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#1
In caso di separazione in comunione dei beni, la casa di proprietà spetta di diritto alla moglie con il figlioletto, le spese condominiali e di riscaldamento sono solo a carico della moglie che usufruisce dell'alloggio?
Inoltre, la moglie può far trasferire con lei e il figlio nell'appartamento i genitori che abitano in alloggio in affitto oppure questo compromette il suo diritto di rimanere nell'alloggio?
Nel caso la moglie nonostante la casa venga assegnata a lei e al figlio, vivesse saltuariamente nell'appartamento, può venirgli revocata l'assegnazione a favore del marito?
 

Gianco

Membro Storico
#2
Le spese dell'abitazione sono a carico del conduttore. A casa sua uno può fare entrare ed ospitare chi vuole. Evidentemente gli abitanti non devono eccedere a quelli che l'immobile può ospitare. Infine, quella deve essere la sua abitazione abituale, se prevalentemente utilizzasse un'altro domicilio per lunghi periodi e rientrasse a casa ogni tanto, si potrebbe supporre che detto immobile non le sia necessario.
 
#3
L'assegnazione della casa familiare in sede di separazione viene disciplinata dall'art. 337 sexies c.c. il quale prevede che "il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli". Il suddetto articolo stabilisce altresì che "il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare"; il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili ai terzi ai senso dell'art. 2643". In sede di divorzio simile disciplina è dettata dall'art. 6 legge 1970 n. 898.
Per rispondere alle tue domande:
In caso di separazione in comunione dei beni, la casa di proprietà spetta di diritto alla moglie con il figlioletto
In caso di separazione, ma anche di divorzio, la proprietà rimane al 50% tra i due coniugi questo perché la proprietà è in forma indistinta.
Non confondere la proprietà con l'assegnazione del diritto di abitazione: quest'ultimo, generalmente, in caso di separazione viene assegnato al coniuge più debole; e, se ci sono figli nati dal matrimonio, la casa viene assegnata a chi ha l'affido prevalente dei figli.
Però se la casa fosse composta da due ingressi, almeno due bagni e con un numero congruo di stanze, su istanza di uno dei due coniugi si potrebbe provvedere alla divisione della comunione per cui ognuno dei due coniugi risulterebbe proprietario al 100% di una unità immobiliare. Chiaramente rimanere vicini di casa dopo una separazione, e successivamente di un probabile divorzio, può essere imbarazzante per cui uno dei due proprietari può vendere la sua abitazione nata dalla divsione ed andare a vivere altrove.
le spese condominiali e di riscaldamento sono solo a carico della moglie che usufruisce dell'alloggio?
direi di si. Se la moglie non avesse una forma autonoma di sostentamento il marito, oltre a passare la quota di mantenimento dei figli, dovrà versare anche il mantenimento per la moglie. Con quei soldi, la moglie, deve far quadrare il bilancio famigliare; se non ce la fa dovrà cercarsi un lavoro o rivolgersi agli assistenti sociali: l'assegno di mantenimento vengono calcolati anche in funzione del reddito del marito.
la moglie può far trasferire con lei e il figlio nell'appartamento i genitori che abitano in alloggio in affitto oppure questo compromette il suo diritto di rimanere nell'alloggio?
al coniuge separato/divorziato, vengono applicati gli stessi diritti del coniuge superstite (vedovo/a) per quanto riguarda il diritto di abitazione della casa famigliare, che gli consente l'uso per sé, i suoi figli ed i suoi famigliari. Tieni presente che il diritto di uso è un diritto di godimento personale: morto l'avente diritto, o cessato il diritto, il diritto si estingue; figli e parenti devono lasciare l'appartamento al/ai proprietario/proprietari.
Nel caso la moglie nonostante la casa venga assegnata a lei e al figlio, vivesse saltuariamente nell'appartamento, può venirgli revocata l'assegnazione a favore del marito?
ti ho già risposto.
 
