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claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Salve a tutti, spero possiate aiutarmi.
Nel corso della ristrutturazione dell'immobile che ho acquistato da poco è emerso che all'interno del mio appartamento, nella stessa scatola di dervazione principale del mio impianto elettrico, passano insieme al mio impianto anche tutti cavi delle utenze condominiali e i montanti dei 2 appartamenti sovrastanti.
Sia il perito elettrotecnico da me interpellato che il tecnico mandato da uno dei condomini sono stati concordi nell'affermare che è necessario ed imprescindibile separare i due impianti perchè siano in sicurezza e sopratutto perchè io possa far certificare il mio. (senza certificato non avrei nemmeno l'agibilità!) Fortunatamente la scatola è nel muro che da sul vano scala, quindi è sufficiente praticare un apertura sull'altro lato e spostare i cavi in una nuova scatola ispezionabile senza dover modificare lo stato di fatto dell'impianto condominiale.
Alcuni condomini mi hanno detto che secondo loro, trattandosi di una servitù acquisita, le spese per spostare l'impianto sono da attribuire esclusivamente a me.
Ma a mio vedere non si tratta di un problema di "servitù acquisita" alla quale io "desidero" rinunciare per miei personali motivi, ma di un problema di sicurezza degli impianti che non ha nessun altra soluzione che la separazione dei due.
Io non posso in nessun modo mantenere all'interno della mia propietà l'impianto condominiale, tantomeno mescolato al mio, perchè questo non non mi permette di mettere il mio impianto a norma ed in sicurezza come tra l'altro richiedono lenormative di legge.
Per questo secondo me le spese per separarlo e spostarlo in una posizione più adeguata (nonchè vantaggiosa per tutti i condomini sotto molteplici aspetti) deve spettare all'intero condominio e non solo a me che tra l'altro sono la parte "danneggiata" da questa situazione.
Purtroppo l'amministratore è stato nominato da pochi giorni e non ha ancora preso in carico il condominio, ma io lunedì devo necessariamente procedere con la divisione e lo spostamento degli impianti se no mi si blocca il cantiere con conseguenze economicamente disastrose.
I condomini sono a conoscenza della situazione ed io ho già comunicato loro la necessità inderogabile di procedere in tal senso. E che i lavori verranno fatti in economia e fatturati al condominio. Alcuni sono d'accordo, altri non ancora...
Voi cosa ne pensate? Come credete vadano suddivise queste spese?
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Ma a mio vedere non si tratta di un problema di "servitù acquisita" alla quale io "desidero" rinunciare
Tu sei il "fondo servente" e da quando esiste il mondo (non solo la giurisprudenza) ad un "diritto" può rinunciare solo il dominus...il tuo è un "dovere".

Ora non so su quali basi i tuoi tecnici indichino come imperativa la necessità di far spostare i cavi dei piani superiori...ma sei tu che vuoi modificare lo stato di fatto con la conseguenza che tu sei la sola a doversi fare carico delle spese (e questo lo stesso stabilisce la Legge).
 

claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Tu sei il "fondo servente" e da quando esiste il mondo (non solo la giurisprudenza) ad un "diritto" può rinunciare solo il dominus...il tuo è un "dovere".

Ora non so su quali basi i tuoi tecnici indichino come imperativa la necessità di far spostare i cavi dei piani superiori...ma sei tu che vuoi modificare lo stato di fatto con la conseguenza che tu sei la sola a doversi fare carico delle spese (e questo lo stesso stabilisce la Legge).
Ci sono perizie di due tecnici abilitati, uno interpellato da me ed uno dai vicini dissenzienti, che dicono entrambi la stessa cosa. Per cui darei per assodato che sia così.... non pensi?
Imperativa perchè i cavi non si limitano a passare nel muro sottotraccia (come altri che ci sono nell'appartamento sopra il solaio o nei muri) o in una scatola di derivazione separata, ma entrano e sono giuntati ed accavallati nella mia scatola insieme al mio impianto privato.
Se io tolgo la tensione al mio quadro per una qualsiasi possibile emergenza, non dovrebbe più esserci tensione nel mio appartamento, ma così non può essere allo stato attuale. I cavi dell'impianto condominiale rimarrebbero in tensione e questo non è accettabile per le norme di sicurezza, questo impedisce che io possa mettere a norma e certificare il mio nuovo impianto. (Sempre secondo perizie... non è una mia personale conclusione)
Non per essere polemica ma tu hai informazioni diverse riguardo alle normative sulla messa a norma degli impianti elettrici in un appartamento che consentano questo stato di cose?
Cioè che senza la divisione degli impianti mi sia comunque possibile procedere con la messa a norma del mio? (che tra l'altro è un obbligo di legge dal quale non posso esimermi)
Se così fosse allora il discorso sulla servitù sarebbe completamente condivisibile.
Ma a mio parere la domanda da porsi è questa:
può una "bene comune" (impianto elettrico condominiale) creare un pregiudizio ad un singolo condomino tale da rendere la sua proprietà inagibile? (senza messa a norma non mi danno l'agibilità... n.d.r).
Secondo me no.
Quindi il discorso sulla servitù è decisamente secondario rispetto al discorso sulla sicurezza e l'obbligo di non creare pregiudizi ai singoli condomini.
Io la servitù me la terrei anche (a parte la scomodità per tutti ed il rischio), se solo fosse possibile, ma non lo è. Quindi non è una mia decisione per mia comodità o desiderio ma una situazione obbligata.
 

claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Ci sono perizie di due tecnici abilitati, uno interpellato da me ed uno dai vicini dissenzienti, che dicono entrambi la stessa cosa. Per cui darei per assodato che sia così.... non pensi?
Imperativa perchè i cavi non si limitano a passare nel muro sottotraccia (come altri che ci sono nell'appartamento sopra il solaio o nei muri) o in una scatola di derivazione separata, ma entrano e sono giuntati ed accavallati nella mia scatola insieme al mio impianto privato.
Se io tolgo la tensione al mio quadro per una qualsiasi possibile emergenza, non dovrebbe più esserci tensione nel mio appartamento, ma così non può essere allo stato attuale. I cavi dell'impianto condominiale rimarrebbero in tensione e questo non è accettabile per le norme di sicurezza, questo impedisce che io possa mettere a norma e certificare il mio nuovo impianto. (Sempre secondo perizie... non è una mia personale conclusione)
Non per essere polemica ma tu hai informazioni diverse riguardo alle normative sulla messa a norma degli impianti elettrici in un appartamento che consentano questo stato di cose?
Cioè che senza la divisione degli impianti mi sia comunque possibile procedere con la messa a norma del mio? (che tra l'altro è un obbligo di legge dal quale non posso esimermi)
Se così fosse allora il discorso sulla servitù sarebbe completamente condivisibile.
Ma a mio parere la domanda da porsi è questa:
può una "bene comune" (impianto elettrico condominiale) creare un pregiudizio ad un singolo condomino tale da rendere la sua proprietà inagibile? (senza messa a norma non mi danno l'agibilità... n.d.r).
Secondo me no.
Quindi il discorso sulla servitù è decisamente secondario rispetto al discorso sulla sicurezza e l'obbligo di non creare pregiudizi ai singoli condomini.
Io la servitù me la terrei anche (a parte la scomodità per tutti ed il rischio), se solo fosse possibile, ma non lo è. Quindi non è una mia decisione per mia comodità o desiderio ma una situazione obbligata.
Cito:
Il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché tali cose non rechino pregiudizio ad alcuno e risponde dei danni da queste cagionati alla porzione di proprietà esclusiva di uno dei condomini, anche se in concorso con un terzo responsabile. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza 12 marzo 2020, n. 7044 che ha accolto il ricorso presentato per la riforma di una decisione di appello che aveva rigettato il ricorso presentato da un condomino per il mancato godimento di un immobile reso inagibile.
 

claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Inoltre, relativamente a questa presupposta servitù della quale non solo non ero a conoscenza perchè non visibile in alcun modo, c'è anche da rilevare che nessuno ne ha mai parlato. . Cito anche questa sentenza:

La servitu' non trascritta e' vincolante per il terzo acquirente del fondo servente solo se e' chiaramente indicata nel titolo con cui la proprieta' dell'immobile gravato e' stata trasferita al medesimo, senza che sia sufficiente che, in luogo della descrizione della servitu' esistente, il detto atto di trasferimento contenga frasi generiche ed indeterminate, ricorrenti nei formulari notarili, che restano prive di effetti giuridici.

In tal senso: Cassazione civile sez. II, 3 febbraio 1999, n. 884
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Cito anche questa sentenza
Ecco... intanto non citare sentenze o norme giuridiche a sproposito e di cui non hai conoscenza e/o visione complessiva.

