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  1. gorgiagorgia

    gorgiagorgia Nuovo Iscritto

    In un rogito tra persone fisiche di compravendita di un'abitazione il prezzo pattuito da riportare deve essere quello di mercato (più o meno) o è sufficiente che non sia inferiore alla rendita catastale?
    Esempio: supponiamo che la rendita catastale sia (prima casa) 500*115.5=57.500,00 e il valore di mercato (valore normale) 200,000,00 euro. Se sul rogito scriviamo 60/70.000,00 come prezzo pattuito, può scattare l'accertamento del fisco?

    Grazie!
     
  2. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Nel rogito è obbligatorio riportare il valore reale di vendita, cioè il valore al quale il bene è stato compravenduto.
    Inoltre nel caso acquisti da persone fisiche o società Non costruttrici, o società costruttrici che però abbiano dato la fine lavori dell'immobile da più di 4 anni, è facoltà dell'acquirente pagare le imposte sul valore catatstale.
    Nel caso da te esposto si dirà che il prezzo pattuito è di euro 200.000 indicando le varie modalità di pagamento, e si dirà pure che le imposte verranno calcolate su 57.500. In questo caso l'accertamento automatico dell'agenzie delle entrate non può scattare.
    Jrogin
     
  3. gorgiagorgia

    gorgiagorgia Nuovo Iscritto

    Sono perfettamente d'accordo. Io, però, volevo sapere un'altra cosa. A parte il valore di mercato (200.000 euro circa), se effettivamente io pattuisco 70.000 euro e questa è effettivamente la cifra versata (non c' nessuna occultazione!) può scattare l'accertamento del fisco? Insomma, quando la legge parla di prezzo pattuito intende prezzo di mercato o prezzo effettivamente contrattato e pagato? Il caso, per quanto possa apparire inverosimile, può verificarsi nella cessione di un'abitazione tra padre e figli o fra fratelli, quando non si voglia ricorrere alla donazione per evitare i futuri problemi che potrebbero sorgere.
    Grazie!
     
  4. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Non avevo capito bene la domanda.
    Con un recente adeguamento alla normativa europea, è sato abrogato il possibile accertamento automatico da parte dell'agenzia delle entrate quando il prezzo reale dichiarato in atto è inferiore al valore normale del bene determinato secondo i parametri dell'osservatorio immobiliare. Quindi con le recenti disposizioni puoi dichiarare il valore catastale rivalutato.
    Attenta però, che è mia opinione, nel caso da te esposto, che dichiarando come prezzo pattuito il valore catastale, seppur in maniera non automatica il fisco potrebbe interpretare come "elusione" per pagare meno imposte.
    Per quanto riguarda la donazione, concordo pienamente, di evitarla se possibile, perchè riduce notevolmente la futura commerciabilità del bene.
    Jrogin
     
  5. gorgiagorgia

    gorgiagorgia Nuovo Iscritto

    Grazie mille, Jrogin. Sei stato chiarissimo. Siccome vedo che sei molto informato, mi permetto di disturbarti ulteriormente, certo che il clima natalizio mi permetterà un eccesso di disponibilità da parte tua.
    Potrei avere gli estremi della normativa (europea e di adeguamento) alla quale tu fai riferimento? Potresti anche indicarmi il sito su cui posso trovarla?
    Ti ringrazio, con i più cari auguri di buone feste e sereno anno nuovo.
     
  6. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Forse non è esaustivo al 100%, ma invio allegato con interessante articolo relativo all'abrogazione dell'accertamento automatico in base al valore normale.
    Jrogin (alias Giuseppe Nigro)

     
  7. Rosy De Crescenzo

    Rosy De Crescenzo Nuovo Iscritto

    Ciao, assolutamente il prezzo che deve essere indicato nel rogito è quello reale della compravendita e non ci sono motivi per cui dichiarare meno in atto. Primo perchè le imposte si pagano sul valore della rendita catastale, secondo perchè non esiste più l'invim, per cui acquirente e venditore non hanno alcun motivo per non dichiarare il reale prezzo......a meno che trattasi di vendita effettuata entro i cinque anni e che genera plusvalenza!!!!!!!!!!!!Ma in questo caso l'acquirente, che paga le imposte sulla rendita catastale non permetterebbe ad un venditore di dichiarare meno se lui non ha interesse a farlo..........anche perchè se per caso l'acquirente ha chiesto un mutuo non può certo dichiarare meno del valore di perizia!!
    Se poi i due si conoscono e decidono di dichiarare meno per motivi che non ci è dato di sapere e poi movimentano più denaro di quanto dichiarato...potrebbero incorrere comunque ad un bell'accertamento!!
    Ciao
    Rosy
     

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