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  1. magia2002

    magia2002 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    @CamilloDi il tuo spostamento dovrebbe essere abbastanza semplice perche' con la posa di un'altro palo a sx del tuo lotto la linea aerea non interferisce piu. Fai presente che l'interferenza del cavo Enel non permette di eseguire i lavori di costruzione in sicurezza . Fai bene a muoverti in anticipo perche' spesso ci sono tempi lunghissimi .
     
  2. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Devi inviare la raccomandata a Enel Distribuzione s.p.a. presso la direzione zonale che, nel tuo caso, mi pare sia Chieti. Farai riferimento al cavo che transita sulla tua proprietà in due punti chiedendone lo spostamento a loro cura e spese in evidente carenza di ogni precedente autorizzazione al loro transito e diffidandoli dal porre o pretendere qualsivoglia istituzione di servitù di elettrodotto, entro 30 giorni dal ricevimento della lettera. In caso contrario ecc.ecc.
     
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  3. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Io ho avuto una situazione analoga. Conoscevo il dirigente della zona di competenza (un vero cialtrone) che quando eravamo colleghi -lui faceva le fotocopie ed io ero già Capo Reparto. Poi andai in pensione e me lo ritrovai antagonista in una vicenda creata dall'insipienza dei suoi sottoposti che avevano elaborato un progetto piuttosto lacunoso n Con tutto ciò, conoscendo tutti gli anfratti e le pieghe delle servitù e dei progetti (era il mio campo), mi ci vollero 4 mesi per farmi soddisfare
     
  4. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    I parassiti li trovi dappertutto, di meno nelle piccole aziende private, dove il "padrone" tiene sotto controllo i suoi dipendenti. Notoriamente anche l'azienda elettrica è un carrozzone.
     
  5. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Caro Gianco, sicuramente in molte realtà del paese, l'enel era un carrozzone. Devo però raccontare la mia storia professionale per sfatare un po' la credenza popolare che "generalizza" la percezione di ciò che era ed ora è Enel. Sono entrato in azienda nel 1962 (luglio) ed era ancora SIP (Soc.Idroelettrica Piemonte). Venne nazionalizzata, come noto, il 1° gennaio 1963. Dopo il doveroso addestramento di 3 mesi, venni inserito in squadra cabine come aiuto elettricista ed iniziammo subito a ristrutturare le cabine di cui la società privata aveva omesso da molti anni di effettuare manutenzioni ed ammodernamenti. L'importante era che la corrente passasse e che i contatori continuassero a girare. E così per tutto il corso della mia carriera. Si lavorava sodo sia a Torino dove entrai che a Roma dove mi trasferii nel 1969, che a Pomezia (trasferimento nel 1975 ed infine ad Albano Laziale (ultimo trasferimento post laurea 1986). Nel corso degli anni il personale enel riportò a parametri di efficienza e di ammodernamento il 93% degli impianti lasciati in eredità dalle vecchie società elettriche. Senza fondi di dotazione governativi ed inoltre con il continuo esborso degli indennizzi alle "efficienti" società private. Eppure, le bollette non ebbero le impennate che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Le fasce più deboli erano comunque tutelate dal contratto di 3kw (c.d. fascia sociale). Il servizio era per quanto mi risulta, soddisfacente. Le norme di sicurezza erano piuttosto stringenti ed enel vantava uno dei più bassi tassi di infortuni fra le realtà industriale del paese. C'è da fare una riflessione. Come mai dopo che enel ha risistemato gli impianti è stata di nuovo privatizzata? Quando si preparavano i piani annuali di ispezione linee si attuavano queste operazioni con cadenza trimestrale. Sai ora quale è la cadenza? Triennale!!! Se fosse stata fatta con i vecchi tempi, non si sarebbero aggiunti gravi disservizi come quelli dell'inverno passato in Abruzzo (hotel Rigopiano e dintorni.......)
    Certo, ci sono delle realtà che fanno parla e di "carrozzone" ma, credimi caro Gianco, per esperienza vissuta (38 anni 6 mesi) preferisco il carrozzone alla "greppia" per i soliti noti o, se preferisci, per i capitani coraggiosi che sanno come far fallire Alitalia, Ferrovie, Banche e realtà industriali che una volta erano il fiore all'occhiello dell'Italia.
     
