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  1. alfonso72

    alfonso72 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    certo ci saranno tantissimi post a riguardo ma penso che ogni caso sia diverso,detto questo vi pongo una domanda...
    si può avere la residenza in una città e dimorare abitualmente in un altra senza avere appunto la residenza in quest'ultima?si rischia qualcosa?e dal solo fatto di trovare casa arredata con tutto l'indispensabile per viverci possono le forze dell'ordine obbligare a richiedere la residenza?
     
    A geopolis300 piace questo elemento.
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.
     
  3. geopolis300

    geopolis300 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    la residenza è unica. il domicilio può essere ovunque.
     
  4. alfonso72

    alfonso72 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    capisco ma....
    se io dimoro abitualmente nel luogo A ma ho la residenza nel luogo B nessuno mi può obbligare a farmi togliere la residenza dal luogo B giusto?
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se hai la dimora abituale nel luogo A, hai la residenza nel luogo A.
    Nel luogo B non hai la residenza, ma l'iscrizione anagrafica. Che non corrisponde alla residenza. Quindi stai infrangendo la legge.
    No, è sbagliato. L'ufficiale di anagrafe del luogo A potrebbe cancellarti dalla sua anagrafe. L'ufficiale di anagrafe del luogo B potrebbe iscriverti nella sua anagrafe. Sempre che i controlli previsti dalla legge anagrafica vengano effettuati.
    Tra le varie norme interessate, cito solo l'art. 5 della legge n. 1228/1954:
    "L'ufficiale d'anagrafe che sia venuto a conoscenza di fatti che comportino l'istituzione o la mutazione di posizioni anagrafiche, per i quali non siano state rese le prescritte dichiarazioni, deve invitare gli interessati a renderle.
    In caso di mancata dichiarazione, l'ufficiale d'anagrafe provvede di ufficio, notificando all'interessato il provvedimento stesso.
    Contro il provvedimento d'ufficio è ammesso ricorso al prefetto".
     
  6. alfonso72

    alfonso72 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    ok grazie adesso comincio a capirci qualcosa
     
  7. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Siamo in Italia. Ed è piena di casi come il tuo. L'esigenza di non rispettare la regola e di attuare un illecito deriva sempre dalla demagogica iniqua divisione sulla prima casa.
    Molti rischiano fidando nell'inerzia burocratica e insufficienti controlli. Poi, quando arriva il controllo....si adeguano. Quanti sono in Italia
    i "fuori legge"??? Credo una corposa moltitudine. A te la decisione di farne parte o meno. Dipende anche dai luoghi e dagli apparati comunali. Nei comuni più piccoli i
    controlli sono più facili. Auguri. QPQ.
     
  8. alfonso72

    alfonso72 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Giusto per chiarire...il caso che vi ho esposto non è il mio!anzi...mi piacerebbe denunciare queste cose se solo porterebbe a qualche risultato...
     
  9. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Questo escamotage lo adottano i proprietari di due case, una delle quali, la seconda, destinata alle vacanze. Come ben sai sulla seconda si paga l'IMU, per giunta più gravosa ed i servizi sono più cari, nettezza urbana, Enel, acqua. Generalmente un componente il nucleo familiare trasferisce la residenza nella seconda casa, che per lui è la prima, così ha un bel risparmio. I comuni interessati hanno mangiato la foglia e predispongono dei controlli assidui. Pertanto se notano l'assenza prolungata si comportano di conseguenza, cancellando dall'anagrafe il residente rinviandolo al paese da dove proveniva.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    @Nemesis con questa distinzione tra residenza ed iscrizione anagrafica mi hai creato una curiosità. Già si era discusso in un altro post su questo argomento.
    Un giovane cittadino italiano originariamente residente a Palermo assieme ai propri genitori trova un lavoro a Roma. Vi si trasferisce ed ovviamente, non potendo fare avanti/indietro tutti i giorni, prende in affitto un appartamento. Il giovane supera il periodo di prova, diventa un lavoratore a tempo indeterminato in una azienda pubblica per cui è abbastanza sicuro di non perdere il lavoro: è destinato a diventare uno di quei soggetti con 40 anni di anzianità nella stessa azienda. La situazione diventa stabile; dopo più di un anno questo giovane, che una volta al mese se ne torna nella casa genitoriale per un fine settimana, per i ponti legati alle festività, ha ancora la carta di identità rilasciata dal comune di Palermo nella quale è scritto che lui risiede a Palermo all'indirizzo della casa genitoriale.
    Secondo te questo soggetto ha l'obbligo di recarsi all'ufficio anagrafe del comune di Roma per far prendere atto all' ufficiale di stato civile che lui è residente a Roma. Che senso ha allora mantenere l'iscrizione anagrafica a Palermo? Cosa comporta mantenere l'iscrizione anagrafica in una città differente da quella di residenza?
    Quello che tu chiami iscrizione anagrafica è per caso quello che gli altri chiamano domicilio?
     
