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  1. GEPPETTO

    GEPPETTO Nuovo Iscritto

    Da geppetto
    mi e' stato riferito, qualche tempo fa', che con decreto governativo sarebbe stata data la possibilita' di staccarsi da un impiano di riscaldamento centralizzato condominiale per rendere il proprio impianto di riscaldamento autonomo.
    Da allora non ho piu' saputo nulla in proposito.
    Qualcuno, per favore, mi puo' dare indicazioni per sapere come stanno le cose.
    Per quanto io sappia le disposizioni della legge 10/91 sono state
    superate dal decreto 311/2006 che attualmente vige.
    In emilia come e' la situazione?
    Grazie a chi vorra'/potra' rispondere!!!!
     
  2. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    sono interessata anch'io qualcuno ha notizie?
     
  3. Busolegna

    Busolegna Nuovo Iscritto

    Nel nostro palazzo ci siamo passati senza tra l'altro condomino sia riuscito a staccarsi: devi produrre una documentazione tecnica certificata che il distacco non arrechi danno e/o maggior spesa agli altri condomini, in ogni caso anche staccandosi dal centralizzato si dovranno corrispondere in ragione dei propri millesimi di riscaldamento le spese derivanti dal mancato rendimento dell'impianto termico e/o dispersioni termiche varie (c'è chi applica una quota forfettaria per esempio del 30%,c'è chi invece effettua calcoli un po' più complessi a seguito di rilevazioni termografiuche), inoltre mi sembra che vigano diversità applicative nel caso in cui ci fossero fiono a 4 o più unità locative.
    Non sono espertissimo nel settore ma spero di dare il la alla discussione.
     
  4. nuba

    nuba Nuovo Iscritto

    Io mi sono distaccata dall'impianto centrale, ed in base ad una sentenza del Tribunale non pago neanche un euro per le dispersioni termiche perchè la perizia del mio CTP, confermata anche da quella del CTU nominato dal Giudice, ha dimostrato che dal mio distacco non solo il Condominio non subiva danni e/o maggiori spese, ma addirittura andava a risparmiare.
    Va ricordato che se l'assemblea respinge la richiesta di distacco è nulla per violazione del diritto individuale del condòmino (che ovviamente continua a pagare le spese per la conservazione dell'impianto) sulla cosa comune.
    In barba ai signori del mio Condominio, che per partito preso hanno deliberato di respingere la mia richiesta ed in corso di causa (io ho poi impugnato l'assemblea), non solo hanno rifiutato la mia proposta di pagare il 25-30% della mia quota per il consumo del combustibile, ma hanno chiesto anche un supplemento di CTU con ulteriore aggravio di spesa.
    Purtroppo ogni caso è diverso dall'altro, e anche le sentenze dei Giudici spesso sono discordanti. Viva l'Italia!

    In barba agli altri condòmini
     
  5. mtr

    mtr Membro Attivo

    Non ne so molto di condominio e beghe relative.
    Ho sentito della questione delle spese comuni che vanno comunque corrisposte.
    Come già evidenziato, un abile avvocato può dirimere la questione a favore di colui che si distacca.

    Come Tecnico ti dico che assolutamente si che puoi renderti autonomo -con relativo riscaldamento a scelta- ma devi comunque chiamare -come minimo- un termotecnico per la nuova progettazione dell'impianto, meglio un ingegnere impiantista che ha approfondito tutti gli aspetti. Costui/ei saprà renderti anche il servizio di valutazione energetica in seno ad eventuali danni arrecati al condominio.
    Se spedni qualcosa PRIMA, puoi andare in assemblea con le spalle coperte a DIRE -non più CHIEDERE- che ti stacchi.
     
