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  1. Hug

    Hug Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Se è una entrata per il condominio è un'entrata, pro-quota, per i condòmini, che vedranno i benefici nella dichiarazione dei redditi.
     
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  2. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ma è esattamente il contrario: è una conferma che i proventi della vendita dell'energia prodotta in eccesso e venduta va fa vore dei proprietari, rappresentati dal Condominio.
    L'inserimento del provento nei redditi diversi vale solo in rarissime condizioni, ed è comunque escluso se il Condominio non svolge attività commerciale.
    IIl Condominio non fa alcuna Dichiarazione dei Redditi e l'introito proveniente dal GSE non può fare altro che "rigiralo" ai legittimi proprietari con "pagamento a parte" o detraendolo con chiara evidenza, dal debito dei singoli condomini. Per "chiara evidenza io intendo seguire il Principio del Divieto di Compensazione di Partite: un Provento deve essere evidenziato come tale ed un costo/spesa per la sua natura. In un Bilancio non puoi indicare il netto, senza dare alcuna spiegazione.
     
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  3. mogheghe

    mogheghe Membro Attivo

    l'energia venduta la Gse non viene fatturata al condominio; Il condominio è un produttore di energia; non credo abbia la facoltà di fatturare, ma riceve gli accrediti derivati dalla vendita direttamente nel c/c indicato nella convenzione
    Detto questo il condominio è formato dai proprietari e l'amministratore li rappresenta.
     
  4. Hug

    Hug Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Non 'fatturata', ma 'pagata', ad es. con accredito sul c/c!
     
  5. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Appunto. Bastava leggere:

    A pag 7 delll'articolo è scritto:

    Qualora l'impianto, con le caratteristiche in esame, venga realizzato da un condominio (es.: sul tetto dell'edificio), nella circolare n. 46/E del 2007 l’Agenzia ha chiarito che i proventi derivanti dalla vendita di energia costituiscono reddito da imputare direttamente ai singoli condomini in proporzione ai millesimi di proprietà. Tali somme possono assumere una diversa configurazione a seconda delle caratteristiche soggettive: - per i privati e per gli enti non commerciali, costituiscono redditi diversi; - per le persone fisiche o giuridiche imprenditori, costituiscono reddito d’impresa.

    --------------------------------------------------------------------------------

    Unico rilievo all'articolo, ma che non riguarda la presente discussione, potrebbe essere che è "datato". Mi riferisco alle osservazioni sulla "natura dell'impianto" ed il relativo trattamento ai fini catastali.

    Fra i tanti:

    Una estesa trattazione la si può ricavare da: Cerdef
    Documentazione Economica e Finanziaria - Ricerca prassi

    facendo la ricerca su "impianti fotovoltaici" nei documenti di prassi.
     
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  6. Hug

    Hug Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    I condòmini dove sono collocati?
     
  7. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non sono un commercialista, ma se ho inteso la tua domanda direi:
    1) .... nei rispettivi appartamenti (scherzando...:)) oppure più seriamente
    2) I condòmini possono essere sia persone fisiche che giuridiche; entrambe le categorie possono essere costituite da persone private o enti non commerciali, oppure da imprenditori.
    Quindi direi che
    le persone (fisiche o giuridiche) che non svolgono attività di impresa dichiareranno i proventi tra i redditi diversi. Quadro RL mi pare di ricordare.
    Chi invece si può qualificare come imprenditore (compresi i proprietari di impianti fotovoltaici su terreni adibiti allo scopo) li dichiareranno come reddito d'impresa.

    Non mi chiedere in questo ultimo caso in che quadro vanno....
     
  8. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non ci metto la mano sul fuoco, ma ad esempio un supermercato proprietario dell'immobile, che ponga il fotovoltaico sul tetto, dovrà includere i proventi da energia come reddito d'impresa.

    (Nei dintorni di Milano c'è un noto centro commerciale francese , la cui struttura architettonica è stata appositamente progettata in modo tale che i pannelli costituiscono la facciata e la copertura).