  6. magia2002

    magia2002 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Gli utili sono privati le passivita' ( manutenzioni-nuovi allacci onerosi-spostamenti a carico del gestore ecc.ecc) invece continuano ad essere a carico dello Stato .Chi ci perde ovviamente altre ai dipendenti ( per decenni in esubero ) sono tutti i cittadini con aumento dei prezzi - e rifiuto di ottenere il servizio se fuori costi medi per l'azienda - richieste non esaudite- totale cancellazione di servizi ecc.ecc.
     
  7. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non sono d'accordo sui dipendenti per decenni in esubero. Bisogna considerare che, a differenza di oggi, tutte le attività venivano eseguite da personale enel e non con lo sfruttamento del lavoratore di ditta appaltatrice. Ad esse era solo affidato il lavoro che a causa delle sue dimensioni il personale enel sarebbe antieconomico. Ma la sorveglianza era stretta e continua. Sia nell'esecuzione che nelle norme antinfortunistiche e ogni cantiere aveva un "libretto" del personale presente con tanto di estremi inail e previdenziali. Oggi, romeni, egiziani, indiani (ma anche italiani) non regolarmente assunti, o peggio, pagati con i famigerati voucher, sono quasi la norma . Con buona pace delle norme antinfortunistiche e previdenziali.
    Nel 1963 l'organico enel era di circa 140000 unità; oggi, mi risulta che sia di circa 40000 persone. C'è un ricorso forsennato e parossistico al contratto di appalto ed io che ho vissuto l'azienda vedo in quali condizioni stanno tornando gli impianti. Scommettiamo che, tempo 10 , 15 anni si riproporrà qualcuno che (disinteressatamente, per carità.....) vorrà di nuovo nazionalizzare un'azienda da risanare? Solo dopo avere spolpato per bene i clienti, però.
     
  8. magia2002

    magia2002 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Io sono stato assunto in SIP nel 1991 . Nel 1997 viene privatizzata al 100% e da 150.000 oggi siamo 50.000 e siamo ancora con gli esuberi . Sono dei cicli econonici che si ripetono . Prima di essere statali-parastatali i gestori telefonici-elettrici ecc erano di dimensioni regionali ed erano tutte private . Negli anni 60 lo stato acquisisce le reti e negli anni 90 dopo ingenti investimenti sulle reti con piani fesr-stet ecc.ecc. vende tutto ai privati . A breve verranno di nuovo statalizzate e messo sotto il controllo dello Stato altrimenti si rischia che queste reti strategiche diventano di proprieta' straniera .
     
  9. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    I cicli economici hanno poca attinenza con gli squali della finanza. Quando devono fare cassa, la prima opzione è l'esubero di personale. Che vuol dire prepensionamenti, cassa integrazione e licenziamenti. Mai che venga considerata la possibilità di tagliarsi i super stipendi e prebende varie. Anche SIP, o Telecom, o Tim sono ricadute nelle fauci dei capitani coraggiosi , i vari Colaninno, DeBenedetti, Montezemolo e compagnia cantando che, dopo averla spolpata, l'hanno portata al fallimento. Ed il salvataggio costa agli italiani come costano le banche decotte. Però le buonuscite per questi ladri boiardi di stato sono sempre sontuose. Mai una volta che sia finito qualcuno a pane ed acqua.
     
  10. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Un vecchio detto sardo: "crobu cun crobu non s'indi bogant'ogu". In tricolore, letteralmente: "corvo con corvo non se ne levano occhio", ovvero "corvo con corvo non si cavano gli occhi". I dirigenti fanno parte della stessa cerchia di chi li dovrebbe condannare!
     
  11. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    In altre parole: hai mai visto il tacchino festeggiare il Natale?
     
  12. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Potrebbe essere perché se lo festeggia, per quella volta se l'è scampata: potrebbe essere il prossimo il suo turno ed allora saranno altri a festeggiare assieme ai commensali, in sedi separate.
     

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