#4
con l'assegnazione del diritto di abitazione
Penso che non possa trattarsi di un diritto di abitazione, se così fosse l'altro coniuge, proprietario al 50%, diverrebbe nudo proprietario e l'immobile dovrebbe essere dichiarato nella denuncia dei redditi dal solo coniuge assegnatario.
E' stato chiarito che ai soli fini dell'IMU l'assegnazione è equiparata al diritto di abitazione, ai fini IRPEF no.
 

basty

Membro Storico
#5
Penso che non possa trattarsi di un diritto di abitazione, se così fosse l'altro coniuge, proprietario al 50%, diverrebbe nudo proprietario e l'immobile dovrebbe essere dichiarato nella denuncia dei redditi dal solo coniuge assegnatario.
E' stato chiarito che ai soli fini dell'IMU l'assegnazione è equiparata al diritto di abitazione, ai fini IRPEF no.
È stato chiarito da chi?
Ohps: avevo frainteso, ti riferisci solo ai casi di assegnazione, non al tradizionale diritto di abitazione del coniuge vedovo
 
Ultima modifica:
#9
Leggiamo anche questo al punto 3, si tratta della circolare n. 17 del 2006 dell'Agenzia Delle Entrate.
http://www.espertorisponde.ilsole24...042012/20120402/PRASSI/CIRC_AGEN_17E_2006.pdf
la Corte di Cassazione ha affermato che “il provvedimento di assegnazione della casa coniugale ad uno dei coniugi all'esito del procedimento di separazione personale (o di divorzio), non è idoneo a costituire un diritto reale d'uso o di abitazione a favore dell'assegnatario, ma solo un diritto di natura personale, essendo i modi di costituzione di questi ultimi tassativamente ed espressamente previsti dalla legge e non rientrando tra essi un provvedimento del genere” (Cass., Sez. I civile, 19 settembre 2005, n. 18476; Cass., 8 aprile 2003, n. 5455; Cass., Sez. Unite Civili, 26 luglio 2002, n. 11096; Cass., Sez. II civile, 18 agosto 1997, n. 7680; Cass., Sez. I civile, 2 aprile 1992, n. 4016).
 
Ultima modifica:
#10
Sul obbligo del figlio di lasciare l'abitazione "avrei" qualche perplessità.
da:Separazione: l’assegnazione della casa coniugale
"Il giudice può decidere sull’assegnazione della casa se la coppia abbia figli minori o, se maggiorenni, non ancora autosufficienti e conviventi con i genitori.
In una famiglia dove i figli sono adulti o hanno una loro autonoma e distinta residenza, il tribunale non può decidere sull’assegnazione della casa che resta al suo proprietario.
Lo stesso vale per le coppie che non hanno avuto figli.
In simili ipotesi, la casa di proprietà di uno dei due coniugi resta allo stesso, mentre la casa in comproprietà va divisa."


la Corte di Cassazione ha affermato che “il provvedimento di assegnazione della casa coniugale ad uno dei coniugi all'esito del procedimento di separazione personale (o di divorzio), non è idoneo a costituire un diritto reale d'uso o di abitazione a favore dell'assegnatario, ma solo un diritto di natura personale
Questo è scritto nelle prime righe del collegamento che ho postato
Quando il giudice deve procedere all’ assegnazione della casa, non ne trasferisce la proprietà, che resta in capo al precedente titolare, ma il relativo diritto di abitazione.
La conseguenza è che i poteri del proprietario saranno molto ridotti, non potendo costui né abitare né utilizzare l’immobile come vuole.
Se ha contratto un mutuo ed è pendente in banca dovrà continuare a pagare le rate, evitando all’ex di dovere subire il pignoramento e lo sfratto.
Che si mettessero d'accordo giornalisti e praticanti avvocato.
In ogni caso la domanda era chi paga le spese condominiali?
 

Dimaraz

Membro Storico
#11
Il giudice può decidere sull’assegnazione della casa...
Non mi hai compreso.
Trovo discutibile l'affermazione che i figli debbano lasciare la casa se muore il coniuge cui era stata assegnata.
È un controsenso...la casa viene assegnata proprio perché sono i figli che debbono restare a viverci... casomai alla morte del coniuge affidatario sarà logico che i figli rimangano nella casa con il genitore superstite.
 
