basty

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Caro @griz: noi siamo invece più repubblicani del "Presidente della Repubblica" .

Certo che siamo proprio un Bel Paese: abbiamo montagne di leggi, e una miriade di "trafori" che le attraversano ....
 

Dimaraz

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E, in tal caso, non proporrei la soluzione facile che spesso vedo dare qui e, ahimè, anche da molti commercialisti: "Basta che fai l'autocertificazione, tanto nella guida del'Agenzia delle Entrate c'è scritto che il cambio dei serramenti è una manutenzione straordinaria".
Peccato che la stragrande maggioranza dei Comuni non la pensi così...

Basta infatti leggere gli abaco degli interventi edilizi pubblicati online almeno dai Comuni più grandi per vedere che, anche quando ci sono modifiche della tipologia o dei materiali, i Comuni considerano l'intervento manutenzione ordinaria e, dunque, eseguibile in edilizia libera.

La sostituzione dei serramenti è attività "libera"...e lo è diventata per norme dello Stato del 2016 e 2018.

Questo "cambiamento" nella classificazione di tale opera non muta la possibilità per il committente di beneficiare del Bonus 50% su Ristrutturazioni per risposta ad interpello uffciale ad Agenzia delle Entrate...quantomeno fino a quando qualche altro scaldapoltrone non si sveglia con idee balzane

 

griz

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fino ad alcuni anni fa le agevolazioni fiscali erano riservate solo alle manutenzioni straordinarie e lo sono anche oggi, però in un'onda di semplificazione burocratica molti interventi che erano considerati di manutenzione straordinaria sono diventati "ordinaria" quindi attività libera (vedi per esempio la sostituzione dei serramenti) per i quali non dovrebbero essere permesse agevolazioni , per agevolare però i cittadini a eseguire questi lavori si è pensato, considerando anche l'importanza degli importi, di permettere le agevolazioni generando così le apparenti contraddizioni che però vengono anche superate da una logica che siamo costretti ad assorbire: era in effetti illogico che per un intervento così semplice si dovesse istruire una pratica edilizia obbligatoria per le opere di manutenzione straordinaria
 

basty

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quantomeno fino a quando
La chiusa dell’interpello lascia spazio a diversa interpretazione autentica ministeriale....
Poi sbaglio o l’Interpello è impegnativo solo nei riguardi dell’interpellante?
poi si potrà forse disquisire su cosa si intenda per serramento di diverso tipo
Poi ultimamente è venuto più di moda pubblicare interpelli al posto di circolari: vorrà significare qualcosa? Quale avrebbe maggior valenza?
A proposito di valenza, si sono inventati anche un altro paio di categorie: risposte di consulenza giuridica e principi di diritto .....

Ma non preoccupiamoci troppo, siamo una “repubblica”
Ps: i miei vecchi quando intendevano dire che c’era casino, dicevano appunto” :
A l’é na república


Per fortuna Biz ci spiega qui la corretta lettura, ( non scherzo) ma non fa il consulente giuridico di Agenzia delle Entrate
 

wmar

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Dato che @basty ha chiesto un mio parere, cercherò di darlo nel modo più sintetico possibile, perchè sviscerare bene l'argomento sotto tutti gli aspetti che sono stati richiamati nei vari interventi richiederebbe pagine e pagine.

Partiamo dall'APE che, a quanto ho capito, indica la presenza di un impianto di riscaldamento attivo.
Le cose sono due:
  1. o è stato redatto prima della dismissione dell'impianto (e avrebbe dovuto essere aggiornato al momento della dismissione dell'impianto termico, visto che si tratta di una modifica sostanziale della situazione energetica dell'edificio)
  2. o il "professionista" (se così lo vogliamo chiamare) lo ha redatto senza effettuare sopralluoghi e facendo il copia/incolla da qualche altro APE di un alloggio simile.
    Il che (nessuno me ne voglia, ma è un'osservazione che si basa sulla mia esperienza) capita non di rado con gli APE fatti fare dalle agenzie immobiliari in caso di vendita
L'APE resta comunque un documento depositato al catasto energetico regionale, per cui è ufficialmente valido per dimostrare (almeno in teoria) la presenza di un impianto.
Ovvio che se venissero effettuati controlli oggettivi, non sarebbe difficile dimostrare che quell'APE è sbagliato, con tutte le conseguenze del caso per il professionista che lo ha rilasciato e per il proprietario dell'immobile, che risponderebbe in solido.
Non mi pare, infatti, uno di quegli errori non rilevabili anche dal proprietario, dato che verificare la semplice presenza di un impianto di riscaldamento non richiede competenze tecniche.
Si potrebbe dunque presumere la connivenza del proprietario, soprattutto se di mezzo ci sono suoi interessi economici.
Alla luce di ciò, io non consiglierei assolutamente di dichiarare l'immobile "riscaldato" ed escluderei quindi l'Ecobonus quale incentivo corretto per la sostituzione di infissi/scuri in questo caso specifico.

