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uva

Membro Storico
Proprietario Casa
aspettare che faccia due mesi di ritardo nel pagamento dell'affitto e procedere per morosità?
Se paga i canoni di locazione, seppure in ritardo, l'inquilino non è moroso.

Per quanto riguarda il mancato pagamento dei consumi di energia elettrica, gas e acqua, è possibile iniziare la pratica di sfratto anche quando la morosità riguarda gli oneri accessori.
Nel tuo caso non è chiaro se il contratto contiene una clausola che obbliga esplicitamente il conduttore a rimborsarti i consumi relativi alle utenze rimaste intestata a tuo nome.
 

richard300777@gmail.

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
L'unica clausula che parla di risarcimento è questa: "l'inadempienza da parte del conduttore di uno qualunque dei patti contenuti nel contratto produrranno "ipso jure" la risoluzione del contratto per fatto o colpa del conduttore, fermo restando l'obbligo di corrispondere il risarcimento del danno a favore del locatore, ai sensi dell'art. 1465 c.c."
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
L'unica clausula che parla di risarcimento
Non mi riferisco al risarcimento dei danni, ma al fatto che gli oneri accessori siano contrattualmente a carico del conduttore.
In genere si scrive nel contratto una clausola che pone a carico dell'inquilino gli oneri accessori (spese condominiali di competenza del conduttore, riscaldamento, TaRi). Io specifico anche che sono a carico del conduttore i consumi di energia elettrica, gas (per i quali le utenze sono a lui intestate), e acqua potabile che nel mio caso è un'utenza condominiale ripartita in base al RdC.

Se l'inquilino non voltura a suo nome le utenze prova a chiedergli il rimborso dei consumi presentandogli le bollette intestate a te. Se non te le rimborsa temo che dovrai rivolgerti ad un avvocato.
 

BJMAKER

Membro Junior
Professionista
L'unica clausula che parla di risarcimento è questa: "l'inadempienza da parte del conduttore di uno qualunque dei patti contenuti nel contratto produrranno "ipso jure" la risoluzione del contratto per fatto o colpa del conduttore, fermo restando l'obbligo di corrispondere il risarcimento del danno a favore del locatore, ai sensi dell'art. 1465 c.c."
MA in tutto questo citare leggi e clausole, un avvocato lo hai contattato vista la gravità della situazione? Non so se hai capito che non vai da nessuna parte con una raccomandata né risolvi niente.
 

richard300777@gmail.

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Non mi riferisco al risarcimento dei danni, ma al fatto che gli oneri accessori siano contrattualmente a carico del conduttore.
In genere si scrive nel contratto una clausola che pone a carico dell'inquilino gli oneri accessori (spese condominiali di competenza del conduttore, riscaldamento, TaRi). Io specifico anche che sono a carico del conduttore i consumi di energia elettrica, gas (per i quali le utenze sono a lui intestate), e acqua potabile che nel mio caso è un'utenza condominiale ripartita in base al RdC.

Se l'inquilino non voltura a suo nome le utenze prova a chiedergli il rimborso dei consumi presentandogli le bollette intestate a te. Se non te le rimborsa temo che dovrai rivolgerti ad un avvocato.
Si, è previsto da contratto che gli oneri accessori siano a carico del conduttore
 
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richard300777@gmail.

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
MA in tutto questo citare leggi e clausole, un avvocato lo hai contattato vista la gravità della situazione? Non so se hai capito che non vai da nessuna parte con una raccomandata né risolvi niente.
Semplicemente perchè prima di rivolgermi ad un avvocato vorrei capire come funziona e se posso evitare di spendere ulteriori denari
 
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uva

Membro Storico
Proprietario Casa
è previsto da contratto che gli oneri accessori siano a carico del conduttore
Quindi se l'inquilino non paga gli oneri accessori puoi sfrattarlo per morosità, come ho scritto nel post n. #9.
Prima di iniziare la pratica legale puoi sollecitarlo con una raccomandata ar, ma se continua a non pagare il dovuto dovrai necessariamente rivolgerti ad un avvocato esperto in locazioni.
 

kRel

Membro Junior
Proprietario Casa
Buonasera, mi unisco al club, sperando di non disturbare e di portare ulteriori elementi . . .:)

mi trovo anch'io nella situazione di affitto a soggetto con minore con utenze non volturate contestualmente alla firma del contratto o consegna delle chiavi.