Nello specifico di norme tecniche di impianti elettrici non avrò (non è il mio campo se non per "diletto") conoscenza profonda... ma tante volte ho sentito citare obblighi che in realtà non esistevano o di cui si estendeva la valenza

Quindi non posso che cogliere l'ambiguità di quanto hai scritto (o ti hanno inculcato):

Cioè che senza la divisione degli impianti
Gli impianti sono divisi... altrimenti quando tu "stacchi" il generale anche gli altri "resterebbero al buio" e/,,o viceversa.
Se io tolgo la tensione al mio quadro per una qualsiasi possibile emergenza, non dovrebbe più esserci tensione nel mio appartamento,
E così è già ora...se tu stacchi il tuo "generale" nessuna presa/linea a tuo servizio è sotto tensione.
Quanto alla presenza di cavi altrui che rimangono in tensione questo non ti crea alcun danno e la tensione rimane comunque presente nel tuo appartamento a monte dell'interruttore.

Ma, aldilà di "tecnicismi" sulle normative d'impianto, se io ti dico che non puoi pretendere il concorso alle spese da parte degli altri è così e basta.

Sei tu che vai ad eseguire una ristrutturazione che "forse" ti impone una modifica "invasiva".
Nessuna norma impone agli altri di cambiare lo status quo.

Libera di intentare tutte le "cause" che vuoi...e perdere tempo e soldi.
 

claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Tecnicismi o meno mi sembri un pelo sopra le righe.

Credo che di fronte a due perizie di tecnici abilitati (di cui uno della controparte!) tu debba almeno metterti il dubbio che sia effettivamente così che stanno le cose.
Gli impianti devono essere separati, non possono coesistere nello stesso spazio.
Se poi tu dici che non è vero che il mio impianto non può essere messo a norma e che quello condominiale può rimanere esattamente lì dov'è, perchè non da fastidio a nessuno e non è pericoloso, vieni a casa mia e firma tu la certificazione! Così tutto si risolve in un lampo.
Ironia a parte, se non prendi per vero quello che ho esposto nell'aprire questo topic si parla di nulla, quindi è perfettamente inutile proseguire un qualsiasi confronto su queste basi.

Ti dirò che a sproposito non cito nulla, se sei in grado di confutare quello che ho citato fallo, mi fa piacere un confronto e sono qui apposta, ma dire che è così e basta e che faccio citazioni a sproposito perchè lo dici tu non è di utilità per nessuno.

"Il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché tali cose non rechino pregiudizio ad alcuno" è una sentenza di cassazione. Che è applicata sì in caso specifico, ma che riassume un concetto di base che va al di là del caso specifico. Come tutte le sentenze.
Chiaramente si tratta poi di interpretare il concetto, su questo mi avrebbe fatto piacere discutere e confrontarmi.

Io dico che lo stato di fatto attuale mi sta creando un danno oggettivo, servitù o non servitù ha poca importanza, e che quindi la risoluzione del danno è sotto la responsabilità del condominio quale custode della cosa comune, nella fattispecie l'impianto elettrico condominiale.
Se poi l'unica possibile soluzione al danno, oggettivo e periziato, è spostare l'impianto condominiale al di là del muro non vedo perchè debba essere una mia spesa visto che non esistono altre alternative.

Se uno scarico condominiale che attraversa un appartamento diventa pericoloso per la stabilità del muro, e per aggiustarlo non esiste altra soluzione che spostarlo in una diversa posizione fuori dalla proprietà... la spesa a chi spetta? (caso ipotetico ovviamente)
Al condomino "servente" perchè si deve procedere a spostare la servitù in un altro luogo o al condominio responsabile della custodia del bene?
Cavillare sul fatto che il tubo sia o non sia pericoloso o che chi dice che lo è non sa quello che dice o mente, o che forse il tubo è rotto ma magari si aggiusta con la bacchetta magica... non aiuta per niente ad arrivare al nocciolo della questione!

