U

Utente Cancellato 45958

Ospite
Grazie mi è tutto chiaro. Per completamento del quesito ti voglio aggiornare su quanto è successo: il figlio della sorella ha impugnato il testamento, ritenendolo falso in quanto il de cuius "gli avrebbe promesso a voce dei beni", è in corso la causa, ma il testamento è stato periziato valido sia dal CTU sia dai due CTP. Penso a questo punto che non ci siano più problemi per la decisione del Giudice.
Il nipote avrebbe l'obbiettivo, di far interpretare al Giudice che "il rimanente a Bianca sia inteso i denari rimanenti". Mentre sulla base delle promesse verbali a lui andrebbero le case" e dei titoli. Sicuramente è un tentativo concordato con l' avvocat, con tutte le conseguenze del caso da voi esposte.
 
O

Ollj

Ospite
Il nipote avrebbe l'obbiettivo, di far interpretare al Giudice che "il rimanente a Bianca sia inteso i denari rimanenti"
Corretto.
Non si pone un problema di validità del testamento, ma di come siano da interpretarsene le disposizioni: solo un Giudice potrà decidere (ctu e ctp irrilevanti a tal fine, il loro compito è altro: dichiarare la olografia dell'atto).
Tentativo da fare? Mai dire mai (credo non vi saranno troppi margini di riuscita):
" il giudice di merito può attribuire alle parole usate dal testatore un significato diverso da quello tecnico e letterale, quando si manifesti evidente, nella valutazione complessiva dell’atto, che esse siano state adoperate in senso diverso, purchè non contrastante e antitetico, e si prestino ad esprimere in modo più adeguato e coerente la reale intenzione del de cuius.” (Cass. 7025/86).
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Visto il periodo in cui siamo, le prede vengono a mancare, quando ne capita una, difficilmente la lasciano scappare:idea: personale
Anche per i progettisti di ville mancano le prede quando ne capita una non la lasciano scappare: mi viene da pensare saranno iene anche questi?
Anche per i dentisti incominciano a scarseggiare le prede, quando ne capita una non se la lasciano scappare: viene da pensare saranno iene anche questi?
Anche i musicisti con i tempi che corrono (sono stati sostituiti da basi preconfezionate elettronicamente) se capita l'occasione di una scrittura non se la lasciano scappare: saranno iene pure loro?
A questo proposito una volta ho visto due musicisti che se le cantavano (giustamente): il motivo del litigio era l'esecuzione da solista di un pezzo, dico un pezzo, di un brano non tutto il brano. Passando accanto ai litiganti ho sentito dire: "Anche io voglio avere l'occasione della mia vita di farmi notare; tu sai che lo suono meglio di te". Tutto ciò perché, allo spettacolo sarebbe stato presente un famoso impresario. Eh che fatica contendersi un pezzo di pane... pardon un cucchiaino di caviale.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
" il giudice di merito può attribuire alle parole usate dal testatore un significato diverso da quello tecnico e letterale, quando si manifesti evidente, nella valutazione complessiva dell’atto, che esse siano state adoperate in senso diverso, purchè non contrastante e antitetico, e si prestino ad esprimere in modo più adeguato e coerente la reale intenzione del de cuius.” (Cass. 7025/86).
che bella frase vuol dire che il giudice si arroga il diritto di dare interpretazioni soggettive, cioé coniate da lui medesimo, su cosa volesse intendere il testante. Cioè può attribuire un significato differente da quello che comunemente si intende quando il testante usa un vocabolo.
Un pò come i critici letterari che nel corso dei tempi cambiano la critica dei lavori letterari di autori morti cambiando significato alle parole.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
che bella frase vuol dire che il giudice si arroga il diritto di dare interpretazioni soggettive, cioé coniate da lui medesimo, su cosa volesse intendere il testante.
Non è proprio così.
La ricostruzione della mens testantis da parte dell'interprete deve avvenire ex ipsomet testamento, non aliunde, non extrinsecus.
 

quiproquo

Membro Senior
Proprietario Casa
Scusa la mia ignoranza Nemesis, mi puoi spiegare in parole povere.

Scusa la mia ignoranza Nemesis, mi puoi spiegare in parole povere.

Questo di non tradurre le frasi in lingua diversa dall'italiano è un vezzo comune
a molti personaggi pubblici e privati. Non mi sembra il caso di Nemesis...credo sia la prima volta. Forse vi è un motivo che mi "azzardo" ad esporre. Credo che la materia interessi l'art.588 del Codice civile, già ampiamente dibattuto con Dimarraz in occasione di un post di Elisabetta48 (???). Probabilmente dall'alto del suo seggio di Giurista n.1 del sito, non ha voluto dare l'esca per un rimescolamento da una parte, e dalla naturale propensione a differenziarsi dall'altra...Da qui il ricorso alla nobile allocuzione latina guardandosi bene dal
tradurla...Così disse quiproquo.
P.S. L'art.588 (2°comma) può insinuare dei dubbi
su chi è solo legatario, solo coerede, o anche entrambi...Tale che solo il giudice nei casi estremi si arroga il diritto di sentenziare in merito e, udite, udite, senza possibilità di appello. Da qui la critica di Luigi C....Per cui raccomando ai propisti che volessero fare testamento di evidenziare con parole precise, magari anche con ripetizione, chi siano gli eredi, chi i legatari e chi erede con legato. Altrimenti
il tacchino diventa ancora più polposo da affettare e cibarsene non necessariamente con morsi da Jene...o da caimano...Semplicemente in punta di coltello e forchetta come si addice ai professionisti "ncravattat'" Da una famosa canzone da caffè chantat del Salone Margherita in quel di Napoli...
 
U

Utente Cancellato 45958

Ospite
Mi sono riguardato la discussione di Elisabetta48, nella quale ero intervenuto e penso che quanto precisato da Dimaraz, sia corretto e cioè che l' erede è quello al quale spetta tutto il rimanente, i casi credo siano analoghi.
 

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