Fate attenzione. Sempre meglio sentire un tecnico del posto.
 
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Reazioni:

maverik

Nuovo Iscritto
Confermo, è sufficiente una SCIA (relazione tecnica e progetto NON asseverati da un tecnico) con sanzione di 258 euro nel caso di lavori già terminati (se non si vuole rischiare) e poi la regolarizzazione (con DOCFA 4.0) in catasto (50 euro).

Saluti
 

marx

Membro Ordinario
Grazie a tutti, ora mi è chiaro, anche alla luce del contenuto della circolare 2/2010 dell'agenzia delle entrate
in cui si tratta della "Conformità delle planimetrie depositate in catasto al punto 2.d" e delle "Variazioni delle unità immobiliari censite per le quali non sussiste l’obbligo di dichiarazione punto 2.e"
 

maverik

Nuovo Iscritto
L'asseverazione non serve, come mi è stato riferito in comune, è sufficiente una relazione tecnica di un tecnico abilitato con tanto di progetto ante e post operam corredati di visura catastale, di stralcio PRG (piano regolatore) e di estratto mappale del luogo di ubicazione. Serve un tecnico abilitato che per questioni di imparzialità sia estraneo alla proprietà. Ovvero, anche essendo tecnico abilitato (iscritto all'albo) e proprietario dell'immobile da regolarizzare non potrei condurre la pratica per una mia proprietà (così citano le disposizioni di legge). Anche se poi un geometra del comune mi ha detto di essersela fatta da solo per casa propria (siamo in Italia....)!!!!
Saluti
 

pierantoni antonella

Nuovo Iscritto
gradirei un chiarimento
abito in zona infernetto-casalpalocco,vicino a roma.
qui' non c'e' una sola villa regolare,nel senso che tutte le soffitte sono camere da letto o studi con bagno e
le cantine -lavatoi hanno 3 o 4 camere e bagni annessi.
ho sentito anche io che dal 2010 tutto e' cambiato e i documenti di licenza,la realta' e le piantine devono essere uguali ma
vi assicuro che qui' si continua a vendere e a comprare cosi'
tutti chiudono gli occhi o esistono delle scappatoie?
grazie
 

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