Maria Virginia

Nuovo Iscritto
Conduttore
lui è un erede LEGITTIMARIO, cioè protetto dalla quota di legittima. NESSUNO può manomettere le disposizione testamentarie, se non un giudice dopo aver verificato la lesione di una quota legittima.
Se il padre ha avuto un solo figlio, non lascia coniuge superstite, non lascia genitori. in caso di di successione testamentaria il c.c. prevede: 1/2 del valore del patrimonio ricostruito al figlio (quota legittima) mentre 1/2 del valore del patrimonio ricostruito rappresenta la quota disponibile che il testante può destinare a chiunque.
Legittimari e chiamati all'eredità sono tenuti a dichiarare il valore delle donazioni ricevute quando il testatore era in vita per ricostruire l'ammontare del patrimonio.
Grazie per la sua risposta,nulla questio,dopo l’apertura del testamento è con la lclausola di cui le riferiferivo,si è’ è scoperto che il decuis aveva acquistato una proprietà,mantenendo egli,decuis nuda proprietà,ed alla coerede di mio figlio,l’usufutto,essendo ella molto giovane,era intorno ad euro 43,000,poi hanno rivendito tale immobile nel2019 nulla questio,la parte venditrice ,nella copia notarile dichiarava che,l’intero importo dell’acquirente,venisse versato alla coerede di mio figlio,ed anche su questo nulla questio.Con l’aquiescienza prestata da mio figlio,che irreversirmele,nulla si può’ fare,ecco perché chiedevo spiegazioni sulla domanda originale che ho posto all’inizio della discussione
 

vittorievic

Membro Senior
Proprietario Casa
dopo l’apertura del testamento è con la lclausola di cui le riferiferivo,si è’ è scoperto che il decuis aveva acquistato una proprietà,.......
le liti ereditarie fanno felici gli avvocati e i periti di parte.
Premesso questo, non so, perché non è stato quantificato il valore ricostruito della massa ereditaria, se l'importo devoluto alla coerede (si tratta in ogni caso di una donazione fatta in vita), proveniente dalla vendita della casa ha superato la quota disponibile. Cioé valore della donazione fatta in vita+valore del lascito testamentario è superiore a 1/2 del valore ricostruito della massa ereditaria che spetta al figlio.
Questa equazione secondo me dovrebbe essere valida anche se il figlio ha firmato per accettazione della eredità.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
il notaio poteva dare un paio di giorni di riflessione al figlio.
???
Chi non sa cosa sta firmando ...evita di farlo.
Il Notaio non "deve" dare nulla...se aveva un Testamento ne da lettura e i chiamati decidono quando vogliono.

Ne il padre ne il notaio hanno congegnato "giochi di prestigio".

Qui poi è la madre a venir chiedere "pareri" magari sperando nell'abracadabra di un rimedio che non esiste...sempre sulla base della "spiegazione dettagliata".
 

Maria Virginia

Nuovo Iscritto
Conduttore
secondo me è una clausola nulla che tuttavia visto la situazione familiare che lascia il de cuius non comporta danni.
La non parente chiamata all'eredità può solo accettare o non accettare la disposizione testamentaria a suo favore.
Se invece è il figlio che ha avuto qualche donazione dal padre quando questo era in vita, il figlio dovrebbe per regolarità mettere nell'asse ereditario il valore delle donazioni. Questo perché la dispensa dalla collazione è valida fino all'interno del valore della quota disponibile. Se il valore è superato, l'eccedenza va conteggiata ugualmente nell'asse ereditario.
Il figlio in vita non ha avuto nessuna donazione dal padre,è’ la coerede che ha avuto,prima della morte del decuis,e l’ho visto,perché’ richiesto copie di due contratti notarili questi due immobili:il decuis nel 2019,acquisto una casa detenendo per lui la nuda proprietà’ e lei,ne aveva l’usfrutto,la cui quanta ere abbastanza alta,essendo ella molto giovane,poi a giugno 2022,tale immobile,è’ stato venduto,e sempre da contratto notarile,si legge che la parte acquirente,cioè entrambi,il decuis come fetente nuda proprietà’ e lei come usufruttuaria,vendono e decidno,che la parte acquirenti versi,l’intero ricavato direttamente alla coerede di mio figlio,sul conto corrente di lei.Faccio presente che tale immobile ,fu acquistato,dal decuis,padre di mio figlio,con soldi provenienti dal suo conto corrente.Ecco perché’ la coerede,certo a conoscenza di tale situazione,ha ben e subito firmato,in qualità di coerede,la clausola che prevede ,che ogni liberalità fatta in vita non è’ soggetta a riduzione:Era logico.Non ero presente all’apertura del testamento è di certo,benché maggiorenne,non poteva prevedere l’entità’ giuridica di tale clausola sicuramente il notaio l’avrà letta,ma quanto l’abbia spiegata,quantomeno per sollevare un dubbio a mio figlio ,questo non lo saprei dire.Mi è’ dato anche di capire,che per questa vendita,il cui valore è’ cospicuo,comunque non è soggetta a collazione
 

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