Riguardo il Bonus Ristrutturazioni, per interventi su singole unità, l'incentivo per il suddetto intervento lo si può tipicamente richiedere sull base del TUIR, art. 16, comma 1:
  1. lett. b), nel caso il lavoro ricada fra quelli "di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze"
  2. lett. h), nel caso l'intervento ricada fra quelli: “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia”.
Per lo stesso motivo per cui non consiglierei di chiedere l'Ecobonus, non suggerirei neppure di usare la lett. h).
Riguardo la lett. b), bisognerebbe dimostrare senza ombra di dubbio che nel caso specifico l'opera può essere inquadrata dalla manutenzione straordinaria in su.
E, in tal caso, non proporrei la soluzione facile che spesso vedo dare qui e, ahimè, anche da molti commercialisti: "Basta che fai l'autocertificazione, tanto nella guida del'Agenzia delle Entrate c'è scritto che il cambio dei serramenti è una manutenzione straordinaria".
Peccato che la stragrande maggioranza dei Comuni non la pensi così...

Basta infatti leggere gli abaco degli interventi edilizi pubblicati online almeno dai Comuni più grandi per vedere che, anche quando ci sono modifiche della tipologia o dei materiali, i Comuni considerano l'intervento manutenzione ordinaria e, dunque, eseguibile in edilizia libera.
E, siccome è il Comune che ha l'ultima parola sull'inquadramento tecnico degli interventi sul proprio territorio, prima di fargli preparare un'autocertificazione (che ha valenze civili e penali sul dichiarante), io al proprietario qualche accertamento all'Ufficio Tecnico del Comune glielo farei fare.

Non vado oltre, perchè ormai questi argomenti li abbiamo toccati decine di volte sul forum e, sovente, sono emersi punti di vista diametralmente opposti su vari aspetti, in particolare sulle interpretazioni dell'inquadramento dei lavori.
Mi limito, quindi, a ribadire la mia posizione, che deriva dal confronto coi colleghi e dal nostro metodo di lavoro.

Grazie per la risposta! E grazie anche agli altri che sono intervenuti. C'è una cosa che vorrei chiedere a te e agli altri. La scelta dell'opzione (bonus ristrutturazioni o ecobonus) come va fatta materialmente? Nella sola comunicazione all'Enea, che se ho capito bene è obbligatoria anche nel caso del bonus ristrutturazioni? Oppure anche in altri contesti (bonifico etc.)? Avendo intenzione di avvalermi dello sconto in fattura, escludo da questi contesti la dichiarazione dei redditi, perché se ho capito bene gli interventi per i quali ci si avvale dello sconto in fattura non vanno riportati in dichiarazione.
 

griz

Membro Storico
Professionista
la comunicazione ENEA è relativa ad interventi che migliorano la prestazione energetica, il pagamento è lo stesso, lo sconto in fattura va concordato con l'impresa e prevede la procedura di comunicazione all'Agenzia delle Entrate di tutti e due i soggetti
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
il pagamento è lo stesso,
NI:
pur avendo la Agenzia delle Entrate ammesso la accettazione di entrambe le forme, che producono i medesimi effetti pr il beneficiario (ritenuta d'acconto dell'8%) , finora i pagamenti per le spese detraibili devono essere eseguiti con bonifico apposito, che prevede due opzioni: quella che fa riferimento alle ristrutturazioni, e quella per il risparmio energetico.
In origine comportavano detrazioni distinte.
 

wmar

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Proprietario Casa
...ti infili in complicazioni per i quali ti consiglio caldamente di appoggiarti in via preventiva ad un professionista.

Grazie per il tuo consiglio. Nel caso in cui si opti per lo sconto in fattura (o per la cessione del credito) la comunicazione all'Agenzia delle Entrate va fatta entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione. Mi era sembrato di capire che nel caso dell'ecobonus o del bonus per le ristrutturazioni non ci fosse quel ginepraio che invece c'è per il bonus 110%... Di che tipo di complicazioni parli?
 

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