Gianco

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Essendo intenzionato a vendere deve cederla a chi ha diritto di prelazione. Per cui se sono più d'uno, questi acquisteranno una quota uguale della quota in vendita.
 
J

JERRY48

Ospite
La comunione ereditaria
Quando il patrimonio del defunto fa capo a più eredi contemporaneamente, si ha la cosiddetta comunione ereditaria. A differenza di quella ordinaria, l’ereditaria presenta delle particolarilimitazioni imposte dalla legge in caso di vendita da parte di un coerede della propria quota. Egli è obbligato a interpellare per primi gli altri coeredi e, a parità di prezzo, preferirli rispetto agli estranei. Essi godono del cosiddetto "diritto di prelazione": se il coerede non ottempera a tale obbligo - ossia vende la propria porzione di eredità senza notificare la proposta di vendita agli altri coeredi - questi possono riscattare la quota dall'acquirente.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
caro @JERRY48 qua la discussione si è incernierata sulla alienazione all'interno dei coeredi. Nessuno mette in dubbio quello che hai scritto. Gianco sostiene la obbligatorietà della spartizione in parti uguali tra tutti i coeredi della quota che un coerede vuole alienare. 1Giggi1 sostiene che tra coeredi il passaggio di quota è libero. Io sono dello stesso parere di 1Giggi1 perché bisogna anche rispettare le volontà dei coinvolti: uno può non essere interessato a vedere ampliato la sua partecipazione nella comproprietà perché non ha soldi; un altro può volere vendere la sua parte ad un preciso coerede per un motivo affettivo.
 

Gianco

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Professionista
Criscuolo, io sostengo che la quota in vendita deve essere ripartita fra i soli coeredi dello stesso dante causa che abbiano manifestato interesse. Per cui quello non interessato non è assolutamente obbligato ad acquistare.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Per cui quello non interessato non è assolutamente obbligato ad acquistare.
Va bene; e se uno dei coeredi è più interessato degli altri ed è disposto a pagare la quota in vendita più degli altri perché non può averla? Non capisco questa solidità nella suddivisione in parti uguali fra gli intenzionalmente interessati.
Praticamente 5 coeredi: uno mette in vendita la sua parte perché vuole monetizzare la proprietà; uno non è interessato perché non ha soldi; gli altri 3 sono interessati ma solo per non fare entrare estranei nella proprietà ed anche perché l'esborso finanziario per acquisate 1/3 della parte in vendita non è elevato; ma uno dei 3 più degli altri due, anche perché dispone di capacità finanziare, è disposto a rilevare l'intera parte in vendita; tu gli vuoi negare questa possibilità? Su quale norma di legge?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
L'ipotesi che poni è diversa, perché nel momento in cui uno dei coeredi offre di più e gli altri si ritirano, il problema è risolto automaticamente. Gli altri dovranno dichiarare di non essere interessati a quelle condizioni, ovvero il venditore deve fare trascorrere i termini, che se non ricordo male è di 60 gg. Il problema non esiste se si parla di donazione o permuta che sono legati a quel beneficiario o contraente.
 
J

JERRY48

Ospite
L'art. 764, precisa che la divisione è possibile anche quando vi sia stato un qualsiasi altro atto che abbia per effetto di far cessare tra i coeredi la comunione dei beni ereditari.
In altre parole può darsi che i coeredi invece di procedere alla divisone, abbiano compiuto degli atti con i quali si giunga allo stesso risultato della divisone ereditaria, come, ad esempio, la cessione di quote tra coeredi. La rescissione sarà quindi possibile anche in questo caso.
A mio parere, ciascun erede è libero di vendere e quindi favorire qualsiasi altro coerede, senza che ci sia diritto di prelazione.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
io sostengo che la quota in vendita deve essere ripartita fra i soli coeredi dello stesso dante causa che abbiano manifestato interesse
Ma leggere 'sto benedetto art. 732 c.c. pare brutto? Non esiste prelazione se il coerede Tizio vende la sua quota al coerede Caio. Potrebbe liberamente venderla a Caio anche se un altro coerede Sempronio sarebbe stato disposto a pagarla il doppio. Caio non era tenuto a notificare la proposta di alienazione agli altri coeredi e questi non hanno diritto di riscatto.
 
Ultima modifica:

salves

Membro Assiduo
Professionista
Che ben venga il dialogo circa il diritto di prelazione ma prospero aveva chiesto,

2) vorrei vendere la mia quota a mio fratello (coerede): ha lui diritto di prelazione rispetto al conduttore dell’immobile ? o il conduttore potrebbe reclamare il diritto di prelazione ?

adesso secondo me il conduttore non ha diritto di prelazione, perche la vendita avviene tra coeredi.
 

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