Dimaraz

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parlo di quando l'insegnante esprima opinioni personali riguardo i fatti che leggiamo tutti i giorni sul web o sui giornali

Quindi opinioni restano...e non esiste Legge scritta che indichi tale comportamento come "reato".

Saranno deprecabili (ma solo perchè non coincidono con il proprio pensiero)...si potrà disquisire sulla perdita di tempo sottratto alla lezione e/o sul non svolgimento della mansione per la quale si percepisce stipendio...ma l'espressione del proprio pensiero reato non è.
 

griz

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Purtroppo, o forse per fortuna, l'insegnante può esprimere le sue opinioni, forse anch eper questo esiste la regola che più insegnanti lavorino sulla stessa classe, una varietà di opinioni diverse ci permette di costruire una nostra opinione.
Avrei paura di uno stato che non permetta di esprimersi, poi se paradossalmente esistesse una legge simile, chi controllerebbe? un controllore che portbbe essere peggio del controllato? Un Grande Fratello di memoria Orwelliana?
Ho 2 figlie in età scolare e spesso raccontano di quanto a scuola si dice e anche a casa se ne parla, a volte con opinioni diverse, a me non sembra male
 

nennanè

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assolutamente non sono deprecabili perchè non coincidono con il proprio pensiero .
dire che i neri sono inferiori ai bianchi , dire che un gay fa "schifo", dire che un ateo è posseduto da satana , ad un ragazzo di 12 anni da parte di un insegnante io ritengo debba essere reato . (in qualsiasi contesto ed in qualsiasi forma "personale")
però poi quando il ragazzo che si accorge di essere omosessuale , si butta dalla finestra della scuola ,siamo tutti sconvolti e ci piangiamo addosso . Forse l'opinione personale di un insegnante può far del male al ragazzo omosessuale ed al bulletto che lo prende in giro perchè si sente forte del fatto che anche l'insegnante lo schifava.
per me ci vorrebbe una legge .
 

Gianco

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A mio parere la scuola può spiegarne il senso , ma non può creare un condizionamento . Come d'altronde cerchiamo di fare noi genitori , lasciando la libertà ai ns figli di scegliere . Io spiego ai miei figli quello che accade poi saranno loro a decidere .
A mio parere ti sei data la risposta da sola. L'insegnante deve affrontare i problemi, deve promuovere il confronto di opinioni, spiegare acriticamente e ovviamente, essere tollerante con le opinioni differenti dalle sue, tenendo presente che qualsiasi opinione deve rispettare le singole libertà.
 

nennanè

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griz , immagina che i tuoi figli fossero di pelle nera . ed un loro insegnante esprima la propria opinione dicendo che i neri gli fanno schifo perchè puzzano . saresti così contento della varietà di opinioni dette da un insegnante . (oppure andresti da quest'insegnante a dire che l'opinione personale se la tenga x lei)
la varietà di opinioni è alla base della democrazia e menomale . Ma questo no , è assolutamente il contrario .
 

nennanè

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A mio parere ti sei data la risposta da sola. L'insegnante deve affrontare i problemi, deve promuovere il confronto di opinioni, spiegare acriticamente e ovviamente, essere tollerante con le opinioni differenti dalle sue, tenendo presente che qualsiasi opinione deve rispettare le singole libertà.
e quando questo non succede ?
 

Luigi Criscuolo

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quindi io "professoressa" x esempio potrei dire ai miei ragazzi che essere atei è peccato oppure
scusa tu non sei mai stata a scuola come allieva? Che professori hai avuto? Che scuola hai frequentato? Penso che quello che proponi valga solo per i professori di lettere, di storia e filosofia, di religione. La vedo difficile per un insegnante di matematica, di ragioneria, topografia, diritto ecc.... ecc... .
TRa le mie molteplici attività lavorative ho fatto, nel 1973 e per qualche anno, il supplente a tempo indeterminato di matematica ed osservazioni scientifiche in una scuola media di neoformazione, insediata in un contesto periferico di Cinisello Balsamo (MI). Eravamo ancora nel periodo della contestazione studentesca e gli insegnanti erano suddivisi tra conservatori e progressisti, con grande gaudio degli studenti. I progressisti erano caratterizzati dal fatto che, basandosi sul diritto dell'insegnante di impostare le lezioni come meglio credevono opportuno, facevano lezioni alternative: parlavano di politica, di manifestazioni, di diritti. Per questo motivo non mettevano voti insufficienti che avrebbero comportato per gli alunni o la bocciatura o l'esame di riparazione a settembre. Erano contrari alla selezione, sostenevano che il diritto allo studio automaticamente escludeva la bocciatura e comportava il frequentare ogni anno una classe diversa, stando sempre assieme agli stessi compagni, perché l'importante era "socializzare". Una volta è successo che il professore di lettere di una classe, 2H, diede l'ennesimo tema sullo sfruttamento della classe operaia: alla fine delle 2 ore tutti gli alunni consegnarono il foglio in bianco. Il fatto è che il professore, intento a fare i cavoli suoi, non si era neanche accorto che nelle due ore gli studenti non stessero lavorando, per cui quando suonò la campanella della fine dell'ora di lezione, e tutti consegnarono il foglio in bianco, non ebbe neanche il tempo di reagire adeguatamente dovendo lasciare la cattedra all'insegnate successivo. Si sentì dire dalla capo classe (una ragazza inteligentissima, eletta leader dai compagni) che erano stufi di fare temi su questi argomenti che erano di portata troppo elevata per le loro cpacità. Diversi alunni dissero a casa dell'eccaduto ed ovviamente, il giorno dopo, alcuni genitori si precipitaro a scuola per parlare con la Preside e fare le loro rimostranze. Fu indetto il Consiglio di Istituto dove per la divisione tra "veramente democratici" e "fascisti" non fu presa alcuna decisione: anche se il fatto fu segnalato in Provveditorato non mi risulta che il professore ebbe alcuna censura.
Termino questo episodio portando a vostra conoscenza che, circa un anno dopo, la fotografia di questo insegnante fu pubblicata dai giornali tra gli arrestati in quanto ritenuti fiancheggiatori delle Brigate Rosse.

