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sissi2202

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Proprietario Casa
#1
Ciao mi chiamo Silvia..

Io sono amministratore di sostegno di mia nonna ho un conto in comune con lei io posso chiuderlo e lasciare solo una piccola cifra e altra cifra investirla? Ha cosa vado incontro mi darà qualche problema?
 

Gianco

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#3
L'Amministratore di sostegno deve curare gli interessi dell'interdetto e quindi del suo patrimonio. La normale amministrazione la puoi eseguire senza alcuna difficoltà, facendo cura di registrare tutti i movimenti del conto corrente. Tutto quello che eccede, tipo investimenti o spese straordinarie devono passare al vaglio del giudice tutelare. Pertanto, anche gli investimenti devono essere proposti e concordati con lo stesso. Tieni presente che i parenti prossimi potrebbero chiedere un controllo se notassero un'amministrare allegra ed a quel punto dovrai dimostrare ogni movimento.
 

Gianco

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#7
Io sono stato amministratore di sostegno e più volte ho operato per incarico di un tutore per la stima di un immobile da vendere in comproprietà di un interdetto. A volte si scrive una cosa per un'altra.
 

Luigi Criscuolo

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Proprietario Casa
#8
ho un conto in comune con lei io posso chiuderlo e lasciare solo una piccola cifra e altra cifra investirla?
sarebbe utile spiegare se tua nonna è in grado di intendere e di volere. Quando è stato aperto il conto cointestato è stato aperto con firme disgiunte? Forse prima di fare le operazioni che vuoi fare è meglio che fai cancella re tua nonna dal c/c.
 

Gianco

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#9
Quando ho attivato il conto di mio figlio, interdetto a causa di un incidente stradale, l'ho intestato a lui ed io sono intervenuto come amministratore di sostegno, per cui avevo la massima disponibilità, nel limiti della mia carica. Pertanto il conto potrebbe essere intestato a lei perché solo in quel caso potranno essere accreditati gli importi personali e tu con la tua carica avrai titolo per gestirlo, sempre nei limiti della legge.
 

Gianco

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#11
Grazie! Era il 2/2/2006 e lui, assieme al fratello gemello erano in quarta geometri. Il fratello ora lavora con me. Lui ha perso l'uso della parola, emette delle sillabe ma è autosufficiente, soltanto non è del tutto connesso. Un particolare che fa bene sperare: dopo l'incidente per tre volte ha parlato anche con una frase intera espressa in modo perfetto, poi è tornato nel suo linguaggio incomprensibile.
 

Antonio Abiuso

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Proprietario Casa
#12
Non capisco bene quale sia il problema. L'amministratore di sostegno è tenuto a fornire al G.T. periodiche relazioni sugli atti di gestione degli interessi dell'amministrato. E riceverne il benestare, senza il quale viene estromesso dall'incarico. Punto.
 

Gianco

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Professionista
#13
Io sono stato Amministratore di sostegno per 11 anni, adesso lo è il gemello, senza avere mai fatto alcuna relazione e senza essere mai stato richiamato. Semplicemente tutti i miei interventi avvenivano tramite assegni non trasferibili e gli introiti erano tracciati.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
#15
L'art. 405, comma 5 c.c. recita:
Il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno deve contenere l'indicazione:
[omissis]
6) della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice
circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
[omissis].
 

Antonio Abiuso

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Proprietario Casa
#16
appunto, la regola è questa, regolarmente applicata dalle mie parti. Poi se da quelle di Gianco la "prassi" ne consente l'esonero per undici anni il discorso ovviamente cambia...
 

Gianco

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Professionista
#17
Al passaggio di consegne davanti al giudice è saltato fuori il problema che io ritenevo, dovesse essere assolto si richiesta dello stesso. All'affermazione che tutti i movimenti di denaro erano passati per il suo conto corrente, mediante introiti pervenuti direttamente e tutti i pagamenti sono stati eseguiti con assegno bancario non trasferibile, il giudice ha affermato che a quel punto non c'erano problemi di sorta ed ha trasferito la carica all'altro gemello.
 

Antonio Abiuso

Membro Attivo
Proprietario Casa
#18
Il che conferma che nella fattispecie il G.T. se né sbiffatto, presumibilmente per ignavia, della legge dando luogo alla verifica sull'operato dell'A.d S. dopo ben 11 anni d'amministrazione e per giunta solo al momento di passaggio delle consegne. Ma non è, Gianco, un bel vedere
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#19
@Antonio Abiuso, posso concordare con te. E dire che di questo problema ne avevo parlato con il mio avvocato e non gli aveva dato peso, forse perché ero convinto del fatto mio o quantomeno forse ricordavo che queste fossero le raccomandazioni avuto dal Giudice Tutelare.
 

Antonio Abiuso

Membro Attivo
Proprietario Casa
#20
Nel tuo caso personale, Gianco, sono propenso a ritenere che il G.T. - da oltre mezzo secolo io nutro rispetto per le toghe (meno per quel che c'è sotto) - fosse ben consapevole delle buone mani a cui affidava l'amministrato, passando quindi un po sopra e al di fuori delle prescrizioni di legge. Lo mando perciò assolto ma...con formula dubitativa.
 

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