  11. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    L'iscrizione anagrafica dovrebbe corrispondere alla residenza. Non esiste un elenco di abitanti, ma di residenti. Evidentemente, gli altri non sono stabili. Nel caso indicato da Criscuolo, l'interessato può optare per l'una o l'altra residenza. E' importante ricordare che per ottenere certe agevolazioni o privilegi è richiesta la residenza da oltre tot. anni. Ne ricordo uno a caso: per poter accedere alle agevolazioni per l'edilizia economica e popolare era e forse è necessaria la residenza da oltre 10 anni.
     
  12. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La residenza è il luogo di dimora abituale. Non esiste nessuna opzione.

    Ha (aveva) l'obbligo di dichiarare all'ufficiale di anagrafe di Roma la nuova situazione di fatto, entro venti giorni dal "trasloco". L'ufficiale dello stato civile non c'entra nulla.
    Un'infrazione alla legge anagrafica, punita con una sanzione amministrativa (quando applicata) di poche decine di euro. In cambio di veri o presunti vantaggi economici (minori addizionali regionali e comunali IRPEF, minore premio RC auto, ecc.)
    No. L'iscrizione anagrafica (nell'anagrafe delle popolazione residente di un dato comune) è la registrazione amministrativa conseguente al fatto di dimorare abitualmente (avere la "residenza") in un dato comune.
    Il domicilio è altra cosa. Non ha nulla a che fare con la dimora delle persone. E' definito dall'art. 43, comma 1 c.c. come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi. Il fatto che si consideri la sede principale comporta che i diversi affari e interessi possano avere più sedi; quella principale è individuabile in relazione alla principalità degli affari e interessi. Per affari e interessi, nel contesto delle norme del codice civile che regolano il diritto privato, s'intendono le attività economiche, produttive, patrimoniali e finanziarie che attengono alla persona.
    Per questa sua stessa natura, il domicilio, al contrario della residenza, non ha, né può avere una propria specifica registrazione amministrativa.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 7 Marzo 2014
  13. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    se questa è una legge dello stato è la legge più disattesa d'Italia. Pensa solo ai meridionali assunti negli uffici postali del nord che hanno mantenuto la residenza nella loro città natale per anni per poter avere il trasferimento e ritornare a casa. Per non parlare degli insegnanti.

    scusa questo è opinabile se uno sposta la residenza da Bolzano (ma anche da Parma) a Napoli non credo proprio abbia minori addizionali regionali e comunali IRPEF e paghi di meno di RC auto. Forse è vero l'inverso.


    Sscusa, ma allora perché insisti tanto a citare e differenziare le due cose, residenza ed iscrizione anagrafica, quando poi sono una conseguenza dell'altra. E la seconda (l'iscrizione anagrafica) non sembra avere particolari prerogative rispetto alla prima (residenza).
     
  14. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Infatti.

    Infatti avevo scritto "veri o presunti" vantaggi economici.
    Il fatto che una sia conseguenza (obbligatoria) dell'altra non implica che siano la stessa cosa. La residenza è un fatto. L'iscrizione anagrafica è un procedimento amministrativo. E la normativa IMU prescrive che per l'abitazione principale esistano entrambe.
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    mi sembra che in questo caso tu stia facendo del puro accademismo.
    Sembra che quando una persona si presenta in comune per ottenere la residenza in quel comune non venga automaticamente iscritto dal comune stesso nell'anagrafe della popolazione residente.
     