    Penso anche che la linea di demarcazione possa essere costituita dalla potenza complessiva installata: per potenze al di sotto dei 20kW difficile che questo reddito costituisca il reddito prevalente di una persona.
     
  9. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Una persona fisica non può mai essere un ente non commerciale.
    E l'ente può assumere la forma della fondazione o dell’associazione riconosciuta o senza personalità giuridica.
     
  10. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Credo che nonostante l'errore si capisse il senso: così come presumo (s.e.e.o.) che sotto la dicitura di ente, l'articolo potesse fare riferimento anche a società semplici che per loro natura sono persone giuridiche ma che non svolgono attività commerciale e non hanno p.IVA. Tipiche le società immobiliari di gestione di un bene immobile.
     
  11. meri56

    meri56 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Tanta discussione e poi la soluzione è lì, in due righe.
     
  12. mogheghe

    mogheghe Membro Attivo

    la soluzione.....
    il mio quesito originale era : il contributo GSE è ad appannaggio del proprietario o del conduttore. Poi si è divagato su come trattare il reddito derivante dalla vendita di energia.
     
  13. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Spetta al proprietario. (mezza riga)
     
  14. mogheghe

    mogheghe Membro Attivo

    è ufficiale o è il tuo pensiero?;)
    .....altre 10 pagine!
     
  15. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    .................. :^^:
     
  16. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    dal 1° gennaio 2009, lo "scambio sul posto" è ora così strutturato:
    a) l'utente conferisce tutta l'energia prodotta nel sistema elettrico gestito dal GSE;
    b) il GSE riceve l'energia e la vende sul mercato;
    c) l'utente acquisterà l'energia necessaria a coprire i propri fabbisogni presso l'impresa fornitrice (es.: Enel), pagandone il relativo corrispettivo;
    d) il GSE corrisponderà all'utente un contributo in conto scambio, per rimborsarlo del costo sostenuto per l'acquisto dell'energia, che non avrebbe dovuto sostenere nei limiti di quella autoprodotta. Tale contributo è quantificato in misura al valore risultate dalla differenza tra il valore dell'energia conferita e il valore dell'energia acquistata (entrambi al netto dell'IVA).
    Quindi se l’energia immessa in rete sarà superiore a quella acquistata il soggetto che ha sottoscritto il contratto di "scambio sul posto" maturerà un credito monetario chiamato contributo.
    I proventi del GSE, derivanti dalla vendita di energia in presenza di contratto di “scambio sul posto” , costituiscono reddito da imputare direttamente ai singoli condomini in proporzione ai millesimi di proprietà.
    Tali somme possono assumere la configurazione di "redditi diversi" per i privati e gli enti non commerciali, mentre costituiscono "reddito d'impresa" per le persone fisiche o giuridiche, imprenditori.

    A questo punto l' Amministratore farà due contratti: uno con il Gestore dell'elettricità per avere l'energia necessaria per il funzionamento delle parti comuni del condominio ed uno con il GSE per la vendita dell'energia prodotta con il fotovoltaico.
    Entrambi i contratti saranno intestati al condominio e le movimentazioni di denaro in entrata ed in uscita passeranno dal c/c condominiale.
    Nel resoconto del bilancio della gestione ordinaria del condominio ci sarà la partita del fornitore della elettricità nelle uscite, assieme alla partita dei pagamenti agli aventi diritto dei "redditi diversi" ed alle partite dei pagamenti degli altri fornitori, mentre la partita dell' acquisitore della elettricità sarà messa nelle entrate, assieme alle quote pagate dai condomini ed all'eventuale riscossione dell'affitto dell'appartamento condominiale.
    La quantificazione delle quote da versare per la gestione del condomino si fanno sull' ammontare delle spese; quindi non vedo dove possa essere nata la domanda del postante iniziale. Le entrate nate da "redditi diversi" dovrebbero essere accreditate ai condòmini in base alle quote mm di proprietà mediante bonifico o emissione di a/c .
    Certo che se il condominio deliberasse di impiegare le somme derivanti da "redditi diversi" per ridurre le singole quote condominiali questa scelta porterebbe l'amministratore ad emettere delle bollette più basse. Questo tuttavia non esimerebbe i proprietari dal dichiarare tali entrate perché l'amministratore manderebbe ogni fine anno una dichiarazione di quanto ogni condòmino ha incassato indirettamente.
    Nel caso di appartamenti dati in affitto, all’amministratore non spetta il provvedere a ripartire le spese tra condomino e inquilino, salvo che simile incarico gli sia stato affidato dal proprietario del bene (in tal caso l’incarico di ripartizione è tuttavia svincolato dal mandato ad amministrare, con la conseguenza che l’amministratore può richiedere un compenso ulteriore per tale attività). Quindi nel caso di affittanza il conduttore pagherà quello che si trova scritto nella bolletta.
     
