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Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
ma è una area privata asservita ad uso pubblico
ti posto una immagine presa da google: la linea rossa rappresenta l'allineamento dei lotti per consentire la costruzione della strada. La linea gialla rappresenta uno stangone che delimita la pavimentazione in prossimità delle tre luci rifatta qualche anno fa. Lo stangone non è stato messo al limite della proprietà condominiale con la strada pubblica, ne tanto meno alla estremità libera dei muri che delimitano lateralmente la proprietà condominiale; lo stangone non è parallelo al limite con la strada pubblica ne con la facciata del condominio (sono state misurate le diagonali dagli spigoli della facciata e c'è una differenza di 22 cm). Non ci sono marciapiedi e l'area è a raso con il piano strada ma sembra incontestabile il fatto che questa area sia a disposizione degli esercenti i tre negozi e di conseguenza anche dei clienti dei negozi, negozi che poi nel tempo sono diventati un locale unico e convertito in officina.
 

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Daniele 78

Membro Storico
Professionista
ti posto una immagine presa da google: la linea rossa rappresenta l'allineamento dei lotti per consentire la costruzione della strada. La linea gialla rappresenta uno stangone che delimita la pavimentazione in prossimità delle tre luci rifatta qualche anno fa. Lo stangone non è stato messo al limite della proprietà condominiale con la strada pubblica, ne tanto meno alla estremità libera dei muri che delimitano lateralmente la proprietà condominiale; lo stangone non è parallelo al limite con la strada pubblica ne con la facciata del condominio (sono state misurate le diagonali dagli spigoli della facciata e c'è una differenza di 22 cm). Non ci sono marciapiedi e l'area è a raso con il piano strada ma sembra incontestabile il fatto che questa area sia a disposizione degli esercenti i tre negozi e di conseguenza anche dei clienti dei negozi, negozi che poi nel tempo sono diventati un locale unico e convertito in officina.
Ok Luigi, ma il fatto che possa esserci o meno un asservimento non dipende dalla presenza o meno di avere un area a raso o non parallela dipende dal fatto che esista un documento che ne approvi l’esistenza (atto notarile).
Ti dico questo unicamente perché utilizzando “area condominiale ad uso pubblico” è quell’uso pubblico il problema.
Ossia un area condominiale è già comune a tutte le proprietà condominiali, ma se tu ci aggiungi “ad uso pubblico” quell’area non può essere recintata, ne venduta o divisa...perché è comune a tutti e non solo a quello del condominio; per cui non potreste mettere neanche dissuasori vari altrimenti “l’uso pubblico” verrebbe a decadere!
Ti dico così perché da noi ormai tutte le aree antistanti i condomini sono condominiali (quindi di proprietà privata condominiale) ma “asservite all’uso pubblico”, quindi tali aree non possono essere recintate e non puoi mettere sbarre o dissuasori per parcheggio altrimenti verrebbe meno il vincolo ad “uso pubblico”!
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
il fatto che possa esserci o meno un asservimento non dipende dalla presenza o meno di avere un area a raso o non parallela dipende dal fatto che esista un documento che ne approvi l’esistenza (atto notarile).
francamente nei documenti in atti non c'è alcun atto notarile che stabilisca l'uso pubblico di tale area. Il fatto è che il luogo dove c'è questa contesa è una borgata nata spontaneamente prima della seconda guerra mondiale, sviluppatasi allo stato attuale immediatamente dopo la guerra fino all'esaurimento del terreno costruibile, esaurimento avvenuto ai primi degli anni '70.
I litiganti non hanno neanche fornito i progetti consegnati per avere il PdC; sul progetto ci dovrebbe essere scritto la destinazione d'uso di questa area libera fronte strada. Il fatto che sia stata asfaltata dal comune anche la porzione di area privata al di qua della linea rossa, mi ha indotto a supporre che si tratti di una area privata aperta al pubblico. Nella prima foto che ho postato la situazione asfalti si vede meglio.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Se il comune ha asfaltato il piazzale non solo tra la linea rossa e gialla ma anche oltre la gialla, è da supporre che il comune la consideri area pubblica. Nella mappa comunale come è considerata l’area? Suolo pubblico o graffata al condominio?
da noi ormai tutte le aree antistanti i condomini sono condominiali (quindi di proprietà privata condominiale) ma “asservite all’uso pubblico”,
confermo, ma direi “quasi tutte” . Sicuramente ciò vale per costruzioni abbastanza recenti. Ma so di un caso, anni ‘70, prov. di To, dove i documenti presentano la scritta “area non dismessa” . In questo caso il comune non ha mai manutenuto la pavimentazione limitandosi alla striscia di marciapiede adiacente e parallela
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
francamente nei documenti in atti non c'è alcun atto notarile che stabilisca l'uso pubblico di tale area. Il fatto è che il luogo dove c'è questa contesa è una borgata nata spontaneamente prima della seconda guerra mondiale, sviluppatasi allo stato attuale immediatamente dopo la guerra fino all'esaurimento del terreno costruibile avvenuto ai primi degli anni '70.
I litiganti non hanno neanche fornito i progetti consegnati per avere il PdC; sul progetto ci dovrebbe essere scritto la destinazione d'uso di questa area libera fronte strada. Il fatto che sia stata asfaltata dal comune anche la porzione di area privata al di qua della linea rossa, mi ha indotto a supporre che si tratti di una area privata aperta al pubblico. Nella prima foto che ho postato la situazione asfalti si vede meglio.
Ok scusa ma avendo trovato “ad uso pubblico” nella tua descrizione mi sono soffermato su tali informazioni!
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Il fatto che sia stata asfaltata dal comune anche la porzione di area privata al di qua della linea rossa, mi ha indotto a supporre che si tratti di una area privata aperta al pubblico.
L'asfaltatura (uniforme/contemporanea alla strada/via pubblica) non è elemento probante di chi l'abbia ordinata ne tantomeno di eventuali vincoli "pubblici".