#13
alla morte del coniuge affidatario sarà logico che i figli rimangano nella casa con il genitore superstite.
sai detto così come lo scrivi tu sembrerebbe che i figli indipendentemente dalla loro età e dalla loro condizione sociale abbiano il diritto di continuare a vivere nella casa assegnata alla propria madre.
Invece, come riportato nelle righe successive di quanto ho postato, in caso di separazione e di proprietà esclusiva di uno solo dei due coniugi, la casa viene affidata al coniuge al quale il giudice assegna l'affido prevalente dei figli minori o maggiorenni non ancora autosufficienti. Mi sembra ovvio, e quindi non ci sia la necessità di rimarcare che se il genitore affidatario dovesse morire i figli minori e quelli maggiorenni non ancora autosufficienti possano e debbano rimanere nella casa, anche se non si sa chi debba provvedere a loro. Se fosse l'altro coniuge, mi sembra logico che questo signore rientri nella sua proprietà, anche se accompagnato dalla nuova famiglia che nel frattempo si è creato, perché l'uso della ex casa familiare (o diritto di abitazione) è concesso al coniuge e non hai figli. Altrimenti il giudice dovrebbe affidare la casa congiuntamente al coniuge ed ai suoi figli.
Secondo te i figli di 28/30 anni che non hanno ancora trovato una sistemazione lavorativa stabile hanno il diritto di stare da soli nella casa di proprietà del genitore separato superstite, che gli deve pagare magari anche le spese condominiali ed il mantenimento? oppure è il caso che coabitino con il genitore?
 

Dimaraz

Membro Storico
#14
sai detto così come lo scrivi tu sembrerebbe che i figli indipendentemente dalla loro età
Devi rileggere il punto che contestavo e non supporre cose che non ho mai scritto.
È talmente ovvio che non gli spetta il diritto di vivere in eterno nella casa che non serviva lo spiegassi.
Ma di certo non devono abbandonare la casa alla morte del genitore.
Tieni presente che morta la madre diventano pure loro proprietaribin quanto eredi.
 
#16
Tieni presente che morta la madre diventano pure loro proprietaribin quanto eredi.
però si era sempre parlato di casa di proprietà al 100% dell'altro coniuge quindi se il padre è ancora vivo i figli ereditano i beni della madre tranne il diritto d'uso che è personale e si estingue con la morte. Se la casa coniugale fosse in comproprietà tra i coniugi il problema dell'assegnazione della casa, in caso di separazione con figli minori, non si pone neanche.
 

Dimaraz

Membro Storico
#17
però si era sempre parlato di casa di proprietà al 100% dell'altro coniuge
???
Non mi pare.

In caso di separazione in comunione dei beni
Se la casa coniugale fosse in comproprietà tra i coniugi il problema dell'assegnazione della casa, in caso di separazione con figli minori, non si pone neanche
Non si pone in ogni caso...la casa segue i figli.
 

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Salve,dal 20 settembre 2017 sono venuto ad abitare con una famiglia a cui ho prestato la mia opera di badante per un loro cugino gravemente ammalato, che è deceduto dopo un mese,la famiglia di sua spontanea volontà mi fece la proposta di rimanere a vivere con loro fin quando non avrei trovato un'altra lavoro ma non mi avrebbero pagato per dare una mano in casa,mi dovevo accontentare di vitto e alloggio
moralista ha scritto sul profilo di luciano155.
ma non c'è neanche il profilo di luciano155
tanti auguri a tutti buone feste e tante belle cose lella
anche x marinarita grazie della comprensione ...comunque c'e' legge nuova x tutelare proprietari case ….noi alla fine da 1 giugno 2013 a 7 luglio 2017 mai pagato affitto 4 anni piu' spese tribunale avvocati tasse ...ecc. se pagava onestamente l'affitto tutti i mesi non sarebbe in questa situazione le lasciano meta' stipendio….tanti anni ...non so se ne valeva la pena non pagare l'affitto ….giustizia e' fatta
x uva ---finalmente finita con sentenza tribunale milano dato che la nostra inquilina aveva fatto 2 finanziarie …???? il 29 novmbre tribunale milano ci ha messo primi creditori sul quinto dello stipendio ...tutto specificato debiti avvocato 4 anni affitto mai pagato ….la tipa si e' presentata urlando ...la giudice ci ha inserito primi creditori prenderemo tutto da subito con quinto dello stipendo .finita bene kiss
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