rocktherock

Membro Junior
direi che la morale non c'entra nulla.
Ognuno ha la sua morale e se sia più immorale crescere male una famiglia o stare in giudizio per la divisione ereditaria non compete certo al forumista entrare nel merito.
Ognuno sa da quale famiglia origina e di quali genitori ha avuto sorte di essere figlio.
Il quesito rimane sempre solo tecnico
 
J

JERRY48

Ospite
direi che la morale non c'entra nulla.
Ognuno ha la sua morale e se sia più immorale crescere male una famiglia o stare in giudizio per la divisione ereditaria non compete certo al forumista entrare nel merito.
Ognuno sa da quale famiglia origina e di quali genitori ha avuto sorte di essere figlio.
Il quesito rimane sempre solo tecnico
La risposta tecnica è stata ampiamente discussa e data.
Non sta a noi tutti, partecipanti del forum, impartire alcuna lezione sulla morale, però un parere si può benissimo esprimerlo, che sia condiviso o no, che sia giusto o meno.
 

arciera

Membro Senior
Proprietario Casa
@rocktherock fino al post 25 abbiamo discusso tecnicamente. Ti avevo chiesto di andare sullo specifico per poterti servire meglio...tanto non ci conosciamo, non era un vezzo femminile, bensì una esigenza tecnica. Poi abbiamo tergiversato perché siamo umani e ci interessa anche a noi approfondire la legge perché sappiamo che dietro ad essa c'è la profondità della morale e le regole dell'etica. Da queste nasce la legge, e noi come penso tu sappia l'amiamo così tanto da cercare sempre i perché della sintesi racchiusa nell' articolo di legge, la sua spiegazione finale. La filosofia del diritto che ci permette di dare una risposta assai più che esauriente dallo sciorinare l'articolo come si fa in altre parti[DOUBLEPOST=1407072254,1407072022][/DOUBLEPOST]Anche perché, caro amico, il giudice quando emette una sentenza, fa queste stesse considerazioni. Purtroppo o meno male!![DOUBLEPOST=1407072524][/DOUBLEPOST]Sai che se uno scippatore viene da una famiglia per bene, il giudice lo riconsegna alla famiglia perché provveda lei, mentre se la famiglia e' dubbia lo consegna alle carceri? Questi Temi dibattuti fino ad ora sono i motivi. Giusti od ingiusti, non lo so, questa e' la morale della favola
 

arciera

Membro Senior
Proprietario Casa
E come la metti se si presenta il caso di un rampollo al quale le carceri potrebbero fare del male con il caso di un povero ragazzo disgraziato con la madre disperata abbandonata dal marito, per il quale e'dato per certa la reiterazione del reato? la stessa cosa e' qui nel thread presentato dal nostro amico @rocktherock del quale nulla sappiamo sull'entita' del capitale in ballo e quali somme sono state investite per laureare il figlio portato fino a 35 anni pare spesato. Vedi, caro amico, quante variabili vanno a pesare in giudizio? La norma e' quella che ha riportato in maniera esaustiva il nostro Jerry, il diritto ad arrivare ad una laurea senza ledere i diritti di altri. Poi scendono in campo le variabili che noi dobbiamo considerare a priori perché queste saranno verificate in sede di giudizio.
 
Ultima modifica:

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
la legge cerca di dare equità dal punto materialistico della eredità. Secondo me se per esempio il Figlio A si è fermato al diploma e poi è riuscito a trovarsi un lavoro sta a lui, ma sta anche a come è stato allevato, valutare se è il caso di recriminare sulla eredità lasciata dal padre. Ma allo stesso modo il Figlio B, che è stato mantenuto per tutto il corso di studi universitari, magari fuori sede, magari con un master all'estero, non può pensare che tutto gli era dovuto visto che al fratello più grande non ha avuto lo stesso trattamento. Dovrebbe essere lui, e qui ritorna il fatto di come è stato allevato, che dovrebbe farsi avanti per primo e far capire all'altro fratello che vorrebbe dare a lui qualcosa.
 

arciera

Membro Senior
Proprietario Casa
Come in un divorzio si valuta la capacita' reddituale degli ex coniugi così in questo caso si valuterà quanto la disparità di trattamento e' andata a incidere sulla massa ereditaria. Fermo restando gli obblighi di un padre verso un figlio che vuole studiare, così come previsto dalla legge.
 