    Ultima modifica: 1 Dicembre 2016
  17. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    1° paginata ....
    avanti la prossima

    p.s.: nel frattempo magari potrebbe tornare utile una rilettura degli adempimenti dell'amministratore: in particolare l'art. 1130bis.
    Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata ed uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio ......

    Dalle nostre parti ciò non si traduce in una sola riga che riporta la somma algebrica tra entrate ed uscite, senza l'evidenza delle varie partite.
     
  18. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    verissimo tanto è vero che non sposto neanche una virgola. Ma questo non significa che l'amministratore debba fare una bolletta particolare per i condòmini che hanno dato in affitto il loro appartamento.

    non mi sembra di aver detto ciò; tuttavia "dalle vostre parti" un amministratore ha diviso per 89 condomini, distribuiti su tre edifici con 3 scale ognuno, la condanna al risarcimento danni richiesti da un condomino (il 90°) per la installazione in esterno di un ascensore ad opera di solo 6 condòmini serviti da una sola scala.
     
  19. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non vorrei la mettessimo in caciara....:
    le abitudini degli amministratori non significano nulla, sia che siano abituati a gestire le u.i solo verso i proprietari, sia che riportino anche una suddivisione tra proprietari ed inquilini.

    Il condominio (nella figura dell'amministratore) non dovrà fare alcun bonifico ai proprietari singoli per accreditare le entrate dall'Enel.
    Basterà che riporti , tra le singole voci in conto proprietà, sia le uscite che le eventuali entrate: il proprietario sarà tenuto a corrispondere direttamente la somma algebrica di questa partita (conguaglio)

    Poi ci sono le spese sotto le partite Gestione: se negli accordi l'amministratore riscuote solo dai proprietari, questi salderanno questi conguagli di gestione: e presumo che avranno previsto sul contratto di locazione il rimborso da parte dei conduttori di queste voci; che documenteranno all'inquilino coi prospetti forniti dall'amministratore.

    Che poi ci sia un ulteriore accordo o consuetudine, per cui provvedono direttamente gli inquilini ad anticipare acconti e versare a saldo il conguaglio, non inficia il nocciolo della questione.

    Cioè alcune voci (entrate o uscite) sono convenzionalmente attribuite ai proprietari
    Altre (la gestione) sono riversate sugli inquilini

    Ciò a prescindere dalla responsabilità dei proprietari nei confronti del condominio, e degli obblighi del conduttore nei confronti del proprio locatore.

    A me sembra un principio di una linearità fuori discussione: poi nella pratica lo scambio fisico del denaro normalmente avviene solo sulla differenza, (tizio deve a caio 1000, caio deve a tizio 900, tizio darà a caio solo 100) ma ciò non significa che l'inquilino deve solo 100, cioè questa differenza.
     
  20. mogheghe

    mogheghe Membro Attivo

    "....quindi non vedo dove possa essere nata la domanda del postante iniziale. ...."

    su un forum dove si parla anche di viti e bulloni che si muovono all'interno di un condominio, ci sta anche che si possa porre una questione sul GSE sul riparto dell'eventuale introito se spetta al proprietario o al conduttore.
     
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