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SALERNO DA BERE

Membro Attivo
Proprietario Casa
Buona sera, ad ottobre di quest'anno entro nella proprietà di un immobile a Messina nel quale un inquilino che a dicembre 2016 ha lasciato l'appartamento per circa sette anni non ha mai pagato le bollette dell'acqua. Vado all'Amam ente distributore dell'acqua per chiedere un nuovo contratto e mi si dice che se non verrà pagato il debito precedente non mi verrà fatto alcun nuovo contratto anzi sono responsabile del debito precedente. Mi chiedo a questo punto come possono chiedermi il debito quando hanno erogato il servizio ad altra persona che ha usufruito dei servizi e del bene ( acqua ) e che ha fatto regolare voltura a suo nome e ho anche saputo che ha fatto un accordo con l'ente per un piano di rientro disatteso. a questo punto mi chiedo se i rapporti sono intercorsi tra l'ente e l'inquilino di allora sulla base di cosa mi ritengono responsabile del debito ? che non ho mai firmato nulla a loro e non ho mai avuto a che fare con questo contratto ?
Grazie in anticipo e buona serata.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Tu devi pretendere un nuovo contratto e nulla hai a che vedere con il precedente inquilino che ha fatto un contratto personale con l'ente gestore.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Nulla cambia...i mancati pagamenti sono riferiti a Fatture dove l'unico committente e l'inquilino.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Il contratto che hai sottoscritto cosa dice? Ritengo che la voltura sia semplicemente un subentro nel contratto come nominativo non subentrando nei debiti.
 

Elisabetta48

Membro Senior
per circa sette anni non ha mai pagato le bollette dell'acqua
So che questo mio sfogo è inutile ma lo faccio lo stesso: come è possibile che un ente permetta che uno non paghi per 7 anni? Perché non gli ha tagliato l'utenza? La risposta è semplice, perché poi fanno i prepotenti con gli altri. Quando vedo le bollette della luce dove ormai il consumo è una frazione trascurabile, immagino che sotto la voce fantasiosa del "trasporto e gestione...ecc..." ci siano da recuperare i soldi non pagati da altri. Fino a quando dobbiamo sopportare?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
E', semplicemente, che qualche dipendente ha poca voglia di lavorare... e magari è protetto da qualche sindacato.
 
Ultima modifica:

Gianco

Membro Storico
Professionista
Purtroppo questo è l'andazzo che non si riesce a modificare. Ho sempre pensato che l'unica soluzione sia quella che una persona, qualcuno lo chiama dittatore, prenda il comando, mandi tutti a casa ripristini l'ordine, indica regolari elezioni (e qui qualcuno ha dei dubbi) e torni la democrazia affidata a nuove persone che certamente saranno più serie ed oneste di molte di quelle che abbiamo adesso. Non posso fare una affermazione generale perché potrei essere querelato.
 

moralista

Membro Senior
Professionista
No, devi fare domanda per avere l'allaccio a tuo nome il problema è del vecchio inquilino e dell'ente erogatore, tu nulla devi anzi pretendi di avere il servizio nei modi usuali con le buone altrimenti una bella denuncia per abuso di potere, e vedrai che il furbetto si darà da fare se vuol tenere il posto sicuro
 

1giggi1

Membro Assiduo
Proprietario Casa
la democrazia affidata a nuove persone che certamente saranno più serie ed oneste di molte di quelle che abbiamo adesso.
Magari fosse così, a Roma abbiamo persone nuove, democraticamente elette, un unico partito come maggioranza (quindi non devono spartire niente con nessun altro partito . . . ), persone serie ed oneste (forse) ma INCAPACI di fare non solo quello che hanno promesso prima delle elezioni ma anche l'attività base di una collettività (basta vedere come è ridotta Roma dal centro alla periferia sui rifiuti, immigrati, Rom, mezzi pubblici, strade, illuminazione, sicurezza, borseggi, stupri, corruzione e posso aggiungere . . . . ). Non solo non si rendono contro di quello che (NON) fanno, ma si vantano di progressi ed attività e risultati che solo loro "vedono".
Dobbiamo cambiare noi prima di chiedere che gli altri cambino, purtroppo e questo non è facile e immediato.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Fra tanti qualcuno valido ci sarà! Non possiamo sempre sottostare a questo stato di cose. Basta!
 

1giggi1

Membro Assiduo
Proprietario Casa
Di sicuro ci sarà, il problema è che prima di trovarlo sai quanti cattivi ne dovremmo subire . . . e se poi arriva bisogna vedere se lo fanno lavorare come dice lui o come gli dicono gli altri . . .
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Da buon Bastian Contrario mi pare necessario correggere alcuni luoghi comuni.
Bollette elettriche e simili: nei dibattiti è sempre più frequente sostenere il principio che a zero consumo debba corrispondere zero addebito. Una volta senza tante fantasiose motivazioni, era risaputo si dovesse comunque pagare la potenza impegnata. Non discuto l'ammontare

Tutti Lavoratori Scansafatiche: a me puzza in questo caso siano invece costretti a fare anche gli straordinari. Nel senso di dover fare gli strozzini, prepotenti, i guappi, per conto terzi (l'azienda e amministratori vari che devono pur portarsi a casa certe laute prebende: per loro la crisi non è mai cominciata)

