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Gianco

Membro Storico
Professionista
e dubito che un eventuale originaria classificazione in A4 venga mantenuta nella risposta.
Hai perfettamente ragione! Non avevo considerato dell'adeguamento dovuto ad una categoria e classe, datata. Ritenevo che l'immobile fosse recente. Comunque, tu giustamente ricordavi, che io in un'altra occasione parlavo di 1/10 ma mi riferivo al valore dell'area cortilizia, priva di volumetria, nella compravendita, rispetto al valore dell'area edificabile.
 

griz

Membro Storico
Professionista
l'area esterna adibita a giardino pertinenziale non mi risulta abbia un riscontro nella consistenza ma sicuramente nella classe, per avere un'idea se la rendita possa ridursi si può fare una simulazione nel programma DOCFA, questo potrebbe anche essere forzato imponendo una classe inferiore salvo che poi l'ufficio collaudi la pratica rialzando la rendita
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
È mi pare comunque alquanto raro che il catasto rettifichi in diminuzione una vecchia rendita
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Ripeto: il termine di un anno ha natura meramente ordinatoria.
L'amministrazione finanziaria non decade dall'esercizio del potere di rettifica, anche dopo tale termine.
Ripeto e dimostro quanto appare in due differenti visure:
1 - Immobile 1: Annotazione: classamento e rendita non rettificati entro dodici mesi dalla data di iscrizione in atti della dichiarazione (d.m. 701/94)
2 - Annotazioni classamento proposto con decorsi i termini di cui all'art 1 comma3 (D.M. 701/94).
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Sarai esperto di legislatura, ma rispetta anche la professionalità altrui. Poi sei libero di pensarla come vuoi, sebbene le norme non siano quelle che tu ritieni.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
rispetta anche la professionalità altrui
Io rispetto la giurisprudenza della Corte di cassazione, che con l'ordinanza del 6/9/2017, n. 20823 ha cassato una sentenza della CTR di Venezia, favorevole al contribuente, affermando che il termine annuale di cui all’art. 1, comma 3, del decreto del Min. Finanze del 19/04/1994, n. 701, non è perentorio, ma meramente ordinatorio, e che pertanto "La procedura DOCFA consente al proprietario dell’immobile di proporne la rendita in modo da accelerare formazione e aggiornamento del catasto, ma non comprime in alcun modo il potere di rettifica dell’ufficio". Come già statuito in pronunce precedenti: 6411/2014, 7392 e 7380 del 2011, 14818/2010, 21139/2009, 22230/2008 e 16824/2006.
sebbene le norme non siano quelle che tu ritieni.
Io, come il giudice delle leggi, ritengo che la "norma" è di natura regolamentare. Un limite temporale alla modificazione o all’aggiornamento delle rendite catastali è incompatibile con le norme primarie in materia.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Io e l'agenzia delle Entrate ci riteniamo in torto. A me ne hai dato la dimostrazione e chissà quando l'Ente Pubblico si adeguerà anche nelle sue enunciazioni ufficiali?
 

moralista

Membro Senior
Professionista
La maggioranza delle rendite catastali sono datate, e in tante variazione catastali eseguite sono state richieste aumenti delle rendite e solo con la presentazione zonale e con ricorso all'Agenzia del Territorio sono riuscito a ricuperare le vecchia rendita
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
La maggioranza delle rendite catastali sono datate, e in tante variazione catastali eseguite sono state richieste aumenti delle rendite e solo con la presentazione zonale e con ricorso all'Agenzia del Territorio sono riuscito a ricuperare le vecchia rendita
Tu ti riferisci ad accatastamenti d'annata, soggetti a verifiche periodiche. Nel nostro caso si tratta di denunce di immobili nuovi o variati per i quali viene proposta la rendita catastale con la procedura DocFa e per la quale l'ufficio, da quanto certifica, si riserva un anno di tempo per eventualmente rettificare. @Nemesis ha dimostrato che così non è.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Sono andato a leggermi l'articolo della legge citata da @Nemesis e lo riporto:
"3. Tale rendita rimane negli atti catastali come "rendita proposta" fino a quando l'ufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, e comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, alla determinazione della rendita catastale definitiva." Poi prosegue: "E' facolta' dell'amministra-zione finanziaria di verificare, ai sensi dell'art. 4, comma 21, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17, le caratteristiche degli immobili oggetto delle dichiarazioni di cui al comma 1 ed eventualmente modificarne le risultanze censuarie iscritte in catasto. Per il primo biennio di applicazione delle suddette disposizioni, il predetto termine e' fissato in ventiquattro mesi, a partire dalla data fissata dal provvedimento indicato al comma 1.
Pertanto, viene confermato il termine di 12 mesi e solo dopo una verifica delle caratteristiche, quindi a seguito di sopralluogo, si riserva di rettificare la rendita precedentemente accertata in automatico.
 

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rpi
Buonasera, un fondo parte magazzino e parte garage è stato adibito ad abitazione, tramite CILA, avendo denunciato l'abuso al comune, questo ci ha dato ragione mantenendo le originarie categorie C/6 e C/2. Nonostante ciò il proprietario lo ha affittato ad una famiglia. A chi dobbiamo rivolgerci, Vigili urbani o denunciare il proprietario alla Magistratura?. Grazie, cordiali saluti.
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