La seconda citazione invece è a proposito eccome, visto che dice che siccome la cosidetta servitù non è stata esplicitata in nessun atto di vendita non è vincolante per me. Ma non è questo il concetto che volevo esplorare, perchè ritengo che non sia questo un problema di servitù...
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Non sono mai tenero nei confronti dei modi di @Dimaraz, ( e viceversa...) , ma condivido il suo suggerimento
La giustificazione tecnica, così come l’hai riportata, non sembra reggere.
Se tu puoi staccare la tua corrente, e l’impianto condominiale rimane sotto tensione significa che i due impianti sono separati.
Adesso bisogna verificare se i fili condominiali sono incassati, in canalina, e sotto traccia: se ti dicono che basta creare una apertura della scatola di ispezione/derivazione sul pianerottolo invece che all’interno di casa tua, non vengono mutati i percorsi dei conduttori che se condominiali rimarrebbero comunque sotto tensione. Per cui la risposta avuta sembrerebbe un tantino pretestuosa.
Se poi per superare la cosa si tratta di separare le due scatole, con quel semplice intervento, forse ti farai meno nemici in condominio, facendoti carico di una spesa non molto significativa.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Ti dirò che a sproposito non cito nulla, se sei in grado di confutare...
Punto 1) Hai una qualsivoglia preparazione in ambito giuridico per capire se citi o meno a sproposito ?
Perché è inutile che io dibatta di norme giuridiche sulle servitù con chi mi cita una sentenza sulle responsabilità per danni causati da mancata manutenzione.

Punto 2) Io non ho alcun "obbligo" di confutare quanto affermi...sei tu che sei venuta in un forum a chiedere pareri ed io ti ho fornito la mia "consulenza" senza nulla pretendere.

Punto 3) Inutile che tu perda tempo a convincere me delle tue opinioni...Non sono io ma i tuoi "vicini/comproprietari " che devi "ammaliare" per fargli pagare quel che non sono "obbligabili" a sostenere.




Io dico che lo stato di fatto attuale mi sta creando un danno oggettivo, servitù o non servitù ha poca
No.
Tu non stai subendo e non hai subito alcun "danno".
Se tu non ristrutturati poteva rimanere tutto com'è sempre stato...niente e nessuno sarebbe venuto a contestare la "stramberia" commessa (ve ne sono di ben peggiori)
Se l'edificio (e tutto ciò che include) era a "norma" quando ha ottenuto "agibilità" nessuno gliela toglie (salvo eventi esogeni).
Puoi legalmente chiedere che, per mutate esigenze, la servitù venga spostata ...ma le spese sono e restano a tuo carico.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
siccome la cosidetta servitù non è stata esplicitata in nessun atto di vendita non è vincolante per me.
Ps.
Vatti a rileggere tutte le parole scritte nel rogito...che comunque, anche in mancanza, nulla può verso le servitù per destinazione del padre di famiglia (costruttore).

Ps2.
Ovviamente sei libera di considerarmi un "paria" e non credere ad una virgola di quanto ho espresso...ma se MAI darai corso ad una causa legale per veder avallare le tue tesi poi torna a confutarmi con una sentenza.

Non sei la prima che millanta conoscenza giuridica (una volta mi è capitato persino chi diceva di avere la figlia avvocato) ...ma finora nessuno è tornato per dimostrare il mio torto.
 

Franci63

Membro Senior
Proprietario Casa
è sufficiente praticare un apertura sull'altro lato e spostare i cavi in una nuova scatola ispezionabile senza dover modificare lo stato di fatto dell'impianto condominiale.
In occasione di una ristrutturazione è frequente trovarsi di fronte a degli "imprevisti"; onestamente non mi pare la fine del mondo se ti fai carico tu del lavoro, che non sembra essere di enorme entità.
Soprattutto pensando che lo esegui per la tua sicurezza ( stando a quanto dici), oltre che per ottenere l'agibilità (mah).
Non sto a questionare su chi dovrebbe effettivamente pagare tale intervento, anche se sono dell'idea che spetti comunque a te; per opportunità è meglio che sostenga tu la spesa, magari facendolo presente alla prossima assemblea, per "guadagnare dei punti" con i condomini che già staranno sopportando rumori e sporcizia.