L'Uomo Forte....: lasciamo perdere. Sappiamo come va a finire.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Allora su questo argomento vi racconto un fatto fresco fresco che ha visto coinvolto il condominio in cui abito. Lo scorso martedì 17 verso le 3 del pomeriggio ricevo la telefonata di un condomino che mi telefonava dall'ufficio per avvisarmi che sua moglie lo aveva chiamato per dirgli che a casa non c'era acqua. Io controllo e difatti anche a casa mia mancava l'acqua. Rimango d'accordo che mi informo; nel frattempo altri condòmini si attivavano autonomamente. Raggiungo la rampa di accesso ai box dove è immurato il contatore dell'acqua e lo trovo insolitamente chiuso a chiave con sulla vernice, attorno al buco della serratura, del portello recenti segni di rotazione. Risalgo per relazionare e trovo nell'atrio un altro condòmino che mi comunica di aver telefonato alla Acea e che l'interlocutore gli ha spiegato che è difficile che l'azienda chiuda l'utenza di un condominio senza avvisare preventivamente tutti condòmini mettendo, con diversi giorni di anticipo, un avviso sulla porta di ingresso del condominio oggetto di sospensione della fornitura. L'amministratrice, che un altro condomino era riuscito a contattare, candidamente comunica che nel pomeriggio del giorno prima aveva ricevuto un fax di comunicazione che il giorno seguente sarebbe stata sospesa la fornitura di acqua potabile per morosità in quanto non risultava pagata la bolletta di agosto 2017. La stessa diceva che dopo aver fatto un controllo con Myacea, non riusciva a capire come mai non avesse ricevuto la bolletta tramite email, che, comunque, di essersi affrettata a pagare l'importo nella mattinata del giorno nel cui pomeriggio è stato fatto il distacco. Nella mattinata del giorno successivo alcuni condomini, telefonando al numero verde di Acea, ricevevano conferma dell'avvenuto pagamento e che comunque l'azienda sarebbe intervenuta entro 24 ore dal pagamento.
L'amministratrice nel primo pomeriggio si recava presso gli sportelli Acea e l'impiegato le spiegava che l'ufficio contabilità non aveva ancora ratificato all'ufficio competente il riallaccio e che le 24 ore necessarie per la riattivazione scattavano dalla comunicazione interna (anche sì perché ormai l'Acea non ha quasi più squadre dirette di operai e si serve di società convenzionate per questo tipo di lavori). Che, probabilmente, si trattava di aspettare altre 24. L'amministratrice, con l'occasione, chiedeva informazioni sulla rigidità dell'atteggiamento dell' Acea per quanto riguarda la sospensione dell'erogazione dell'acqua potabile ad un condominio per la morosità di una bolletta, in quanto le risultava che la sospensione completa fosse l' ultima ratio di situazioni di morosità ripetute. Così veniva a sapere che l'intestatario del contratto di fornitura dell'acqua potabile era la cooperativa costituita nel 1962 per la costruzione del condominio; che non c'era stata la voltura/subentro a nome del condominio, e che evidentemente l'impiegato che si occupa delle morosità avendo letto Cooperativa XXXX ha pensato che fosse una società, siccome per i clienti che hanno una ragione sociale basta la morosità di un bolletta per vedersi sospesa la fornitura dell'acqua potabile, questo aveva fatto partire le procedure previste per le morosità aziendali; e che l'amministratrice, nonostante l'indirizzo sia Amministrazioni Condominali YYYY, è stata equiparata all'amministratore della società. L'amministratrice si è affrettata a chiedere la voltura/subentro a nome del Condominio, lo sportellista le ha chiesto la lettura del contatore al che l'amministratrice ha ribadito: "come faccio ad avere la lettura del contatore se l'alloggiamento del contatore è chiuso e non abbiamo la chiave; e voi nelle bollette mettete solo letture stimate?".
A questo punto per non affrontare un ulteriore giorno senza acqua un anonimo condomino ha chiamato un idraulico di sua fiducia, ha aperto lo sportello con un passpartout ed ha tolto i sigilli. Sono passati 3 giorni e non si è ancora visto nessuno della Acea che fosse venuto per riattivare la fornitura.
 
Ultima modifica:

Elisabetta48

Membro Senior
era risaputo si dovesse comunque pagare la potenza impegnata. Non discuto l'ammontare
Io invece discuto proprio l'ammontare che è molto alto e sono convinta, salvo prova contraria, che ci sia un legame con le morosità non riscosse.
Dopo uno sfratto, in casa ho trovato bollette del gas degli inquilini: su tutte c'era l'elenco delle precedenti bollette che non risultavano pagate. Erano ormai due anni che gentilmente l'azienda ricordava all'utente che non stava pagando le bollette. Perchè non hanno chiuso l'utenza??? Secondo voi quelli dopo lo sfratto hanno saldato il gas mai pagato? Chi l'avrà pagato alla fine? Immagino tutti noi in una qualche voce della bolletta nostra.
Ho vissuto all'estero. Quando partivamo al momento di chiudere le utenze ci facevano il conto e lo saldavamo. Qui se uno chiude l'utenza gli dicono che manderanno il saldo all'indirizzo che lui fornisce: il Rumeno, per esempio, che torna in Romania, secondo voi glielo dà il suo indirizzo della Romania? Nooo, gli dice di mandarlo al vecchio indirizzo e le richieste e i solleciti di pagamento per la corrente ormai fanno una pila alta 10 centimetri. Chi pagherà anche se indirettamente? Credo sempre tutti noi e non certo alla voce dei consumi.
 

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