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  1. ale1977

    ale1977 Membro Attivo

    Buongiorno,
    un condomino ha richiesto il distacco dal riscaldamento centralizzato non presentando perizia ma esprimendo la volontà di contribuire ad una quota dei consumi, la stessa che viene addebitata ad altri condomini già distaccati prima della riforma.
    L'assemblea ha deliberato contro il distacco per mancanza di perizia.
    Considerando che con suddetta perizia si è esentati dalle spese di consumo, se il condominio invece è disponibile a partecipare anche ai consumi per compensare eventuale aumento di spesa a carico degli altri, è da considerare valida questa delibera?
    E se il condomino presentasse la perizia ma non facesse in tempo prima dell'accensione dell'impianto, si può distaccare ed effettuare gli interventi necessari, sfruttando gli orari in cui i termosifoni sono spenti, anche se la caldaia è in funzione?
    Grazie.
     
  2. Dimaraz

    Dimaraz Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La perizia non permette l'esenzione dal contribuire.
     
  3. ale1977

    ale1977 Membro Attivo

    Quindi a che serve?
     
  4. Dimaraz

    Dimaraz Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La Legge prevede che la perizia dimostri che dal distacco non derivino squilibri nel funzionamento dell'impianto e aumenti significativi di spesa per gli altri condomini.
    Premesso come in realtà sia estremamente arduo certificare in tale ambito, qualora il distaccando trovi un te nico disposto a porre firma e/o ottenga il permesso...dovrà comunque partecipare sia alle spese di manutenzione che a quota del combustibile per aree comuni, inefficenze e dispersioni dell'impianto.
     
  5. ale1977

    ale1977 Membro Attivo

    Grazie per la risposta.
    Il condomino si è reso disponibile a partecipare al consumo per una quota del 20% già addebitata ad altri condomini distaccati, oltre ovviamente alla manutenzione.
    Deve comunque produrre perizia, ovvero, senza perizia l'assemblea può negare il distacco come è accaduto?
    E con la perizia, deve comunque passare dal consenso dell'assemblea?
    Grazie ancora.
     
  6. Dimaraz

    Dimaraz Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La delibera non muta il diritto al distacco ma "sancisce" l'atto.
    Nei fatti chi vuole distaccarsi potrebbe procedere anche senza delibera...ma resterebbe facoltà ad entrambe le parti di intraprendere causa civile:
    - il Condominio per contestare la legittimità o la maggior spesa contestando la perizia stessa
    -il distaccato qualora si decida di addebitare quote di spesa superiori a quelle che vengano determinate dalla perizia.

    La materia è tutt"altro che facilmente prevedibile...ma è certo che senza perizia chi vuole il distacco non rispetta il dettato della norma ponendosi automaticamente nel torto.
    Solo con accordo unanime (1000/1000) si possono "aggirare" certe Leggi.
     
    Ultima modifica: 13 Novembre 2016
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ho sempre sostenuto che la possibilità prevista dal c.c. di distaccarsi dall'impianto centralizzato sia iniqua perché consente di fare ciò al primo o al secondo condomino con il terzo già si hanno dei problemi a dimostrare che non ci siano aggravi di spesa per chi rimane allacciato all'impianto centralizzato o squilibri termici. In sostanza non è un diritto garantito per tutti i condòmini.
    Con il distacco per risparmiare carburante bisogna risettare, cioè abbassare, la temperatura di esercizio dell'acqua di circolazione altrimenti la spesa rimanendo la stessa fa aumentare il costo a mm di riscaldamendo di chi rimane allacciato. Secondo me il contributo del 20% è insufficiente sopratutto se i distaccati sono 3 o 4 condomini.
    A furia di abbassare la temperatura di esercizio i termosifoni abbassano il loro rendimento da cui deriva uno squilibrio termico nelle stanze: cioè farà più freddo.
     
  8. Dimaraz

    Dimaraz Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Dipenderà anche dall' impianto...ma tal cosa non è veritiera.

    L'acqua calda passerà per un numero inferiore di radiatori=si raffredda di meno=la caldaia impiega meno combustibile per farla tornare alla temperatura di mandata.

    Diventa difficile dimostrare se e quanto maggior consumo "colpirà" i non distaccati...e nulla esclude che la "differenza" possa essere caricata al distaccando.

    Considerato che fra inefficenze e dispersione mediamente si considera un 30% del consumo totale come quota fissa (post adeguamento termocontabilizzazione scandete fine anno)...e che chi si distacca potrebbe farlo per risuolvere problemi di freddo (impianto centralizzato insufficente) forse è persino un "vantaggio" per chi non si distacca.
     
  9. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    non sono un termotecnico me facevo la stessa considerazione fatta da dimaraz: riducendo il numero dei radiatori collegati all'impianto centralizzato si ha una riduzione del fabbisogno di calore che si concretizza in un minore fabbisogno di carburante, il problema è la dispersione delle parti d'impianto che rimangono collegate improduttive per le quali però il condomino dovrebbe pagare.
    Un'altra considerazione in merito: gli impianti moderni efficienti sono tutti comuni con regolazioni degli apporti per radiatore, cosa che mi risulta oggi obbligatoria, infatti è previsto un adeguamento, perchè è così comune che i condomini intendano distaccarsi pur sapendo che continueranno a pagare un aparte dell'impianto comune?
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Secondo me è vero quello che sostenete tu e @Dimaraz se dal serbatoio si leva l'equivalente di volume d'acqua contenuto nei radiatori di chi si è distaccato, inoltre occorrerà diminuire la potenza del bruciatore altrimenti se si scalda il medesimo volume d'acqua e non si setta la potenza del bruciatore i consumi rimangono gli stessi e vengono scaricati su chi rimane allacciato.
    Se fosse vero quello che sostengono i "solisti del riscaldamento" , nel caso in cui si staccassero tutti meno uno, quell'uno avrebbe la convenienza a rimanere attaccato in quanto tutti gli altri gli pagherebbero il 30% del suo consumo.
    Comunque il mio intervento evidenziava la iniquità del diritto previsto dal c.c. di distaccarsi dal riscaldamento centralizzato perché questo diritto non è per tutti ma solo per i primi: in un condominio di 14 appartamenti il distacco può essere fatto solo da 2 o 3 condomini (dipende dal numero di elementi che possiedono) dopo di che nessun altro si potrà distaccare perché non verrà rispettata la condizione necessaria prevista dal c.c. per il distacco.
     
  11. Dimaraz

    Dimaraz Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ripeto che bisognerebbe valutare ogni singolo impianto (ed è per questo la Legge prevede la "perizia")...ma banalmente la caldaia non sempre lavora come "l'acceleratore" di un motore.
    E' innegabile che un grosso impianto che debba lavorare per meno utenze avrà degli sprechi.

    Chi si distacca pensando unicamente di spendere meno sbaglia i calcoli (tanto più che non potrebbe nemmeno usufruire dei bonus fiscali)...ma spesso chi lo fa è solo per avere finalmente il calore che non ottiene con i centralizzati mal tarati/progettati.
     

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