Gerdort

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
buongiorno, ho un problema per quanto riguarda il mio inquilino. Ho saputo, da persone fidate, che lo stesso esercita la professione di estetista nella mia abitazione, mentre il contratto di affitto è stato stilato per civile abitazione senza cambio di destinazione. Come mi devo regolare? Posso fargli lo sfratto immediato? E se lui nega?
 
O

Ollj

Ospite
Non solo è motivo di risoluzione del contratto per inadempimento contrattuale, ma anzi è doveroso da parte sua contestare il tutto; infatti, ex art.80 legge 392/1978, gravi sarebbero le conseguenze a suo carico in caso di inerzia:
"Se il conduttore adibisce l’immobile ad un uso diverso da quello pattuito, il locatore può chiedere la risoluzione del contratto entro tre mesi dal momento in cui ne ha avuto conoscenza. Decorso tale termine senza che la risoluzione sia stata chiesta, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all’uso effettivo dell’immobile. Qualora la destinazione ad uso diverso da quello pattuito sia parziale, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all’uso prevalente"

Il fatto che neghi è altro, ci vorranno effettivamente le prove per poter arrivare alla risoluzione. Tuttavia, al fine di cautelarsi lei potrà quantomeno diffidare il conduttore dal proseguire nell'esercizio dell'attività che testimoni oculari le hanno riferito; così facendo avrà quantomeno evitato di decadere dal termine su indicato; esegua la diffida in modo tale da non svolgere diffamazione alcuna.
 
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Ollj

Ospite
A ben riflettere il suo conduttore avrebbe anche potuto "progettare" proprio la trasformazione del contratto ex art.80 su citato; fosse così, con la semplice diffida (priva di una manifesta volontà risolutiva) lei gli darebbe l'occasione che cercava:
- dimostrando infatti di essere a conoscenza della mutazione della destinazione d'uso
- dando quindi inizio al decorrere del termine dei tre mesi; trascorsi questi senza domanda di risoluzione, il conduttore applicherebbe quanto previsto dall'art.80.

A questo punto le converrà far delle valutazioni:
- in presenza di prove certe, giudizialmente dimostrabili, ove le conseguenze dell'art.80 fossero per lei svantaggiose (quantomeno si troverebbe con una locazione commerciale di durata ben superiore) agire per la risoluzione del contratto
- nell'impossibilità di provare quanto conosciuto, non comunicare alcunchè al conduttore ed attendere future prove concrete; così facendo il conduttore mai potrà avvantaggiarsi dell'art.80 (il termne decorre dal momento in cui Lei ha avuto conoscenza)
 

quiproquo

Membro Senior
Proprietario Casa
buongiorno, ho un problema per quanto riguarda il mio inquilino. Ho saputo, da persone fidate, che lo stesso esercita la professione di estetista nella mia abitazione, mentre il contratto di affitto è stato stilato per civile abitazione senza cambio di destinazione. Come mi devo regolare? Posso fargli lo sfratto immediato? E se lui nega?
Mi intrometto dal lato umano. Esempio: L'inquilino è un professore
che impartisce lezioni nel suo domicilio...Sarebbe molto facile redarguirlo...Con quale coraggio??? Che danni potrebbe mai fare al
condominio??? Se non vi sono schiamazzi o altre attività indecenti
che male può fare tagliare le unghie o fare un massaggio??? Si parla di ospitare i profughi fino alla condivisione dell'alloggio residenziale...
Ed è enorme...non così per chi si "arrangia" a fare un lavoro risparmiando una locazione commerciale ad hoc...Le regole ci sono...
Chiudere un occhio in mancanza di danni è semplicemente lodevole.
Anche i nazisti avevano proibito l'ospitalità agli ebrei...ma quanti italiani disattesero tale diktat??? Non ho altro da aggiungere.
Quiproquo.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Non credo che uno in casa sua, ancorché in affitto, non possa esercitare la libera professione con essa compatibile. Mi spiego meglio, io abito un appartamento nel quale ho adibito due stanze alla mia attività professionale, lo stesso che faceva mio padre e fanno moltissimi colleghi. Ai fini della TARSU il comune è a conoscenza delle superfici distinte per destinazione.
 

griz

Membro Storico
Professionista
se l'inquilino abita l'appartamento e esercita questa attività in un locale dell'appartamento non credo si possa definire "uso illecito" e trasformazione dell'immobile e non credo sia illegale
 
O

Ollj

Ospite
Al nostro interlocutore spiegare meglio la situazione.
Fosse come indicato da Gianco e griz si applicherebbe il 3° comma art.80:
"Qualora la destinazione ad uso diverso da quello pattuito sia
parziale, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente
all'uso prevalente"



uno in casa sua, ancorché in affitto, non possa esercitare la libera professione con essa compatibile.
non credo si possa definire "uso illecito" e trasformazione dell'immobile
Ciò tuttavia non farà venir meno l'obbligo assunto dal conduttore col contratto e l'eventuale divieto di svolgere un'attività; si consideri che il locatore potrebbe aver indicato espressamente tal limite nel contratto; si consideri altresì che tal limite potrebbe essere nel Regolamento Condominiale e che allo stesso il locatore è tenuto a rispondere (anche obbligando il proprio conduttore)
 

Gerdort

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Rispondo a tutti coloro che pensano che io sia un "Caino". Punto 1- è espressamente vietato dal contratto di locazione. Punto 2- lo fa a nero senza rilasciare fatture. Punto 3- è espressamente vietato dal regolamento condominiale. Punto 4- gli altri condomini già si sono lamentati minacciando esposti alla Finanza.
 

griz

Membro Storico
Professionista
rimane il fatto che secondo me non è così chiaro, comunque se è come dici, attivati diffidandolo e poi vedi come va
 

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