    A andrea57 piace questo elemento.
  6. GEPPETTO

    GEPPETTO Nuovo Iscritto

    DA GEPPETTO
    INNANZITUTTO RINGRAZIO QUANTI MI STANNO FORNENDO CONSIGLI E INFORMAZIONI SULLA QUESTIONE IN ARGOMENTO.
    TUTTAVIA MI RIMANE ANCORA IL DUBBIO DI COME SUPERARE QUANTO STABILITO DALLA DELIBERA DELLA G.R. dell'Emilia Romagna n. 1362 del 20 sett. 2010 ALLEGATO N. 2 punto 8 che così recita: "nel caso di cui al punto 3.1, lettera a)(NUOVE COSTRUZIONI...) del presente atto (vedasi delibera della G.R. Emilia Romagna n. 156 del 4 marzo 2008) nel caso di nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti, PER EDIFICI CON NUMERO DI U.I. SUPERIORI A 4,......omissis....., E' FATTO OBBLIGO IN SEDE PROGETTUALE DI PREVEDERE LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI TERMICI CENTRALIZZATI PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE.
    RISULTA PERTANTO, A MIO PARERE, EVIDENTE CHE L'INTENDIMENTO LEGISLATIVO, NELLA PARTE DI TESTO CITATA, VIGENTE TENDE AD IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI SINGOLI PER EDIFICI CON UN N.RO DI U.I. SUPERIORI A 4.
    NEL MIO CASO LE UNITA' IMMOBILIARI SONO 12, L'IMPIANTO E' CENTRALIZZATO SOLO PER IL RISCALDAMENTO MENTRE PER L'ACS OGNI APPARTAMENTO HA UNO SCALDABAGNO A FIAMMA LIBERA PROPRIO INSTALLATO NEL VANO CUCINA.
    UN TECNICO L'UFFICIO ENERGIA DELLA REGIONE E.R. tel. 051 - 5276569 mi ha risposto CHE, LA DEL. 1362 impedisce
    il distacco nonostante, gli avessi fatto notare che tutto l'impianto è ancronistico, inquinante e oneroso (vedasi impianto centralizzato per il riscaldamento e singolo per l'ACS).
    Anche il fare ULTERIORMENTE notare che con una unica caldaia a condensazione potrei sia scaldare casa sia produrre ACS non è servito.
    Mi ha risposto di leggere per bene la legge e capire se tra le sue righe vi può essere qualche scappatoi.
    Mi rivolgo pertanto a chi volesse darmi ancora consigli in proposito all'argomento.
    Grazie.
     
  7. nuba

    nuba Nuovo Iscritto

    Per quanto riguarda la normativa in materia di riscaldamento e di risparmio energetico, si è passati da una disciplina che incentivava il passaggio da impianto centralizzato ad autonomo ad una opposta e sempre più restrittiva.
    Si tratta, a mio parere, di interessi economici piuttosto che energetici e/o ambientali, ma tant’è.

    La legislazione regionale (anche se non conosco quella dell’Emilia Romagna) non può produrre norme in contrasto con la legislazione nazionale, pena la possibile pronuncia di incostituzionalità delle stesse (vedi D.P.R. 59/2009).
    Comunque nessuna norma legislativa prevede il divieto di staccarsi dagli impianti centralizzati di riscaldamento con più di quattro unità abitative.
    Il DPR sopra citato prevede semplicemente che gli edifici con più di 4 appartamenti dovranno PREDILIGERE il riscaldamento centralizzato, ma SENZA DIVIETI PER IMPIANTI AUTONOMI e dice testualmente PREFERIBILE e OVE TECNICAMENTE POSSIBILE.

    Ciò significa che in presenza di cause tecniche o di forza maggiore, accertate da un’apposita relazione termotecnica attestante anche la rispondenza dei progettati impianti autonomi alle prescrizioni sul contenimento dei consumi, ci si può staccare dall’impianto centralizzato di riscaldamento, anche se le unità abitative sono più di quattro.

    Questo perché nella vita non tutto è facile, ma, volendo, tutto è possibile!
     
  8. giacomo63

    giacomo63 Membro Junior

    ciao sono in una situazione simile ma dalla parte opposta e abito in lombardia, anche qui vige praticamente il divieto di passare da centralizzato ad autonomo, tra l'altro in questo caso devi considerare che non puoi richiedere la detrazione del 55%, non è solo la lombardia, il piemonte e l'emilia ma è anche Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 (G.U. n. 132 del 10 - 6 - 2009 )
    TESTO IN VIGORE DAL 25 GIUGNO 20099. In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita' abitative superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW,appartenenti alle categorie E1 ed E2, cosi' come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e' preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti; le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere ad eventuali interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unita' abitativa devono essere dichiarate nella relazione di cui al comma 25.
    leggitelo bene ciao
     
  9. babybar

    babybar Nuovo Iscritto

    ciao, vi spiego velocemente la mia situazione, abito in prov. torino (piemonte) in condominio di 42 unità, costruzione anni 70, centrale termica a gasolio, la caldaia è spompata e non c'è la fa più. io vorrei passare se si potesse risc. autonomo.

    vi sarei grato se mi deste una mano a trovare una via di fuga.

    Delibera Giunta Regione Piemonte 04/08/2009 n 46-11968: Stralcio di piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento e disposizioni attuative in materia di rendimento energetico nell'edilizia:

    1.4.9 Gli impianti termici installati in edifici di cui alla Scheda 1 con un numero di unità abitative superiore a 4 devono essere di tipo centralizzato e dotati di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità abitativa.

    grazie a tutti
     
  10. mtr

    mtr Membro Attivo

    Le cause tecniche possono essere invocate con sottile intelligenza, laddove si perviene alla dimostrazione che la modifica impiantistica a favore dell'autonomo permette un risparmio effettivo non realizzabile con tecnologia collettiva.
    Termotecnico esperto -o ingegnere, architetto, specializzati nel settore- risolve il problema.
     