    Ultima modifica: 7 Marzo 2014
  16. arcore

    arcore Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Io vorrei sapere: se per ipotesi si prende la residenza nel paese natio,però per motivi di studio /lavoro o cura dei nipoti si mantiene il domicilio in un altra città, recandosi ogni fine settimana al paese natio come bisogna comportarsi in fase di medico di famiglia e altre incombenze di salute?sulla carta d'identità c'è ancora segnato il paese di provenienza pertanto come ci si regola?
     
  17. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Per domicilio si intende il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi(art. 43, primo comma, c.c.).
    La residenza è invece il luogo di abituale abitazione (abituale dimora, secondo il codice) di una persona (art. 43, secondo comma, c.c.). Essa è dunque una situazione di fatto, corrispondente al posto in cui un soggetto abita stabilmente.
    La dimora è il luogo in cui il soggetto si trova soltanto temporaneamente.
    Se per diversi motivi, capita di permanere per un
    periodo superiore ai tre mesi in un luogo diverso da quello della dimora abituale,
    per l’intera durata del soggiorno ci si può iscrivere
    all’anagrafe assistiti del domicilio temporaneo come cittadini non residenti.
    Cosa serve:
    documento identità;
    tessera Sanitaria;
    tesserino sanitario dell’ASL di residenza;
    certificato di residenza anagrafica o autocertificazione;
    Inoltre in base al motivo della richiesta, oltre ai precedenti documenti
    bisogna aggiungere i motivi se per lavoro:
    certificato del datore di lavoro dal quale risulti che l’interessato è
    dimorante in un Comune diverso da quello di residenza per un periodo
    superiore a 3 mesi perché temporaneamente distaccato per motivi di
    lavoro o in missione;
    per motivi di studio:
    certificato di frequenza dei corsi di studio rilasciato dall’Ente o Scuola,
    con l’indicazione della durata del corso;
    La scelta del medico è a termine, da un minimo di tre mesi ad un
    massimo di un anno, rinnovabile per un massimo di due anni, qualora
    ricorrano le condizioni.
     
  18. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    È così si è risposto a tutto. Rimane una perplessità da parte mia: si può avere l'iscrizione anagrafica in una famiglia e la residenza altrove? Credo di no. Credo siano la stessa cosa perché la legge costringe a fissare la residenza ove si dimora, ovvero la famiglia (coniugi non separati e figli dimorano sotto lo stesso tetto, per qualche giorno al mese) non puo' mantenere la stessa iscrizione anagrafica (stato di famiglia) per questi non vedo differenziazioni, bensì termini afferenti diverse patologie burocratiche
     
  19. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non c'è nessun "accademismo". Una persona si presenta in comune e dichiara (o invia al comune la dichiarazione), entro il termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti, che ha già la residenza (cioè vi dimora abitualmente). La residenza non si "ottiene". E' un puro dato di fatto (il fatto di dimorare abitualmente in un dato luogo). Viene quindi iscritta nell'APR di quel comune, ed è questo che si "ottiene". L'UdA infatti deve effettuare le registrazioni nell'anagrafe entro due giorni lavorativi dalla data di ricezione delle dichiarazioni rese, e con decorrenza dalla data della presentazione delle dichiarazioni stesse.
    In seguito l'UdA accerta la effettiva sussistenza dei requisiti previsti dalla legislazione vigente per la registrazione, tenendo anche conto degli esiti degli eventuali accertamenti svolti dal comune di provenienza, nel caso di iscrizione per trasferimento da altro comune.
    Se la situazione dichiarata non corrisponde al vero l'UdA provvede al ripristino della posizione anagrafica precedente, con decorrenza dalla data di ricezione della dichiarazione.

    Certamente nei fatti avviene, in barba alla legge anagrafica.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 8 Marzo 2014
  20. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    allora ritornando al caso da me supposto se il tizio presenta la dichiarazione di residenza a Roma e non fa anche registrare anche l'iscrizione anagrafica può capitare che i suoi genitori, rimasti a Palermo, chiedendo l'estratto dello stato di famiglia si trovino ancora il figlio come residente con loro?
     

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