Spesso e volentieri (quantomeno anni fa) i proprietari di aree "a raso" sfruttano la coincidenza di una ditta che asfalta la pubblica via per "rivestire" anche la propria area.

Non ci sono marciapiedi e l'area è a raso con il piano strada ma sembra incontestabile il fatto che questa area sia a disposizione degli esercenti i tre negozi e di conseguenza anche dei clienti dei negozi, negozi che poi nel tempo sono diventati un locale unico e convertito in officina.
Se già non precisata una proprietà/uso esclusivo negli atti...il titolare dell'officina potrebbe verificare l'eventualità di una Usucapione ormai avvenuta.

Fintanto che la cosa non viene "definita" il transito è consentito a chiunque ma non la sosta/parcheggio tanto meno per lavori di officina.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
francamente nei documenti in atti non c'è alcun atto notarile che stabilisca l'uso pubblico di tale area. Il fatto è che il luogo dove c'è questa contesa è una borgata nata spontaneamente prima della seconda guerra mondiale, sviluppatasi allo stato attuale immediatamente dopo la guerra fino all'esaurimento del terreno costruibile, esaurimento avvenuto ai primi degli anni '70.
I litiganti non hanno neanche fornito i progetti consegnati per avere il PdC; sul progetto ci dovrebbe essere scritto la destinazione d'uso di questa area libera fronte strada. Il fatto che sia stata asfaltata dal comune anche la porzione di area privata al di qua della linea rossa, mi ha indotto a supporre che si tratti di una area privata aperta al pubblico. Nella prima foto che ho postato la situazione asfalti si vede meglio.
Tieni conto che la prima legge urbanistica (quella del 42) imponeva dei permessi per tutti gli immobili NEL CENTRO ABITATO, ma FUORI dal Centro Abitato non era obbligatoria, ora immagino una borgata nata in quel periodo sicuramente ai tempi era FUORI centro abitato, ma crescendo e crescendo quella borgata sia stata assorbita dal Centro Cittadino!
Pensa che solo dal 1 settembre del 67 (con la Legge Ponte) esiste l’obbligo di permessi edilizi su tutto il territorio nazionale.
Sono proprio queste stratificazioni normative con indirizzi opposti, che hanno causato (non solo a Roma) un sacco di problematiche sugli edifici!
 

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