Allora mia cara@nennanè non sottovalutare gli adolescenti è vero che sono ancora delle spugne che assorbono tutto, ma nonostante la loro giovane età sanno giudicare quello che gli adulti vogliono trasmettere, sanno capire quali sono i punti deboli degli insegnanti per farsi dare la sufficienza facendo la minore fatica possibile.
 

nennanè

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bellissimo racconto di 40 anni fa . ma i tempi cambiano , Luigi , siamo cambiati ci siamo evoluti , abbiamo altri problemi , abbiamo altre occasioni, abbiamo altri mezzi x poterci evolvere . non sottovalutiamoli , sfruttiamoli . Oggi abbiamo facebook, propit, possiamo confrontarci , possiamo conoscere , possiamo difenderci .
50 anni fa i gay si ammazzavano tutti i giorni , vivevano da barboni , venivano chiusi in ospedali psichiatrici . la donna non poteva votare , il nero non votava e non poteva essere eletto .
ed io sono fiera di avere un figlio di 13 anni che lotta per i diritti dell'uomo , e torna a casa e mi chiede consigli sulle cose che lui ritiene non giuste . (e chiaramente il suo dovere scolastico lo svolge a pieni voti)
da qui è partita la mia domanda
 

Luigi Criscuolo

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abbiamo altri problemi
si quello di trovare un lavoro dopo aver finito gli studi.
Anche 50 anni fa, forse tu non eri ancora nata, c'era la "congiuntura" però nel giro 8/12 mesi. nel Nord Italia, si trovava lavoro. Ora con questa crisi anche al Nord ci sono forti problemi di disoccupazione.
50 anni fa i gay si ammazzavano tutti i giorni
io c'ero e ciò non mi risulta.
venivano chiusi in ospedali psichiatrici .
solo quelli che rivolgevano ripetutamente le loro attenzioni a soggetti non consenzienti. D'altra parte ancora oggi è reato, sia per gli etero che per gli omo, importunare sessualmente soggetti non consenzienti. E che non ci sono più i manicomi.
la donna non poteva votare
10 marzo 1946 è la data della prima volta delle donne italiane al voto. Tuttora ci sono Stati nei quali le donne non votano.
il nero non votava e non poteva essere eletto
se non sei cittadino italiano, indipendentemente dal colore della tua pelle, non puoi votare, nè puoi essere eletto. Se alludi agli USA o al Sud Africa è un'altra storia: stai facendo un minestrone.
 

Dimaraz

Membro Storico
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assolutamente non sono deprecabili perchè non coincidono con il proprio pensiero .
.

Dovresti abituarti a comprendere anche chi non la pensa come te.
Tu ti sei fatta una "opinione" perchè nel combinato della tua "intelligenza" e delle esperienze che hai vissuto hai prodotto quella che è la tua "visuale" di ciò che è giusto o sbagliato.
Ma dovresti provare a seguire la metafora che spiegò (guardacaso) un mio insegnante di Religione (ai tempi materia obbligatoria)...devi immaginare di andare a vedere una grande nave per descriverla ...se ti metti fermo a proravia vedi e descrivi un certo profilo...ma uno che si mette a poppa ne descriverà uno in netto contrasto con il tuo e ti dirà che sbagli...idem quanti si metteranno a babordo e a tribordo. Fintanto che rimani fermo in un lato e non provi a vedere anche gli altri mai avrai conoscenza (o coscenza) di cosa sia una grande nave.

da parte di un insegnante io ritengo debba essere reato . (in qualsiasi contesto ed in qualsiasi forma "personale")

Legittimo che tu lo ritenga...infatti pure tu hai una opinine personale...ma ti faccio notare che quello che auspichi sarebbe cotnro la Costituzione che tu presumo approvi.
Impedire la libertà di espressione solo ad una categoria è lesivo dei diritti costituzionali.

però poi quando il ragazzo che si accorge di essere omosessuale , si butta dalla finestra della scuola ,siamo tutti sconvolti e ci piangiamo addosso.Forse l'opinione personale di un insegnante può far del male al ragazzo omosessuale ed al bulletto che lo prende in giro perchè si sente forte del fatto che anche l'insegnante lo schifava.

Forse...come vedi tu stessa non sei certa della tua deduzione e la stessa non può esere certamente accolta come regola.
Cosa cambia se invece di un ragazzo gay...i soliti idioti si accanisseero contro un ragazzo obeso, o una ragazza "racchia"?
Nulla...gli "idioti" sono sempre esistiti e sempre vi sarà chi pensa o pretende di essere su un scalino più alto.

Tuo figlio si fa una sua opinione nonostante il professore che critichi...o forse propio grazie ad esso.
A volte per accorgerci di certe "ingiustizie" serve che le stesse si palesino in maniera forte ai nostri occhi.
 

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