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ValerioBi

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Buongiorno a tutti,
sono il propretario di un immobile con giardino che confina con un'altro giardino che apparteneva a mio fratello che ora purtroppo non c'è più, la casa a cui appartiene questo giardino è stata venduta, siccome abbiamo una parte in comune (cancello di accesso al cortile), ovvero da un cancello si accede ai rispettivi cancelli dei due rispettivi giardini sono andato a verificare gli atti notarili perchè non vorrei che il nuovo proprietario mi inibisca l'accesso al mio cancello interno che da sul mio giardino, in particolare nella planimetria del catasto dei due giardini confinanti la parte dove è sito il cancello "comune" è stato definito come "corte esclusiva int.x pal.y.
Allego per maggior chiarezza la planimetria del catasto e quella da me modificata indicante in rosso la posizione del cancello di accesso
Spero di essere stato chiaro, grazie a tutti per le risposte in anticipo.
 

Allegati

marcanto

Membro Attivo
Professionista
In premessa va detto che il catasto non è comprovante e non da legittimità in quanto conta solo quanto indicato nel rogito di proprietà.
Dalle immagini sembra che uno dei due nei abbia l'esclusiva proprietà, mente l'altro nel abbia un diritto di passaggio per servitù per accedere alla sua parte di giardino.

Sarebbe opportuno indicare la separazione per individuare i due giardini vicini
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Premesso che al telefono non leggo le scritte delle planimetrie, ti risponderei che , comunque siano interpretate le planimetrie, appare e sussiste una cosiddetta servitù per destinazione del padre di famiglia. In sostanza, sebbene il cancello generale sia posto sulla particella del vicino, non può toglierti questo diritto stabilito dal suo Dante causa. (Vedi comunque cosa risponderanno gli esperti)
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
1585575588758.png
in verde hai indicato i 2 ingressi privati ai 2 giardini, quindi lo spazio in giallo è quello in questione > "corte esclusiva".
si conferma quanto detto dai 3 post precedenti, che lo spazio in giallo gode della servitù di colui che non ne dovesse essere l'effettivo proprietario
 
Ultima modifica:

marcanto

Membro Attivo
Professionista
Hai perfettamente ragione, mi sono astenuto dall'evidenziarlo perché in origine era di 1 solo proprietario poi le proprietà assegnate a dei fratelli.
Poi oggi ad uno dei due è subentrato altro proprietario.
L'errore è a monte ........
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Certamente, ma quando hanno presentato le planimetrie, devono avere presentato anche l'elaborato planimetrico con l'elenco dei subalterni e in quel momento hanno individuato il bcnc.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Quello in giallo dovrebbe essere b.c.n.c. alle due corti urbane.
Mi permetto di affermare che tu e mercanto ... siete malati di catast...ite!

A catasto si descrive la situazione desunta dal titolo di proprietà, non quello che sarebbe stato più logico.

Se nel frazionamento tra i due fratelli hanno incluso la parte in giallo tra le proprietà esclusive di uno dei due, (cosa lecitissima e per niente erronea, questa non diventa bene comune n.c. solo per far piacere al geometra di turno.
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
Nessuna malattia di "catast...ite".................
vi è un errore a monte che parte proprio dall'inclusione di quello spazio in giallo nel rogito di uno dei due come "corte esclusiva".

Poi se esistono altri motivi, esempio di natura ereditaria etcc, che non possiamo certo sapere che ha portato ad identificare quello spazio come "corte esclusiva" in capo a soltanto uno dei due. .......allora è altro discorso.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
vi è un errore a monte .....
Perchè? Contraddiici te stesso: rileggiti le precedenti tue risposte, che mi sembrano in linea con quanto descritto
Hai forse parlato con gli interessati che ti hanno descritto quale fosse la loro volontà, e cosa invece sta scritto sul rogito? Oppure hai doti di telepatia e Rx a distanza?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Mi permetto di affermare che tu e mercanto ... siete malati di catast...ite!
Scusa, ma parli senza conoscere la materia.
Inizialmente il postante riporta una planimetria catastale che rappresenterebbe il suo ed afferma che il suo cancello e quello del cortile del vicino utilizzano lo stesso cancello principale. Poi aggiorna la sua planimetria dove riporta i tre cancelli e lo spazio intermedio, comune, che dovrebbe essere bcnc. Faccio anche riferimento all'elaborato planimetrico ed all'elenco dei subalterni, che non menziona, ma che fa parte della pratica catastale dove dovrebbe trovare la conferma delle mie ipotesi, conseguenti alle sue affermazioni. Infine gli atti pubblici fanno e devono fare necessariamente riferimento ai dati ed alla documentazione catastale. Altrimenti essendoci un'incongruenza devono essere corretti, gli atti devono essere adeguati alla situazione catastale, salvo che il tecnico avesse svolto la pratica dopo abbondante libagione. Un'ultima considerazione, il notaio interviene dopo il tecnico.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Scusa, ma parli senza conoscere la materia.
nne sei proprio sicuro?
e lo spazio intermedio, comune,
... che sia comune, inteso come titolo di proprietà, non sembrerebbe stando alla planimetria; ed il fatto che lìOP lo chiami in quel modo, potrebbe anche essere una imprecisione scusabile; mica è un notaio.
gli atti pubblici fanno e devono fare necessariamente riferimento ai dati ed alla documentazione catastale. Altrimenti essendoci un'incongruenza devono essere corretti,
Cosa, i dati catastali o gli atti? ...;)
gli atti devono essere adeguati alla situazione catastale
... in questo caso,.... leggi dopo
Un'ultima considerazione, il notaio interviene dopo il tecnico.
....allora ... il notaio avrebbe assegnato la parte in giallo in proprietà esclusiva.
E così resterà fin tanto che a qualcuno viene in mente di spendere soldi per "rivendere" quella pporzione e metterla in comunione.

