griz

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avallo l'interpretazione di Gianco ma viene una domanda: il vicino apre la finestra e arieggia il bagno attraverso casa tua?
mi viene da ridere :^^:
 

Dimaraz

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Proprietario Casa
Se la costruzione risale al 2013 il diritto del vicino a tenersi la finestra non è usucapito

Nulla rileva la "Usucapione" in quanto la finestra era preesistente alla costruzione della casa poi acquistata da @Cassandra66 .
Non è chiaro se la stessa abbia acquistato dal vicino ma in ogni caso dubito si possa imputare un "abuso" visto che su tutto i lato esistevano finestre.

dovrebbe rispettare le distanze previste nel piano urbanistico, tenendo presente che quella legale minima è di m 1,50 dal confine per la veduta diretta e m 0,75 per quella laterale

Giusto solo qualora il vicino avesse costruito dopo...ma è l'abitazione di @Cassandra66 ad essere stata costruita successivamente "in appoggio/o con muro in comune".
Non è una "luce" perchè spiegato si trattava di una finestra (in serie con altre)
di un bagno su abitazione preesistente cui si è successivamente accostata una nuova abitazione.
Presumo che la nuova casa sia con quote sfalsate rispetto ai piani dell preesistente altrimenti non si psiega come una normale finestra possa trovarsi sulla sommità (sottotetto) dell'abitazione adiacente.
Ora resta da stabilire se il progetto della nuova casa ammettese il permanere della finestra perchè il sottotetto della nuova abitazione non era "a vista".

coperta da un soffitto fittizio
Vien da pensare ad un controsoffito (magari cartongesso) con duplice funzione.
Se così "approvato"

Rimane la perplessità di una finestra (che era anche di areazione per un bagno) che apre in un vano chiuso ...ma forse hanno risolto con areatori.
 

griz

Membro Storico
Professionista
facciamo il punto: la finestra esiste da tempo, hanno costruito davanti ampliando, sopraelevando (quello che è), da quel giorno la finestra affaccia su uno spazio delimitato da un tetto sopra e da un controsoffitto sotto, quindi chiuso e buio (sembra di capire).
Chi utilizza il bagno come ha preso il fatto che la finestra non prenda più aria e luce?
Ora sembra che sia tornata "alla luce" ma affaccia in casa di altri.
Se questa finestra fosse stata aperta legalmente, chi la utilizza non si sarebbe ribellato a questo trattamento?
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Parlando di case a schiera, e dalla data di costruzione di almeno una delle 2 (2003) già a priori non potrebbe esistere una finestra che si apre sulla tua proprietà.

Infatti il D.M 1444/1968 fissa a 10 mt la distanza tra le pareti finestrate verticali. Ciò comporta di fatto il superamento di tutte le norme del codice civile (per edifici dopo il 1968) essendo tale normativa ben più restrittiva sulle distanze tra pareti finestrate, per cui le "luci" e le "vedute" di fatto seguono il criterio.

Anche perché i PRG comunali da allora ovviamente si sono adeguati a tale normativa (almeno quelli che ho visto io) parlano di distanze dal confine (5 mt per entrambi i vicini dalla linea di confine), oppure distanza 0.

La distanza 0 avviene o per la costruzione di una schiera 0mt per la costruzione di edificio addossato all'altro (in epoca successiva) previo consenso scritto del primo edificante.

Fosse stata una casa ante normativa (i vecchi centri storici cittadini) per forza si sarebbe usato il codice civile.

Unico caso in cui non valgono queste distanze sono tra i lucernari di due tetti da una recente sentenza del Consiglio di Stato, eccola qui:Sentenza 05/10/ 2015 n. 4628
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
In una casa schiera, credo tutte e due realizzate insieme nello stesso momento salvo comunicazione diversa da @Cassandra66 non si può aprire una finestra nell'altra proprietà ancor di più prima in forza proprio dell'anno di costruzione 2003, seguente al D.M 1444/1968.

Insomma qualcosa non funziona già alla partenza!
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
o per la costruzione di una schiera 0mt per la costruzione di edificio addossato all'altro (in epoca successiva) previo consenso scritto del primo edificante

Che per quanto scritto dalla postante è l'unica ipotesi desumibile dal combinato:

Pochi mesi fa ho acquistato una casa a schiera

...
La casa del mio vicino è stata fatta nel 2003 e su tutti 4 i lati aveva le finestre

nel 2005 (h)anno ampliato la casa con la parte che ho comprato io utilizzando una parete in comune. Nella parete in comune sono rimaste le finestre che un tempo si affacciavano esternamente. Molte sono state chiuse ma questa no

Mi spingerei a dire che @Cassandra66 abbia comprato dallo stesso vicino...che prima ha ampliato in appoggio al suo esistente e poi ha ceduto.
Ne deriva (stante i "permessi" in regola per la prima e per la seconda) che la finestra ha tuto il diritto di rimanere.
E' @Cassandra66 che adesso altera lo "stato di fatto" aprendo il soffitto.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Se è una luce non è sottoposta alle distanze indicate da Daniele. Mentre se è una finestra presente al momento dell'ampliamento del fabbricato acquistato da Cassandra66, siamo in presenza di una finestra che ha il diritto di esistere, se in regola con il progetto e l'accatastamento, "per destinazione del padre di famiglia".
 

basty

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Proprietario Casa
Convengo che l'unica ipotesi plausibile sembra sia quella indicata da Dimaraz
Mi spingerei a dire che @Cassandra66 abbia comprato dallo stesso vicino...che prima ha ampliato in appoggio al suo esistente e poi ha ceduto.
Scatterebbe quindi la servitù originata "per destinazione del padre di famiglia".

Mi chiedo però se data al soluzione esistente sia ancora accettabile la situazione del bagno del fabbricato del 2003: che avrebbe una veduta/presa d'aria che da su un locale chiuso. (a meno che il sottotetto con tegole a vista sia equiparabile ad un locale aperto.)
 

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