  11. Dante De Simoni

    Dante De Simoni Nuovo Iscritto

    Bgiorno nuba,
    sarei molto interessato a visionare la sentenza, che può essere pubblicata eventualmente con la cancellazione dei nomi e degli indirizzi.
    Grazie
    Saluti
     
  12. nuba

    nuba Nuovo Iscritto

    ok, nei prossimi giorni la posterò
     
  13. babybar

    babybar Nuovo Iscritto

    ciao nuba, vedo che tu sei di torino, come me, mi potresti aiutare:

    Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 sopra citato prevede semplicemente che gli edifici con più di 4 appartamenti dovranno PREDILIGERE il riscaldamento centralizzato, ma SENZA DIVIETI PER IMPIANTI AUTONOMI e dice testualmente PREFERIBILE e OVE TECNICAMENTE POSSIBILE.

    adesso con la

    Delibera Giunta Regione Piemonte 04/08/2009 n 46-11968: Stralcio di piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento e disposizioni attuative in materia di rendimento energetico nell'edilizia:

    1.4.9 Gli impianti termici installati in edifici di cui alla Scheda 1 con un numero di unità abitative superiore a 4 devono essere di tipo centralizzato e dotati di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità abitativa.

    secondo te come posso svincolare la legge regionale con quella dello stato.

    sono in attese di suggerimenti

    grazie
     
  14. mtr

    mtr Membro Attivo

    Oltre a quanto ho già esposto in precedenza, ti dico che le leggi regionali generalmente restringono le possibilità, cioè rendono più restrititve le applicazioni normative.
    Fossi in te telefonerei direttamente all'ufficio preposto in Regione, chiedendo se l'applicaione della normativa regionale prevede 'eccezioni'.
     
  15. Dante De Simoni

    Dante De Simoni Nuovo Iscritto

    Questo è il sunto di quanto deliberato dalla Regione Emilia Romagna:

    Delibera dell’Assemblea Legislativa del 4 marzo 2008 , n.156
    “Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici.” (Pubblicata sul BUR n. 47 del 25/3/08).

    Progr. n. 156
    Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
    106^ seduta della VIII Legislatura - Estratto dal resoconto integrale della seduta antimeridiana del 4 marzo 2008.

    Oggetto n. 3124: Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici. (Proposta della Giunta regionale in data 16 novembre 2007, n. 1730)
    Prot. n. 5140
    Previa votazione palese, a maggioranza dei presenti,
    d e l i b e r a
    1. di approvare, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 20/2000 “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio”, e ai sensi degli artt. 2 e 25 della L.R. 26/04 “Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia”, lo schema di "Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici" allegato quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
    2. di pubblicare la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

    PARTE SECONDA Allegati – DEFINIZIONI
    interventi di ristrutturazione di un impianto termico: interventi rivolti a trasformare l'impianto termico mediante un insieme sistematico di opere che comportino la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione che di distribuzione del calore; rientrano in questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico centralizzato in impianti termici individuali e viceversa nonché la risistemazione impiantistica nelle singole unità immobiliari o parti di edificio in caso di installazione di un impianto termico individuale previo distacco dall'impianto termico centralizzato.

    5) In tutti gli edifici esistenti con un numero di unità immobiliari superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 ed E2, così come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, non possono essere realizzati interventi finalizzati alla trasformazione da impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unità immobiliare.
    D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 (1).
    Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della L. 9 gennaio 1991, n. 10 (2) (1/circ).
    3. Classificazione generale degli edifici per categorie.
    E.2 Edifici adibiti a uffici e assimilabili: pubblici o privati, indipendenti o contigui a costruzioni adibite anche ad attività industriali o artigianali, purché siano da tali costruzioni scorporabili agli effetti dell'isolamento termico;
     
  16. mtr

    mtr Membro Attivo

    Come volevasi dimostrare..
     
  17. nuba

    nuba Nuovo Iscritto

    babybarr, non posso che consigliarti di rivolgerti ad un bravo avvocato.
    la mia causa è iniziata nel 2007, quindi fortunatamente non ho dovuto sottostare alle delibere regionali successive.
    inoltre, mi sono staccata dall'impianto centralizzato per installare un termocamino a pellet, e per questo si è cercato di incentrare l'attenzione sul risparmio energetico e ambientale.
    oltretutto, anni addietro l'assemblea del Condominio mi aveva autorizzata ad installare una canna fumaria, salvo poi costringermi a fare causa.
     
  18. nuba

    nuba Nuovo Iscritto

    REBUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI TORINO
    Sezione I Civile
    ha pronunciato la seguente:
    SENTENZA
    nella causa proposta da: Sig. --- PARTE ATTRICE
    CONTRO
    Condominio ---
    PARTE CONVENUTA
    Oggetto: impugnazione delibera condominiale.

