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Gianco

Membro Storico
Professionista
@uva, concordo con chi sostiene che staccare le utenze sia un reato, ma io ho scritto:
@richard300777@gmail. Visto che sei tu il titolare dei contratti Enel ed acquedotto, da noi ESAF, puoi richiedere di ridurre la portata del contatore ENEL ad 1,5 kW, per cui il conduttore sarà costretto a fare salti mortali per alimentare gli elettrodomestici della casa. Poi tarerei la saracinesca dell'acquedotto in modo da fargli pervenire l'acqua necessaria per cucinare con grande sacrificio e la proteggerei con una "corazza" con lucchetto a prova di scasso. A quelle condizioni verrà a più miti consigli e tu non potrai essere perseguito per avergli negato i servizi essenziali.
Poi ho erroneamente usato il verbo chiudere, ma intendevo: limitarne la fornitura, il che è un'altro discorso, a mio parere non perseguibile.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Può essere come dici tu @Gianco,.
A me pare sia comunque una forma di "autotutela privata" come ha scritto @Nemesis nel post n. #36, con lo scopo di risolvere autonomamente il problema senza rivolgersi al giudice.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
La soluzione che ho proposto non va contro la legge e permette di "convincere" il locatario a rendersi autosufficiente.
L'hai mai visto il "giudice " approvare una mia idea? E se noti neanche quelle degli altri!
 

richard300777@gmail.

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
A me sembra che questi contratti siano carta straccia, se nello stesso è previsto che il conduttore (solo lui) deve fare i subentri fin dall'inizio dello stesso e non li fa; io mi devo prendere l'onere di pagarle altrimenti potrei incorrere in violazione penale? Non paga le bollette, che tra l'altro arrivano proprio presso quell'indirizzo ( Io ho saputo che non pagava perché sembrava strano che magicamente le bollette non arrivassero più e mi sono iscritto all'area riservata del gestore delle utenze).
Una cosa che non ho riportato è che mio padre ha ufficialmente la residenza lì in quanto alloggia in una struttura protetta per anziani.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
A me sembra che questi contratti siano carta straccia
Capisco la tua delusione, forse dovuta anche al fatto che questa è la tua prima esperienza come locatore e ti trovi subito a dover risolvere una situazione complessa.
Ma i contratti non sono carta straccia, soprattutto quelli redatti con attenzione inserendo tutte le clausole correttamente.

Il problema principale, secondo me, non è tanto il dover ricorrere al giudice per vedersi riconosciute le proprie ragioni, quanto i tempi lunghi della Giustizia e i costi connessi.

Nel caso delle utenze l'unico modo per non avere problemi è chiuderle quando un immobile si libera in modo che il successivo inquilino (o proprietario in caso di vendita) debba intestarsi tutti i contratti di fornitura.
Ciò vale anche per la TaRi: quando un occupante va via deve comunicare all'Ufficio tributi comunale la cessazione, e il successivo dovrà presentare la denuncia di occupazione a suo nome.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Nel caso delle utenze l'unico modo per non avere problemi è chiuderle quando un immobile si libera in modo che il successivo inquilino (o proprietario in caso di vendita) debba intestarsi tutti i contratti di fornitura.
Generalmente, il nuovo conduttore prima di firmare il contratto ha necessità di verificare se tutti gli impianti funzionano: acqua, luce, gas. Magari sarebbe previdente sottoscrivere un accordo con il quale il locatario s'impegna ad inoltrare immediatamente le richieste di subentro. In alternativa autorizza il locatore a richiedere lo slaccio.
 

kRel

Membro Junior
Proprietario Casa
Giusto o sbagliato, corretto o scorretto che sia, non è possibile staccare, chiedere al distributore una "riduzione" dell'erogazione, o non pagare le fatture - anche in mancanza di liquidità del proprietario. Ciò è considerato dalla legge al pari di una violenza privata. Va avviata un'azione legale con i tempi e gli esborsi del caso.

Parere dell'avvocato a cui mi sono rivolto.

Tuttavia consentitemi di esprimere che in una situazione di difficoltà comprovata del locatore, poichè la legge che dovrebbe tutelare i cittadini in modo uguale per tutti, commette un abuso a danno dei proprietari. Stessa cosa le usanze processuali che usano le stesse sentenze, magari vecchie di anni, magari per casi molto diversi.

Chi, "potendo rivolgersi al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo", compie un reato, ma la legge non tiene conto della lentezza dei tribunali, dei tempi estremamente dilatati per arrivare a sentenza, dei costi da sopportare, e delle decisioni arbitrarie del governo di turno che blocca ad es. gli sfratti secondo necessità che non sono quelle dei locatari. Quantomeno i piccoli locatari. La legge non dovrebbe essere uguale per tutti ?

Vi sfido a convincermi che sbaglio.
 
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Reazioni: uva

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
dei locatari. Quantomeno i piccoli locatari.
Suppongo tu intenda dire dei locatori, ossia i proprietari, che hanno giustamente necessità di rientrare in possesso del proprio immobile in tempi brevi per deciderne la destinazione (altra locazione, vendita, uso personale o familiare).

Anche i locatari = conduttori / inquilini hanno delle necessità. Ma non è giusto che i loro problemi (perdita del lavoro e conseguente impossibilità di pagare il canone, ecc) siano scaricati sui locatori.

La legge non dovrebbe essere uguale per tutti ?
Sì.
Però se una "categoria" di cittadini come i proprietari di immobili (specialmente i piccoli proprietari locatori) non sono adeguatamente rappresentati, è probabile che le loro esigenze non vengano prese in considerazione né dal Parlamento che legifera né dal Governo.
 

mapeit

Membro Senior
Proprietario Casa
La frase "Chi, potendo rivolgersi al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo ..." è stata redatta in tempi in cui adire la Giustizia era molto più semplice. Sembrerebbe quasi che tu potessi bussare alla porta del giudice e dirgli "Scusi ... ho un problema con il mio inquilino ...". Oggi bisognerebbe riscrivere molte norme in funzione dei meccanismi e dei tempi della Giustizia, ma chi scrive le leggi è spesso persona che vive fuori dalla realtà e dalla prassi.
 

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