In ogni caso sul forum devi accettare tutti i pareri, anche quelli che non ti piacciono molto.
 

vittorievic

Membro Attivo
Proprietario Casa
"Il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché tali cose non rechino pregiudizio ad alcuno"
verissimo ma se il condominio aveva l'impianto elettrico a norma secondo la normativa in vigore all'epoca della costruzione non è un obbligo modificarlo seguendo l'ultima normativa in vigore. La giurisprudenza è ben orientata: l'obbligo di adeguamento degli impianti vecchi scatta solo quando ci si mette mano. Infatti tu ci stai mettendo mano e dovrai far fare un impianto che sia conforme alle attuali prescrizioni perché l' impiantista dovrà rilasciarti la DICO (Dichiarazione di Conformità dell' impianto alla regola dell'arte) chiaramente allo stato attuale l'elettricista non te la rilascia. Se fai toccare l'impianto condominiale sappi che dal 2017 i cavi devono essere del tipo CPR e nelle stanze ci dovrebbero essere quantitativi di apparecchi in numero adeguato alla sez. 37 della Norma CEI 64.8. Quindi costringi tutto il condominio a normalizzare l'impianto. Chi paga l'adeguamento? Chi ha fatto sorgere la necessità di adeguamento visto che sta cercando di svincolare da una servitù passiva di passaggio di cavi elettrici nel suo appartamento. Chi ti ha venduto non aveva alcun pregiudizio dalla servitù.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Se fai toccare l'impianto condominiale sappi che dal 2017 i cavi devono essere del tipo CPR
Questo sarà anche previsto dalla norma, ma credo nessuno sarà in grado di obiettare al fatto che la scatola di derivazione sia spostata con apertura sul pianerottolo invece che all'interno di un appartamento
e nelle stanze ci dovrebbero essere quantitativi di apparecchi in numero adeguato alla sez. 37 della Norma CEI 64.8.
Se questo si riferisce ai livelli impiantistici 1, 2, 3, pensavo fossero raccomandazioni, non obblighi in caso di aggiornamento impianto. Il liv. 1 è obbligatorio nei nuovi impianti?
 

claudia_

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
@Dimaraz
Non ritengo di doverti fornire le mie "credenziali giuridiche", come d'altronde tu non hai fornito le tue.
Ti ringrazio della tua opinione, ma non certo nei modi parecchio discutibili.

@basty La giustificazione tecnica può non convincerti, ma ripeto che non è utile entrare nell'aspetto tecnico della cosa visto che ci sono le perizie concordi e pagate di 2 persone abilitate a farle incaricate dalle "controparti", che dicono appunto che il mio impianto non può essere messo a norma con questa situazione e che per poter procedere è imprescindibile la separazione!
Comunque almeno è stato chiarito che siccome non è necessario operare nessuna modifica all'impianto esistente (è solo uno spostamento di 20 cm) può rimanere in essere la certificazione esistente.

Ma a questo punto, mi sembra sostanziale, c'è da capire se esiste o meno un danno oggettivo nei miei confronti derivato da questo stato di fatto.
A mio vedere ovviamente sì, se no non sarei qui a parlarne. E se esiste un danno secondo me è responsabilità di tutti provvedere a risolverlo al di là della servitù.
Chiaramente il tuo suggerimento di pagare io per quieto vivere è condivisibile, e molto probabilmente farò così. Non sono una da cause, tantomeno per poche centinaia di euro. Ma lo stesso mi interessava esplorare il mio punto di vista essendo, sempre secondo me ovviamente, possibilmente corretto.
Questa è una situazione parecchio anomala per cui credo possa essere una discussione interessante anche per altre persone.
Ho letto in vari forum sulle problematiche delle servitù acquisite, ma si tratta sempre di casi di più facile individuazione diversi dal mio. Tubi nei muri e sopra i solai, come anche nel mio caso, ma è normale visto l'età dell'edificio. Infatti ho dovuto spostare il tubo dell'acqua dei vicini dentro il muro per fare la cassetta dello scarico del wc, ma non mi sogno certo di chiedere le spese. Il tubo era assolutamente legittimato a stare lì buono e tranquillo e sono io che sono andata a disturbarlo.

Mentre per l'impianto condominiale la situazione è diametralmente opposta, è lui che "disturba" me. Essendo in un luogo che anche se poteva andare bene nel 1990 (e nemmeno troppo per la verità, sarebbe stato consigliabile spostarlo anche allora a detta del tecnico che ha realizzato l'impianto, ma le norme erano meno restrittive per cui su richiesta del committente l'hanno lasciato lì) ora, con le normative attuali, non va più bene tanto da creare a me una inaccettabile limitazione.

Quello che però crea ambiguità è che per quanto possa essere "fuori norma" oggi, non essendoci l'obbligo di adeguamento per gli impianti condominiali fatti dopo il 1990 come ha giustamente fatto notare @vittorievic, è di fatto ancora a norma!