Concludi tu.....
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Tanto per sintetizzare la questione:

è scritto da tutte le parti che ad essere probanti sono gli atti di proprietà e non il catasto.... Occorre precisare altro?
 

ValerioBi

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Grazie a tutti per le risposte, in generale comunque mi consigliate di fare verificare comunque il tutto da un geometra o no?.
Mi pare di aver capito che non ci dovrebbero essere problemi, chiedo scusa se non sono stato preciso, se avete curiosità, una volta in possesso della copia dell'atto notarile ve la posto qui, così forse avremo tutti le idee più chiare
 

griz

Membro Storico
Professionista
è evidente che l'identificazione catastale non è prorio correttissima, così come è evidente secondo me che vi è una servitù di pasaggio sulla parte che è utilizata come comune, già il fatto che esistono 3 cancelli descrive un uso di questo tipo. Se questo non fosse previsto sugli atti di acquisizione comunque l'uso evidente disciplinerebbe il diritto. Se poi il proprietario di questo pezzettino di giardino dovesse decidere di far valere, oltre ogni ragione evidente, il suo diritto, secondo me si scontrerebbe contro i fatti
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
nne sei proprio sicuro?
Scusa, ma ne sono certo!
... che sia comune, inteso come titolo di proprietà, non sembrerebbe stando alla planimetria; ed il fatto che lìOP lo chiami in quel modo, potrebbe anche essere una imprecisione scusabile; mica è un notaio.
Bisogna leggere con attenzione... La conferma della mia osservazione è necessariamente riscontrabile nei citati elaborati.
Faccio anche riferimento all'elaborato planimetrico ed all'elenco dei subalterni, che non menziona, ma che fa parte della pratica catastale dove dovrebbe trovare la conferma delle mie ipotesi, conseguenti alle sue affermazioni.
Gianco ha scritto: gli atti pubblici fanno e devono fare necessariamente riferimento ai dati ed alla documentazione catastale. Altrimenti essendoci un'incongruenza devono essere corretti,
Cosa, i dati catastali o gli atti? ...;)
Sono gli atti che devono fare riferimento e menzionare i dati catastali, non viceversa. Conseguentemente vengono stipulati gli atti di rettifica.
....allora ... il notaio avrebbe assegnato la parte in giallo in proprietà esclusiva.
E così resterà fin tanto che a qualcuno viene in mente di spendere soldi per "rivendere" quella pporzione e metterla in comunione.
Poi aggiorna la sua planimetria dove riporta i tre cancelli e lo spazio intermedio, comune, che dovrebbe essere bcnc. Faccio anche riferimento all'elaborato planimetrico ed all'elenco dei subalterni, che non menziona, ma che fa parte della pratica catastale dove dovrebbe trovare la conferma delle mie ipotesi, conseguenti alle sue affermazioni. Infine gli atti pubblici fanno e devono fare necessariamente riferimento ai dati ed alla documentazione catastale.. Un'ultima considerazione, il notaio interviene dopo il tecnico.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
“Dovrebbe”, forse.
Altrimenti, come detto, è una parte privata di uno solo dei proprietari , su cui l’altro ha una servitù di passaggio a favore.
Poiché non è stato prodotto l'elaborato planimetrico e l'elenco dei subalterni non è possibile confermarlo. Ma logica vuole che nell'ipotesi formulata dal postante, lo spazio intermedio fra le due aree private ed il cancello principale, colorata in giallo debba essere un bcnc. Poi ci può anche stare che la proprietà che sia di proprietà privata gravata da servitù di passaggio. Ma allora non necessiterebbe di un suo subalterno, sarebbe in continuità con il resto del lotto.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Tanto per sintetizzare la questione:
è scritto da tutte le parti che ad essere probanti sono gli atti di proprietà e non il catasto.... Occorre precisare altro?
Essendo che gli atti devono fare riferimento agli identificativi catastali, quindi sono una conseguenza, se c'è un errore nella rappresentazione grafica dell'immobile, occorre rettificare l'elaborato e, se fosse stato stipulato un atto, occorre rettificarlo riferendosi agli identificativi dell'immobile esatto.
 

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