    Voglia l’On.le Tribunale, nel merito, previa declaratoria di sospensione delle deliberazioni impugnate con il presente atto, assunte nel corso dell’assemblea condominiale del --/--/2007, per i titoli dedotti in giudizio, dichiarare la nullità della delibera di diniego del distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato da parte del Sig. ---, adottata dall’assemblea del Condominio ---, in data ---.
    Con il favore delle spese, diritti ed onorari di giudizio, rimborso forfetario e spese successive occorrende.

    CONCLUSIONI di parte CONVENUTA:
    Piaccia al Tribunale Ill.mo
    Assolvere il Condominio --- dalle domande nei suoi confronti proposte
    Col favore delle spese

    MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE
    Quanto alla impugnazione della delibera con cui il CONDOMINIO ha negato all’odierno attore l’autorizzazione a distaccarsi dall’impianto comune di riscaldamento, occorre rilevare:

    1) che dall’espletata CTU è emerso:
    a) che l’odierno attore “… per operare il distacco dal proprio impianto non ha dovuto fare altro che interrompere il collegamento delle tubazioni verticali di mandata di ritorno con i rispettivi radiatori”;
    b) che “il distacco operato con le modalità sopra descritte, non comporta alcun danno, né conseguenze di alcun tipo alla funzionalità dell’impianto centralizzato”;
    c) che “dal distacco operato non conseguono aggravi di spesa a carico dei restanti utilizzatori, a condizione che continui la contribuzione da parte dell’odierno attore alle spese fisse di gestione”, contribuzione quest’ultima che nei propri atti conclusivi la difesa dell’odierno attore ha dichiarato non essere messa affatto in discussione;

    2) che pertanto tutte le argomentazioni poste dal CONDOMINIO convenuto a base della propria opposizione al distacco (possibili danni alla funzionalità dell’impianto, aggravio di spesa a carico degli altri condomini) sono smentite dalle risultanze peritali e sono pertanto infondate;

    3) che anche la giurisprudenza è pressoché unanime nel ritenere che la rinuncia unilaterale al riscaldamento condominiale, con conseguente distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, è legittima, senza necessità di autorizzazione o di approvazione degli altri condomini, laddove da tale distacco non derivino aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto né squilibri termici pregiudizievoli per la erogazione del servizio (Cass., 23481/2009; Cass., 24823/2008; Cass., 16365/2007; Cass., Sez. un., 4806/2005), per cui la delibera dell’assemblea condominiale che respinga la richiesta di autorizzazione al distacco, pur in presenza delle condizioni sopra indicate, è nulla per violazione del diritto individuale del condominio sulla cosa comune (v. Cass., 7518/2006).

    Per tutte le ragioni sopra esposte, quindi la delibera impugnata deve essere dichiarata nulla; né può indurre a diverse conclusioni quanto argomentato dalla difesa del CONDOMINIO in ordine a divieti normativi, anche contenuti in regolamenti comunali, applicabili alla fattispecie in esame, posto che tale allegazione, svolta dopo lo spirare delle preclusioni in merito e financo di quelle istruttorie, è inammissibile in quanto tardiva.

    Per quanto riguarda infine il regolamento tra le parti delle spese di CTU e di lite ritiene il Tribunale, conformemente al principio della soccombenza e conformemente a giustizia:
    a) che le spese dell’espletata CTU, come già provvisoriamente liquidate, debbano essere definitivamente poste a carico del CONDOMINIO convenuto;
    b) che le spese di lite debbano essere compensate tra le parti nella misura di …
    P.Q.M.
    Il Tribunale di Torino, Sezione I Civile
    Ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa,
    - Dichiara nulla la delibera condominiale di diniego di distacco di --- dall’impianto di riscaldamento centralizzato;
    - Pone le spese dell’espletata CTU, come già provvisoriamente liquidate , definitivamente a carico del CONDOMINIO convenuto;
    - Dichiara compensate tra le parti le spese di lite nella misura di …
    - Condanna il CONDOMINIO convenuto a rimborsare a --- € …

    Aggiunto dopo 1 :

    Corte di Cass., Sez. II, ordinanza del 22 marzo 2011, n. 6481

    Il condomino può legittimamente rinunziare all'uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall'impianto comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione da parte degli altri condomini, se prova che dalla sua rinunzia e dal distacco non derivano né un aggravio di spese per coloro che continuano a fruire del riscaldamento centralizzato, né uno squilibrio termico dell’intero edificio, pregiudizievole per la regolare erogazione del servizio.
    Soddisfatta tale condizione, egli è obbligato a pagare soltanto le spese di conservazione dell'impianto di riscaldamento centrale.
    Pertanto, la delibera assembleare che, pur in presenza di tali condizioni, respinga la richiesta di autorizzazione al distacco è nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune.
     

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