Sono relativamente fortunato perchè pur non esistendo una clausola contrattuale specifica per le utenze di luce, gas e acqua, nel bene e nel male, aggiungerei, l'inquilino seppur in ritardo le paga da sempre (ciò è dimostrabile).

Tuttavia è una minaccia latente che può concretizzarsi con un banale litigio, o in caso di sfratto.

Prima di postare qui, in altra discussione ho ipotizzato se era possibile informare l'inquilino con adeguato anticipo (ho supposto sei mesi), di volturarsi le utenze, quindi procedere con il distacco.

Mi è stato risposto da membri storici e ritengo anche abbastanza documentati, che rischierei una querela per il reato previsto e punito dall'art. 392 C.P.

Parto dal presupposto che richiedere formalmente una legittima regolarizzazione, ponendo un termine più che adeguato e ragionevole per provvedere, qualora questa richiesta dovesse rimanere inascoltata, l'eventuale conseguente disattivazione delle utenze da parte mia nei confronti del distributore, non dovrebbe privare l'inquilino dei servizi fondamentali, perchè avrebbe avuto tutto il tempo necessario per dotarsene.

In questo modo il distacco non si dovrebbe configurare come violenza sulle cose, non dovrebbe impedire di poter fruire dei servizi, non mi farei giustizia da solo. (Almeno credo...) :)

Inoltre l'inquilino - avendo da sempre corrisposto in aggiunta all'affitto, l'esatto ammontare delle fatture di luce e gas e acqua - non potrebbe appellarsi a presunti accordi verbali o scritti di opposto valore, in altre parole non potrebbe dichiare che le utenze erano a carico del locatore.

Se ci fossero specifiche sentenze in tal senso o una falla nel mio pensiero, accetterei di buon grado il disposto dell'art. 392 CP, ma non vorrei accettare bovinamente un disposto giusto e valido in tanti contesti, ma che non sia comprovato nel caso in questione.

Non voglio aver ragione, ci mancherebbe, sto qui a cercar riscontri . . . Questo è il passo precedente prima di sentire il parere di un avvocato (che ancora non conosco) a cui mi rivolgerei con maggiore consapevolezza.

Un cordiale saluto e buona giornata a tutti.
 
Ultima modifica:

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Se ci fossero specifiche sentenze
Giriamo la domanda all'esperto @mapeit che nel post n. #12 ha citato delle sentenze:
Le sentenze sono quasi tutte a favore della configurabilità del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, anche se qualche corte d'appello (che non fa testo) ha dato ragione a proprietari che avevano ripetutamente preavvisato gli inquilini di distacco in caso di mancata voltura.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Certamente la richiesta di slaccio sarebbe perseguibile, ma se uno fosse costretto a non pagare le utenze per problemi economici con il conseguente loro slaccio, non potrebbe essere perseguito o no? Sicuramente questa opportunità sarà stata prospettata, ma non ricordo la conclusione.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
se uno fosse costretto a non pagare le utenze per problemi economici con il conseguente loro slaccio,
Se il proprietario, al quale sono intestate le bollette, non le paga e i Fornitori staccano le utenze, il risultato finale è sempre lo stesso.
Seppure indirettamente, il locatore priva l'inquilino di energia elettrica, gas e acqua.

Sull'argomento si era espresso l'esperto Ollj in questa discussione:
 

kRel

Membro Junior
Proprietario Casa
Nel mio contratto non è indicato chi deve farsi carico delle utenze, ma se in quattro anni e mezzo le utenze le ha pagate l'inquilino, ciò non implica di per se la volontà dell'inquilino di farsene carico ?

Nel caso in cui nel contratto non sia riportato nulla, che un inquilino non abbia mai pagato nessuna fattura e che il proprietario abbia disdettato l'utenza, si configura il distacco arbitrario da parte del locatore, quindi varrebbe l'art. 392 C.P.

Altro caso potrebbe essere quello in cui pur non essendo riportato nulla in contratto riguardo le utenze, l'inquilino le abbia sempre pagate: ciò dimostra un accordo accettato, o quantomeno la volontà dell'inquilino di farsene carico. È uno stato di fatto che associato ad una richiesta formale all'inquilino di intestarsi le utenze con termini ragionevoli per provvedere, dovrebbe discaricare il locatore dal distacco arbitrario.

Magari si potrebbe dissertare su chi debba farsi carico dei costi di voltura...

EDIT
Hanno ragione tutti i partecipanti al forum che segnalano decine di sentenze sfavorevoli al locatore, le ho lette superficialmente anch'io, ma non è detto che tutte le sentenze, per casi diversi, debbano per forza essere uguali....
 