quiproquo

Membro Senior
Proprietario Casa
Non sono tutti uguali i genitori, come pure i figli non hanno le teste pensanti in una unica direzione di rispetto delle scelte effettuate dai genitori.
Le liti in effetti nascono e vanno avanti per decenni sperperando anche il patrimonio ereditato per pagare gli avvocati per delle fesserie, come pure per questioni più importanti di disparità di trattamento ricevuto dai genitori.
Ed ecco perchè entra in gioco la legge, le normative. Tu stai litigando: ma stai attento perchè ci sono le direttive che devi seguire e che non ti devi scordare se vuoi andare avanti nelle tue pretese, assistito dagli avvocati chi in questi casi ci sguazzano e fanno lievitare il loro reddito e quello dei loro consulenti.
Niente da eccepire jerri, ma soffermiamoci su questa tua frase che, dal mio punto, casca a fagiolo: " LE LITI NASCONO..."
Io sostengo che la lite nasce perchè c'è la legge...Se non ci fosse la legge la lite non potrebbe nascere... mi sembra lapalissiano...e voi tutti, nati dopo la legge, non potete portare prova contraria se non ricorrendo alla storia che pur illuminandoci non può essere esaustiva dal punto di vista dei grandi numeri ( statistica) Io sostengo in base a una statistica del notariato di Bologna che accerta che solo il 4-5% delle successioni
si apre con i testamenti, mentre almeno il 90 % denota la stima
ripartitoria del patrimonio effettuata in vita dal De Cuius. Da questi pochi ma significativi dati io desumo che il padre carogna o malvagio, che fa sempre notizia, è solo una sparuta minoranza che probabilmente è più visibile in quel 4-5% di successioni con testamento. Mentre viene fuori nel suo fulgido aspetto paterno la figura di un uomo che prima come padre, poi come nonno è pronto anche a rinunciare
per dare quanto più possibile ai propri figli e nipoti...ora e subito...anche per evitare alla sua dipartita una corposa pratica al notaio se non addirittura il farne a meno...Con la legge in essere questo padre-padre rispettato in vita, nonostante una sostanziale parità ripartitoria, alla sua dipartita potrà essere di fatto per un niente o un abbaglio adolescenziale o un prurito da avidità, messo in discussione. Invece senza la legge, cari amici e amiche, quel padre-padre sarà rispettato ed "ONORATO" sia in vita, sia post mortem. Anche a fronte di ripartizione non paritetica...perchè come ricordava @Albertobianchi se può sperperare il patrimonio fuori dall'ambito familiare senza colpo ferire...non si vede perchè non lo possa fare all'interno della famiglia sperequando a favore o a sfavore di uno solo. Anche questo è statisticamente irrilevante perchè nel gran numero, il padre-padre equilibrato come non mai,
indipendentemente dalla legge, cerca di realizzare una sostanziale parità...impossibile, però, da dettagliare e quindi suscettibile di critiche, peraltro, in assenza della legge, senza risvolti.
Per chiudere: se ogni volta si parte da un punto diverso il risultato sarà diverso...se invece, come indicava qualcuno ...omissis....si ammette e si accetta di entrare nel punto di vista dell'altro...allora si potrà più facilmente focalizzare il punto debole (se c'è) e far decadere la tesi sostenuta. E questo che mi aspetto da tutti voi.
Trovate il punto debole ed io mi convertirò alla Collazione così com'è. Cari saluti. qpq
 

quiproquo

Membro Senior
Proprietario Casa
la legge cerca di dare equità dal punto materialistico della eredità. Secondo me se per esempio il Figlio A si è fermato al diploma e poi è riuscito a trovarsi un lavoro sta a lui, ma sta anche a come è stato allevato, valutare se è il caso di recriminare sulla eredità lasciata dal padre. Ma allo stesso modo il Figlio B, che è stato mantenuto per tutto il corso di studi universitari, magari fuori sede, magari con un master all'estero, non può pensare che tutto gli era dovuto visto che al fratello più grande non ha avuto lo stesso trattamento. Dovrebbe essere lui, e qui ritorna il fatto di come è stato allevato, che dovrebbe farsi avanti per primo e far capire all'altro fratello che vorrebbe dare a lui qualcosa.
Scusa Luigi, il figlio B non pensa che gli era dovuto...è il padre che decide se...come ...e quando...Quei soldi destinati a quel progetto dovranno essere utilizzati possibilmente per realizzarlo...e il "beneficiario" B, mentre il fratello dice che si fa un mazzo così..., anche lui studiando come deve non è da meno...Sarebbe diverso quando gli esborsi (le elargizioni) del padre venissero poi distorti per scopi meno nobili rendendo vano il raggiungimento dell'obiettivo. Il beneficiario "B" normalmente dedica un tempo molto rilevante allo studio...di fatto conduce una vita spartana e non di rado si attiva per una piccola occupazione...Per il resto ho
già esternato più volte la mia disapprovazione per quel tipo di Collazione. E quindi non mi resta che salutarti molto cordialmente. qpq.
 

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