Se così non fosse, non esisterebbe alcuna discussione. Andrebbe spostato fuori e basta e sarebbe lo stesso amministratore a richiedere la cosa. Senza questioni di servitù acquisita o meno e senza dubbi su chi si dovrebbe assumere l'onere delle spese.

Peccato che invece il mio impianto si debba adeguare per forza e non possa sfuggire...
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Non ritengo di doverti fornire le mie "credenziali giuridiche", come d'altronde tu non hai fornito le tue.
Trascura le apparenze dei "modi" e bada alla sostanza... non sei la prima che interviene in un forum per chiedere pareri su problemi "banali" (per tua stessa ammissione il controvalore non ti induce a cause legali) ma che tenta di convincere i comunisti delle proprie ragioni manco fossero costoro i tuoi comproprietari.

Ed ulteriore caratteristica che ti accomuna ai tanti ed il pensare di avere capacità e padronanza in ambito giuridico.
Il tubo era assolutamente legittimato a stare lì buono e tranquillo e sono io che sono andata a disturbarlo.

Mentre per l'impianto condominiale la situazione è diametralmente opposta, è lui che "disturba" me. Essendo in un luogo che anche se poteva andare bene nel 1990...
...poteva continuare a restarci... se non arrivavi tu con la tua ristrutturazione.

Quel che lascia basiti è la tua ostinazione nel trovare differenza tra lo scarico e il passaggio dei cavi.
Se poi l'intento dell'apertura della discussione era solo di dibattere sulle amenità...potevi specificarlo fin da subito.
 

Franci63

Membro Senior
Proprietario Casa
Infatti ho dovuto spostare il tubo dell'acqua dei vicini dentro il muro per fare la cassetta dello scarico del wc, ma non mi sogno certo di chiedere le spese. Il tubo era assolutamente legittimato a stare lì buono e tranquillo e sono io che sono andata a disturbarlo.
Idem per l'impianto elettrico condominiale; se ne stava li buono e tranquillo, e sei tu che sei andata a disturbarlo.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
non essendoci l'obbligo di adeguamento per gli impianti condominiali fatti dopo il 1990 come ha giustamente fatto notare @vittorievic, è di fatto ancora a norma!
Per la verità, volevi forse scrivere prima del 1990: e comunque mi par di aver capito che Vittorievic per l'eattezza abbia scritto che potrebbe anche essere corretto,dal momento che interviene una mdifica sull'impianto preesistente, che la vecchia certificazione dell'impianto condominiale non valga più ed a rigor di norma ciò comporterebbe un pesante riadeguamento di tutto l'impianto (sezione e tipologia dei conduttori, ecc), purtroppo a carico di chi ha provocato le modifiche; meglio quindi non busticar il can che dorme, non ti pare?
 

mapeit

Membro Senior
Proprietario Casa
Dal punto di vista tecnico @claudia_ non ha tutti i torti, ma dal punto di vista giuridico potrebbe essere inutile tentare di imporre la spesa al condominio: qualora l'assemblea si opponesse rischiereste una causa civile lunga cinque o sei anni per cifre irrisorie e, come illustrato in altri post, rischieresti di soccombere pagando anche le spese legali.
Visto che dovrai convivere, è consigliabile che tu ti accolli la spesa dello spostamento di qualche cavo e l'inserimento di una scatola nuova dopo aver assolutamente chiesto l'autorizzazione all'amministratore, motivandone la necessità, prima di metter mano all'impianto condominiale. Se l'amministratore non risponde, procedi ripristinando perfettamente impianto e murature. Sarà poi l'amministratore a dover motivare un eventuale diniego e valutare se farti causa, con poche probabilità di successo visto che non hai arrecato alcun danno ... anzi, hai corretto un'anomalia.
 

vittorievic

Membro Attivo
Proprietario Casa
che tu ti accolli la spesa dello spostamento di qualche cavo e l'inserimento di una scatola nuova dopo aver assolutamente chiesto l'autorizzazione all'amministratore,
secondo me @claudia... deve chiedere l'autorizzazione (1000/1000) alla assemblea per cambiare l'accesso alla scatola dove ci sono i fili condominiali e quindi sottrarsi alla servitù. Se la spesa se la accolla tutta lei avrà maggiori chance di avere l' OK alla modifica. I cavi del condominio non devono essere toccati altrimenti tutto l'impianto condominiale va adeguato alla normativa vigente.
 

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