Ultima modifica:

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
se in quattro anni e mezzo le utenze le ha pagate l'inquilino, ciò non implica di per se la volontà di farsene carico ?
Volontà non significa obbligo.
L'inquilino potrebbe sostenere che finora le ha pagate per sua libera iniziativa, ma non essendovi un obbligo esplicito a suo carico non le pagherà più.

Nei contratti è opportuno (e secondo me doveroso) stabilire con esattezza gli adempimenti a cui si obbliga il conduttore sottoscrivendo quel contratto di locazione.

ciò dimostra un accordo accettato, o quantomeno la volontà dell'inquilino di farsene carico.
Secondo me dimostra la volontà (che non è un obbligo, e può essere temporanea) dell'inquilino di farsene carico.
Ma è arduo dimostrare un "accordo accettato" se nulla è stato scritto e firmato in proposito.

Finora abbiamo fatto tante ipotesi esprimendo le nostre opinioni: per pareri più autorevoli dovresti consultare un avvocato esperto in contratti di locazione.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Se il proprietario, al quale sono intestate le bollette, non le paga e i Fornitori staccano le utenze, il risultato finale è sempre lo stesso.
Seppure indirettamente, il locatore priva l'inquilino di energia elettrica, gas e acqua.
Certo, però se l'accordo è riportato nel contratto e normalmente il conduttore paga l'onere concordato in modo tracciato, nel momento in cui interrompe quell'accordo, il proprietario dopo averlo sollecitato, dandogli i termini per regolarizzare il debito, dovrebbe essere libero di chiudere le utenze a ragion veduta.
 

kRel

Membro Junior
Proprietario Casa
Volontà non significa obbligo.
L'inquilino potrebbe sostenere che finora le ha pagate per sua libera iniziativa, ma non essendovi un obbligo esplicito a suo carico non le pagherà più.

Nei contratti è opportuno (e secondo me doveroso) stabilire con esattezza gli adempimenti a cui si obbliga il conduttore sottoscrivendo quel contratto di locazione.


Secondo me dimostra la volontà (che non è un obbligo, e può essere temporanea) dell'inquilino di farsene carico.
Ma è arduo dimostrare un "accordo accettato" se nulla è stato scritto e firmato in proposito.

Finora abbiamo fatto tante ipotesi esprimendo le nostre opinioni: per pareri più autorevoli dovresti consultare un avvocato esperto in contratti di locazione.
È un cavillo, ma la legge è fatta di cavilli . . . Penso tu abbia ragione.
Fatto bene a evidenziare che la tua è un'opinione. Non mi aspettavo nulla di più, va benissimo così.
Sentirò un avvocato.
---
La necessità di descrivere con esattezza gli adempimenti a cui si obbliga il conduttore, è ineccepibile, tuttavia era il mio primo ed ad oggi unico contratto, quindi l'ignoranza era molta. Ma sono in buona compagnia, poichè il fac-simile l'ho scaricato dal sito del comune dell'immobile.

Col senno del poi, gli avvocati non farebbero un centesimo

Grazie, un cordiale saluto.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Non lo è! Chi, potendo rivolgersi al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, compie un reato.
La legge non lascia spazio a forme di autotutela privata violenta.
Certo, però se l'accordo è riportato nel contratto e normalmente il conduttore paga l'onere concordato in modo tracciato, nel momento in cui interrompe quell'accordo, il proprietario dopo averlo sollecitato, dandogli i termini per regolarizzare il debito, dovrebbe essere libero di chiudere le utenze a ragion veduta.
Leggendo il mio intervento, era evidente l'errore del verbo adottato: non chiudere, ma ridurre l'erogazione. Pertanto, l'intervento proposto non rientra nell'esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Leggendo il mio intervento
Io ho capito dal tuo post n. #31 che il proprietario, a cui sono intestate le bollette, non le paga più (non rileva se per problemi economici o per "obbligare" l'inquilino a volturarle a proprio nome).
se uno fosse costretto a non pagare le utenze per problemi economici
Se le bollette rimangono insolute ad un certo punto energia elettrica, acqua e gas non vengono più erogati, probabilmente dopo un periodo più o meno lungo in cui i Fornitori riducono le erogazioni.

Alla fine l'inquilino rimane senza erogazione di servizi essenziali a causa del mancato pagamento da parte del proprietario, quindi si ricade nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
 

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